IMMIGRATI-AUSTRIA

Così ci spiega il Giornale, e ce lo spiega attraverso le parole del segretario provinciale del Siulp, Mario Deriu.

L’Italia sempre più sola nell’affrontare l’emergenza immigrazione. Il nostro Paese non può contare sull’appoggio dei vicini per smistare i flussi migratori.

Sono parole forti,

che però non raccontano nulla, la storia che l’Austria respinge gli immigrati certe testate la ritirano fuori ogni due per tre, sarà per pigrizia, sarà perché qualcuno nelle loro redazioni VUOLE che il proprio lettore sia convinto di quanto noi siamo poveri e sfigati… peccato che non ci raccontino MAI tutta la storia.

Un fondo di verità c’è,

la maggioranza degli immigrati che arrivano al confine con l’Austria e la Svizzera viene rispedita indietro. Come mai? Perché succede tutto ciò? La risposta è semplice, non hanno le carte in regola per stare in Italia e non hanno i documenti in regola per varcare il confine. Quindi, come è giusto che sia, visti i trattati che vigono in Unione Europea, vengono rispediti indietro. Perché siamo NOI e non l’Austria ad aver ricevuto tonnellate di fondi per procedere a identificazione e regolarizzazione di chi arriva sulle nostre coste, come la Spagna e la Grecia, tre paesi che di immigrati ne vedono arrivare tanti viste le nostre “invidiabili” posizioni sul Mediterraneo.

Quindi noi abbiamo ricevuto i soldini,

noi dovremmo occuparci della parte burocratica, e svolta questa parte nella maniera giusta, chi è qui e ha le carte in regola da noi fornite può spostarsi sul territorio europeo. Ma solo dopo aver sbrigato quelle formalità. Invece, come già l’anno scorso fece scandalo, sembra che nei punti di controllo e verifica di certe zone viga la regola dell’ozio, i documenti non vengano fatti, o vengano fatti male, e così gli immigrati non hanno modo di muoversi. Ancora peggio, in certi casi anche coloro che non avrebbero alcun diritto a stare in Italia non vengono mandati via… ma solo invitati ad andarsene in una qualsiasi direzione. Poiché costa meno un biglietto del treno per l’Austria che un biglietto d’aereo per tornare a casa loro, si dirigono verso nord creando così l’ingorgo; ingorgo che le polizie più serie di altri paesi non accettano, e rimandano al mittente l’immigrato non in regola.

C’è da lamentarsene? Sì, certo, con chi non fa il proprio dovere, con chi si è intascato soldi che non erano suoi, con chi si comporta male. Non con gli immigrati o la cattiva Austria, ma con i nostri governanti, i nostri controllori, coloro che stanno facendo  le cose non nella maniera giusta; non i paesi confinanti. E non è che lo dico io, Butac non vale nulla senza fonti, lo dicono i politici degli altri paesi che le cose stanno così, e io vi linko questa lunga intervista di qualche giorno fa al Ministro dell’interno tedesco (ma si parla sia di Germania che di Austria, ed Italia e Grecia), è lunga, molto lunga, ma (per chi è in grado d’aiutarsi col tedesco) è davvero chiarificatrice di quanto poco siamo informati nel nostro paese.

Leggendosela tutta ci accorgiamo che tutta l’Europa è paese, e anche da loro ci sono giornalacci e testate che raccontano panzane online facendo sì che ci siano davvero tanti che cercano d’entrare nel paese. De Maziere cita l’esempio di alcuni blog online che per indignare i propri cittadini avrebbero diffuso la notizia che in Germania per ogni profugo ci sarebbero 4000 euro di benvenuto e alloggio gratis per un anno. La cosa ha indignato una certa parte di popolazione tedesca uTonta, ma dall’altra parte ha attratto ancor di più l’immigrato che ignora queste logiche idiote di blogger del menga.

C’è anche un’altra cosa che bisogna dire su questi immigrati bloccati, la maggioranza di quelli che cercano di proseguire verso il nord Europa erano già intenzionati a questo passaggio, e non vogliono (nel caso di clandestini) finire schedati nel nostro sistema, perché vorrebbe dire per loro l’impossibilità di registrarsi da un’altra parte e tentare di farsi accogliere come profughi da altri paesi. Insomma, la situazione è sicuramente non facile, ma gettare benzina sul fuoco come con l’articolo de Il Giornale non è “fare informazione” ma solo fare politica.

E io che credevo che il giornalista fosse un gran bel mestiere…

maicolengel

 

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