Se conoscete l’inglese perdete 20 minuti della vostra vita, potete anche farvi aiutare dai sottotitoli automatici di Youtube, ma questo video andrebbe visto. Sia chiaro, i messaggi che lancia sugli schieramenti in campo sono forti, ma sono quasi tutti supportati da dichiarazioni degli stessi politici citati. Quindi questo è quanto traspare all’estero dai vari gruppi che si contenderanno la guida del nostro Paese tra una settimana.

Qui lo trovate anche sottotitolato per merito di Comedy Bay:

John Oliver non risparmia nessuno in questa puntata dedicata alle elezioni italiane. Ci va giù pesante con alcuni schieramenti del centro destra, ma sempre supportato da dichiarazioni verificabili. La sua è satira, è ovvio che cerchi di usare le armi migliori. Ma anche quando fa sensazionalismo, tale sensazionalismo è dettato dal tipo di comunicazione che viene lasciata fare nel nostro Paese dai supporter di tutti gli schieramenti. Basta che si denigri l’avversario che tutto va bene, anche le fake news.

Siamo messi male

Esattamente come cerchiamo di farvi capire da mesi la situazione non è delle migliori, un po’ per colpa della stampa un po’ per colpa di politici, ma soprattutto molto per colpa nostra. Che sono anni che lasciamo fare e accettiamo questo stato di cose. Come dimostra anche il fatto che ogni volta che qui difendiamo Pinco invece che Pallo subito si scatenano commenti indignati dalla fazione del povero Pallo, noi cattivi pakati da Pinco. Ragazzi, siete riusciti persino a darmi del democristiano. Non che ci sia nulla di male a esserlo, solo che davvero non esiste posizione più lontana dalla mia. Ma è chiaro, il bias scorre potente in noi. Tutti.

Anche nel servizio di Oliver abbiamo la conferma di come le bufale facciano in fretta a diventare notizie.

An unfuckable lardass

Al minuto 14:25 viene mandato uno spezzone dove Berlusconi si difende dall’accusa di aver definito la Merkel una culona inchiavabile. Titolone che circolò sui giornali italiani per lungo tempo, e di rimando sulla stampa estera. Ma era un rumors, un’indiscrezione mai dimostrata da nessuno. Nel caso si sarebbe trattato di un omissis da intercettazione telefonica. Facciamo un salto indietro nel tempo:

10 settembre 2011, sul Fatto Quotidiano esce un articolo dove viene raccontato il rumors che da un’intercettazione telefonica risulta che quella frase sia stata detta a Valter Lavitola. Ma è lo stesso Fatto nell’articolo a spiegare che si tratta di una voce non dimostrata:

Ci vuol poco a creare una verità dal nulla. Ieri nessuno ha pensato di aspettare le carte prima di dare per scontato che Berlusconi, parlando con Valter Lavitola dopo averlo invitato a restare lì, all’estero, si sia lasciato andare davvero a un simile trivio apostrofando la Merkel come una “culona inchiavabile”.

Non è mai stato dimostrato che Berlusconi abbia detto qualcosa di simile, e nessun altro se non la fonte riportata dal Fatto l’ha mai ripetuto. Ma quella che era una leggenda urbana nata per seminare il panico tra i parlamentari di Forza Italia è via via diventata una realtà. Senza che nessuno si preoccupasse di verificarla, tanto prende in giro un soggetto che si è già deciso che non meriti difesa.

Questo onestamente a me non va, che sia una bufala su Berlusconi, Renzi, Salvini o Bonino poco conta, chiunque le sfrutti per denigrare l’avversario è automaticamente dalla parte del torto. Parte che purtroppo è in coabitazione con tutti gli indignati

Ma non ero qui per difendere Berlusconi, è grande e vaccinato (almeno spero), sa farlo da solo. (PS Dimenticavo, anche quella che Silvio presieda ancora il Milan era una bufala).

ANSA e le fake news

Solo un piccolo appunto mi viene da fare a John Oliver. Tra i vari interventi viene mostrato quello di Patrizio Nissirio di ANSA, importante agenzia giornalistica italiana, un intervento che denuncia correttamente il problema delle fake news e della loro viralità. Quello che però manca è un po’ di autocritica, visto che l’agenzia è complice nella viralità di svariate notizie che si sono poi rilevate inesatte. Molte riprese in prima istanza da tabloid come il Daily Mail. Ma non ho visto tutto il servizio della PBS, me lo andrò a cercare, magari da altra parte ne parla.

Non votiamo per il Primo Ministro

John, io ti stimo e ti ammiro, potrei anche creare un culto della tua persona qui in Italia se servisse alla causa della corretta informazione, ma in Italia non votiamo per il Primo Ministro.

Lo sanno anch…

ah no…

scusate.

maicolengel at butac punto it

Se ti è piaciuto l’articolo, sostienici su PayPal! Può bastare anche il costo di un caffè!