Sono almeno due mesi che ogni tanto qualcuno di voi mi segnala questa fotografia e la storia che l’accompagna sul web italiano (ma non solo).

La foto viene condivisa con testi come questo:

Pic taken in Ireland in 1972 of a woman using the rifle of her fiancé who was wounded in a battle against the British army Her wounded fiancé survived after being transported by car to a safe place, while his girlfriend clashed with British soldiers until she was shot and killed.

Ve lo traduco:

Fotografia scattata in Irlanda nel 1972 di una donna che usa il fucile del suo fidanzato ferito in una battaglia contro l’esercito britannico. Il suo fidanzato ferito è sopravvissuto dopo essere stato trasportato in auto in un luogo sicuro, mentre la sua ragazza si è scontrata con i soldati britannici fino a quando non è stata colpita e uccisa.

Potremmo definire il racconto molto emozionante, di quelli che ti viene voglia di condividere d’istinto. Peccato che la storia non romanzata sia meno affascinante. La foto viene dall’Irlanda, e mostra una donna che imbraccia un AR18, un fucile d’assalto di produzione americana, chiamato amichevolmente the widowmaker (il crea vedove). La foto è attribuita a Colman Doyle, fotografo irlandese di quegli anni. Il racconto del fidanzato ferito è un’invenzione di questi tempi di acchiappaclick, fino all’avvento dei social la foto circolava su libri con questa didascalia:

A woman IRA volunteer on active service in West Belfast with an AR18 assault rifle.

Ma c’è altro da raccontare.

Come si trova spiegato su vari forum online la posizione della donna nell’imbracciare l’arma è strana, sparare con un AR18 non sembra sia cosa che sappia fare (non sono un esperto di armi, quindi mi rifaccio a quanto leggo sui forum). Quindi è facile che questa, come altre apparse in quegli anni, sia una foto messa in scena, fatta apposta per “pubblicizzare” le armi in mano ai militanti dell’IRA, e ringraziare i loro sostenitori americani d’averle fatte arrivare.

Come spiegano su Rare Historical Photos:

L’IRA conduceva regolarmente esibizioni di “armi”, sfoggiando le loro armi moderne e numerose.

E ancora:

In Irlanda, c’erano donne sia in gruppi repubblicani come l’IRA, che stanno combattendo contro le forze britanniche nell’Irlanda del Nord, sia in gruppi di lealisti che erano a favore dello stato e sostenevano il mantenimento del dominio britannico nell’area. Di solito le donne dell’IRA hanno svolto determinati ruoli non militari, in cui hanno sfruttato gli stereotipi tradizionali di genere. Nascondevano e trasportavano armi, poiché i soldati britannici detestavano perquisire il corpo femminilea causa dell’enorme ripugnanza pubblica che ci sarebbe stata (questo non significa non venissero perquisite le donne, ma solo meno dei quanto succedeva con gli uomini ndr maicolengel).

Il conflitto nell’Irlanda del Nord ha rivoluzionato lo sfruttamento delle donne nelle immagini visive a fini di propaganda. Le immagini dello sbattere i coperchi dei bidoni, trasportare bombe nelle carrozzine o addirittura impedire ai figli di essere arrestati erano sottili tentativi di eludere le aspettative della maternità repubblicana. Le donne sono diventate senza volto molto spesso indossando una maschera e hanno usato gonne corte rivelando così la loro femminilità. Alla fine, la propaganda delle immagini fece uso delle donne come vittima. In particolare, le immagini della brutalità della polizia sulle donne diventarono un’arma chiave…

Non credo sia necessario aggiungere altro. Sperando di non vedere più la suddetta foto condivisa col racconto emozionale che piace tanto agli amanti del like e delle condivisioni.

PS: la foto originale comunque era decisamente più grande, ma meno d’impatto:

maicolengel at butac punto it

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