La legge tedesca che vuol punire i social network

maicolengel butac 14 Mar 2017
article-post

legge

È di pochissime ore fa l’annuncio sulla stampa italiana, ripreso da quella tedesca:

La Germania dichiara guerra alle bufale online: multa da 50 milioni ai social che non le rimuovono

La Stampa titolava così, ma in generale il tono è per quasi tutti lo stesso. Leggendo gli articoli sulle testate italiane mi sono sorti molti dubbi: ma come è possibile fare una legge che punisca le bufale sui social network, e chi le pubblica sui giornali? Perché anche tra le testate tedesche ce ne sono svariate che amano soffiare sul fuoco della xenofobia, alcune attaccando anche gli immigrati italiani se non ricordo male.

Vado pertanto a cercare traccia della stessa notizia su agenzie che ritengo affidabili, come Reuters, che titola:

Germany plans to fine social media sites over hate speech

Ok, questo è lievemente diverso, bufale e hate speech non sono sinonimi, le prime tre righe dell’articolo spiegano decisamente tutto:

Germany plans a new law calling for social networks like Facebook (FB.O) to remove slanderous or threatening online postings quickly or face fines of up to 50 million euros ($53 mln).

“This (draft law) sets out binding standards for the way operators of social networks deal with complaints and obliges them to delete criminal content,” Justice Minister Heiko Maas said in a statement announcing the planned legislation on Tuesday.

Criminal content

Ovvero quello che secondo la legge tedesca è considerato criminale, quindi probabilmente ci riferiamo a post e pagine che inneggiano al Fuhrer, i negazionisti dell’olocausto, quelli che diffondono omofobia e xenofobia, non le pagine di buafle, ma solo una particolare categoria di post e pagine che diffondono contenuti  che la legge tedesca già vieta.

Reuters nel raccontarci la notizia ci spiega anche che:

Germany already has some of the world’s toughest hate speech laws covering defamation, slander, public incitement to commit crimes and threats of violence, backed up by prison sentences for Holocaust denial or inciting hatred against minorities. It now aims to update these rules for the social media age.

Quindi la Germania è già uno dei Paesi con le leggi più dure in termini di contrasto all’istigazione all’odio, con sentenze che possono arrivare anche alla galera. Non c’è nulla di strano se si vuole che anche i social network si attengano a quelle regole.

Purtroppo siamo di fronte a un copione che abbiamo già visto, e sappiamo che serve relativamente a poco. I gruppi di quel genere diventeranno chiusi, con nomi innocenti o satirici, non potendo entrarci nessuno saprà cosa condividono fra loro, nessuno li segnalerà. Certo avranno meno visibilità, ma non si estirpa nulla così facendo. Censurare non è una cura, è solo un posticipare il problema.

Io non sono d’accordo con la censura, ma qui si parla proprio di contenuti che se fossero pubblicati su un giornale potrebbero portare l’autore anche in galera secondo la legge tedesca, non di Ermes Maiolica. Si tratta di misure che anche il nostro governo potrebbe proporre ai social network, se non è già stato fatto. È giusto che la legge che devono seguire i comuni cittadini debba venire rispettata anche da loro. Ma non è una soluzione alle fake news, solo un limitare la diffusione di un certo tipo di bufale.

Anche sostenere la pseudomedicina non è vietato dalla legge, basta non spacciarsi per medico.

La battaglia, quella vera, è molto più ampia, e per quanto riguarda un certo tipo di contenuti va combattuta dalla polarizzazione degli utenti, ma questo è argomento per un altro articolo su cui sto lavorando.

Nel frattempo per aiutare l’utente a difendersi con Butac stiamo continuando con le nostre miniguide, questa settimana parliamo di strumenti utili per verificare le immagini che girano in rete.


maicolengel at butac punto it

Se ti è piaciuto l’articolo, sostienici su Patreon o su PayPal! Può bastare anche il costo di un caffè!

ARTICOLO AGGIORNATO il 30 MARZO 2026 ALLE ORE 17:22 L’aggiornamento lo trovate in coda Tanti giornali italiani e tante testate cattoliche hanno riportato con indignazione la notizia che al cardinale Pizzaballa sia stato vietato accedere alla Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme. Così la notizia raccontata da ANSA il 29 marzo 2026: Questa mattina, la […]

maicolengel butac | 30 mar 2026

Il 4 marzo è stato approvato al Senato il cosiddetto disegno di legge antisemitismo, che qualora venisse approvato anche dalla Camera diverrebbe legge. Sull’argomento sono stati pubblicati articoli da pressoché ogni testata nazionale, eppure riteniamo necessario fare ulteriore luce sui passaggi che hanno portato alla definizione di antisemitismo inserita nel ddl e, successivamente, al ddl […]

RC | 24 mar 2026

In Estonia esiste una città, piccola ma strategicamente delicata, che si chiama Narva. Poco più di 50mila abitanti, una forte componente russofona e, soprattutto, un dettaglio geografico non proprio trascurabile: Narva è separata dalla Russia, e in particolare dalla città di Ivangorod, da poche decine di metri. Negli ultimi giorni sui social russi e su […]

maicolengel butac | 19 mar 2026

C’è una notizia che sta circolando su svariate piattaforme social, condivisa da profili interessati solo ad inquinare l’informazione. Vi riportiamo il testo  come ce l’avete segnalato, ma abbiamo visto che circola con lievi variazioni su diverse piattaforme social: A partire dal 1 maggio 2026, la Danimarca applicherà una nuova riforma strutturale voluta dal governo di […]

maicolengel butac | 19 mar 2026