Le accuse di SocialTV contro le ONG

maicolengel butac 10 Apr 2019
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SocialTv ha pubblicato il 4 aprile 2019 un video intitolato:

Immigrazione o associazione criminale internazionale?

L’ho guardato, interrompendomi dopo pochi minuti. Ritengo che quanto viene detto nei primissimi minuti del video sia sufficiente per contestare l’affidabilità di tutto il resto. La nave di cui parla SocialTv è la Sea Eye. Ribattezzata Alan Kurdi in memoria del piccolo con la maglietta rossa trovato morto, nel 2015, su una spiaggia in Turchia dopo che aveva tentato di raggiungere Kos su un gommone, con la mamma e altri siriani.

Fin dall’inizio il video ha delle grosse lacune. De Girolamo spiega che non si sa perché la Alan Kurdi si trovasse in quella zona di fronte alle coste libiche (la SAR, search and rescue). Secondo lo youtuber non c’era alcuna segnalazione di partenze. Ma sbaglia, basta verificare sulla bacheca twitter di Sea-Eye per smentire la prima affermazione. La Alan Kurdi arriva in zona SAR il 26 marzo, per cercare di soccorrere un gruppo di 41 migranti, salpati il 23 marzo dalla Libia.

 

Il 31 marzo ancora non avevano recuperato nessuno, ma come dicevano, seppur in pochi in mancanza di altri aiuti anche dalla guardia costiera libica, restavano a vegliare e cercare in quell’angolo di mare.

 

Il primo aprile vengono informati di una partenza di gommoni, la segnalazione viene da Alarm Phone. L’Italia, Malta, e la Germania contano che intervenga la guardia costiera libica, ma nessuno pare rispondere (oggi sappiamo cosa stava montando in Libia). L’Alan Kurdi recupera 64 persone, ma all’appello pare ne manchino 50 di cui, però, non sapremo più nulla.

 

I telefoni satellitari

Andrea De Girolamo successivamente ci spiega che le comunicazione tra AlarmPhone (la hotline per chi ha bisogno di aiuto nel mar Mediterraneo) e migranti avvengono tramite telefono satellitare, costosissimo. A suo avviso anche questa è un’indicazione di quanto il passaggio dei migranti nel Mediterraneo sia in mano a un’associazione criminale di cui le stesse ONG fanno parte.

Un comunicatore satellitare è normale dotazione per chiunque operi in aree non coperte da altri segnali di comunicazione digitale. Che si tratti di scafisti, soccorritori, ma anche gli stessi migranti che possono essersi accollati la spesa dividendola. Ma vediamo di che spesa si tratta.

I costi di un comunicatore satellitare sono inferiori a quelli di un normalissimo smartphone di fascia alta. Per verificarlo ci vogliono pochi secondi, una ricerca su Google alla portata di tutti.

Avete letto con attenzione, 314 euro per un comunicatore satellitare Garmin, con sconto cassa di 15,70, quindi siamo sotto ai 300 euro. Questo però può inviare solo messaggi e SOS, non telefonare, ma per meno di 300 euro più 14,99 al mese per inviare messaggi è già una buona alternativa. Meno di uno smartphone di fascia medio alta.

Al prezzo di uno smartphone di fascia più alta invece trovo dei veri e propri telefoni:

 
Con svariate opzioni per ricaricare la SIM:

Dai 10 ai 70 minuti al mese di chiamate, dai 35 ai 55 dollari al mese di ricarica. Se vivi e ti sposti in aree non coperte da normali servizi di telefonia mobile, magari in condizioni di pericolo, non credo che cifre di questo genere possano essere considerate proibitive, oltre al fatto che in circolazione è facile trovare satellitari di vecchia generazione, usati, a cifre ancora più basse.

Averlo è la differenza tra la vita o la morte…

Non ho intenzione di perdere tempo andando avanti con l’analisi dei fatti, non ha senso. Se avete bisogno di ulteriori suggerimenti per capire che quanto riportato da SocialTV è una manipolazione dei fatti, significa purtroppo che i vostri pregiudizi superano il vostro senso critico. Non posso farci molto.

maicolengel at butac punto it
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