GRATTAEVINCI

I gratta e vinci su Butac? Ma dai, non sono una bufala!

No, i gratta e vinci sono una realtà, che genera grandissimi incassi per lo stato italiano ma che fa d’altra parte bruciare  tantissimi soldi ad una moltitudine d’italiani ogni anno. Ma i modi in cui gli stessi vengono commercializzati sono lievemente bufalari. Non so se avete presente lo spot in cui ci sentiamo ripetere:

Ti piace vincere facile?

È FUFFA, marketing pubblicitario rivolto principalmente a gente in condizioni economiche non ottime che spera in un miglioramento del proprio stato.

La Regione Lombardia insieme alla ASL di Mantova (ora ATS Valpadana) ha lanciato una simpatica campagna CONTRO il gioco d’azzardo, che di fatto sbufala il claim “ti piace vincere facile” e spiega per bene la cosa.

Hanno realizzato un bel video, veloce e interessante:

Per chi legge Butac dal lavoro o non ama informarsi coi video cerco di riassumere (e approfondire) quanto riportato.

Viene preso in considerazione il biglietto de Il Miliardario, gratta e vinci del costo di € 5,00. Vincita massima 500,000 euro, 27 biglietti riportano la combinazione miliardaria. VENTISETTE. Biglietti stampati oltre 140 milioni. Quindi su 140 milioni di biglietti ci sono 27 probabilità di vincere. Una possibilità ogni 5milioni e 280mila biglietti venduti. CINQUE MILIONI. Ci sono premi inferiori, verissimo, anche di grossa entità. Quello da 100mila euro compare 54 volte. Quella da 10mila 432. Alla fine dei giochi le probabilità di “vincita” sono del 25,85% quindi circa 1 biglietto su 4 è “vincente”.

Perché metto vincente tra virgolette? Ma perché la maggioranza degli oltre 36milioni di biglietti vincenti (su un totale di 142.560.000) è fatta di biglietti da 5 euro, ovvero la stessa cifra spesa per acquistare il biglietto: non sto vincendo nulla, vado in pari, e mi resta la voglia di comperarne un altro, visto che tanto quei 5 euro li avevo già dati per spesi.

Da qui la considerazione che quel:

Ti piace vincere facile?

sia una mezza bufala. Non sto vincendo nulla nella stragrande maggioranza dei casi. Al massimo vado in pari.

Vorrei spingermi un po’ più in la nella considerazione: i biglietti che mi farebbero vincere sono circa 17 milioni, solo che come abbiamo evidenziato prima la probabilità che io abbia acquistato più biglietti della stessa lotteria è elevata, e la statistica parla di solo 1 su 4 vincente. Quindi invece che 5 euro come gradino di partenza credo sia più corretto usare i 25 euro di vincita come punto di partenza per poter davvero dire: ho vinto qualcheccosa?

Quindi tutte le vincite dai 20 ai 5 vanno tolte dal  totale di biglietti in circolazione.

Abbiamo 142.560.000 biglietti stampati e venduti (in primo lotto) di cui 36.582.273 “vincenti”, togliendo quelli che secondo logica “vanno in pari” (34.452.000) restiamo con solo 2.400.273 biglietti che si possono definire davvero vincenti. Di cui solo 81 sono le vincite che possono fare una qualche differenza.

Io sono liberale, non credo sia necessario vietare il gioco d’azzardo, lo Stato (quando funziona bene) ci finanzia grandi cose, ma informare correttamente su quali siano i rischi e le reali possibilità di rimessa è importante. Come sarebbe importante tutelare i più giovani e i soggetti più a rischio per quanto riguarda la dipendenza dal gioco. A Bologna un assessore (Nadia Monti) sta spingendo una campagna per limitare le slot machine in aree frequentate da ragazzini, come i bar vicino alle scuole. Ma le slot sono un punto d’arrivo, i gratta e vinci sono un punto di partenza per il giocatore seriale.

Quei 5 euro settimanali giocati (ma spesso sono ben di più) sommati gli uni agli altri fanno grandi somme che forse, in un momento di crisi economica, potrebbero venire spesi meglio.

Basta che poi non salti fuori che coi 5 euro risparmiati vi siete iscritti ad un sistema di vendita piramidale.

maicolengel at butac.it

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