Questa notizia è di quelle curiose che non so se stanno girando anche da noi, ma uno di voi me l’ha segnalata nella sua versione inglese, e come si suol dire prevenire è sempre meglio che curare.

Narra la leggenda che un giovane inventore sia riuscito a usare il cervello di un piccolo pesce come supporto di memoria per una chiavetta USB. Ben 32gb di memoria si potrebbero immagazzinare al suo interno.

Japanese Person Develops USB That Uses A Small Fish Brain As Storage!

O almeno questo è quanto riporta il sito Japan Sauce; cercando su altri siti per amanti di tecnocose ho notato che sono svariati i post che parlano di questa fantomatica chiavetta, ma sono pochi quelli che hanno capito esattamente di cosa si tratti.

E dire che la tecnologia di oggi ci permette di avere sottomano svariati strumenti per verificare la notizia. Basta girare un po’ tra le fonti giapponesi per accorgersi che negli articoli originali era chiaramente riportato che si tratta solo di una decorazione. Non c’è alcun cervello di pesce che immagazzini i dati, c’è solo una lucetta led che illumina il tutto rendendo l’oggetto molto curioso. Nulla di più.

Come del resto appare chiaro guardando la produzione di chiavette USB curiose fatta da @ni28_xp (nickname del suo profilo Twitter).

 

Spero vivamente che la storia non arrivi a testate come il Daily Mail, perché sappiamo bene quali saranno i successivi passaggi fino alle agenzie di stampa italiane, che successivamente qualche giornale riprenderà tale e quale. Ci abbiamo fatto il callo.

Giusto per rendere ancor più chiare le cose: se uno scienziato fosse davvero riuscito a collegare un cervello a una chiavetta USB permettendo di scrivere e cancellare i dati a proprio piacimento saremmo di fronte a una scoperta epocale che varrebbe da sola il Nobel.

LEGGI ANCHE:  Mussolini alla Casa Bianca

maicolengel at butac punto it

Se ti piace BUTAC, sostienici su Patreon o su PayPal! Può bastare anche il costo di un pesce rosso!