C’è una pagina Facebook che una volta era anche un sito su altervista. Project Phoenix Reserve si chiama su FB, e su Altervista si chiamava ProjectPhoenix.altervista.org.

Ma da qualche tempo al suo posto appare questa scritta:

Questo account è stato sospeso perchè non in linea con il regolamento della comunità.

Le motivazioni della rimozione, guardando la pagina FB, sono abbastanza palesi. Centinaia di link a siti che sono in black list, più è grossa più ci piace. Evidentemente alle spalle del “progetto” ci sono gli stessi che gestiscono siti come TG-quotidiano, visto il numero di condivisioni che fanno alle stesse testate fuffa già presenti nella nostra black list. Il nome del progetto è curioso, Phoenix, Fenice, che simboleggia una rinascita. Non è chiaro cosa dovrebbe rinascere. Quello che è chiaro è quello che condividono: bufale razziste, populismo di vario genere e altre amenità.

Oggi ne parliamo perché tra le tante cose che condividono in questi giorni vengono fatti girare due posterini.

Il messaggio che lanciano è semplice:

Ogni giorno nel mondo muoiono di fame 8.000 bambini, ma nessuna ONG interviene

L’attacco direi sia molto diretto. Le ONG non si preoccupano dei bambini. Li lasciano morire. Ma sarà davvero così? Una premessa, per chi non l’avesse ben chiaro: una ONG non è un’ente di beneficenza i cui operatori vivono d’aria e d’amore. Tutte le persone che lavorano per un ONG devono mangiare, pagare l’affitto e la rata della macchina. Come voi. Quindi è normale che le ONG abbiano delle entrate e che chi ci lavora in pianta stabile abbia uno stipendio. Perché a volte non mi pare sia chiaro per tutti.

Passiamo all’accusa.

Davvero le ONG se ne infischiano dei bambini che muoiono di fame?

No, è una di quelle boutade senza capo né coda. Ma ci siamo abituati alle cose così, tanto l’importante è indignare. Non è difficile verificarlo. Basta andare sul sito del World Food Programme per scoprire che collaborano, nella distribuzione di pasti nei Paesi che lo necessitano, con oltre mille organizzazioni non governative:

The World Food Programme is proud to work with more than 1,000 non-governmental organizations (NGOs) around the globe, from small grassroots groups to large international aid agencies.

Without this collaboration, our efforts to bring much-needed assistance to more than 80 million people in 80 countries would be jeopardized. Without the vocal support of these organizations, our efforts to put Zero Hunger at the top of the international agenda would be far less successful.

NGOs are at our side in many programme settings, from food distribution in emergencies to longer-term initiatives such as schools meals and asset creation. In fact, three-quarters of our food and cash-based transfer operations are delivered together with NGOs.

Che tradotto:

Il Programma alimentare mondiale è orgoglioso di lavorare con più di 1.000 organizzazioni non governative (ONG) in tutto il mondo, da piccoli gruppi di base alle grandi agenzie internazionali di aiuto.

Senza questa collaborazione, i nostri sforzi per portare l’assistenza necessaria a oltre 80 milioni di persone in 80 Paesi sarebbero messi a repentaglio. Senza il supporto esplicito di queste organizzazioni, i nostri sforzi per mettere Zero Hunger in cima all’agenda internazionale sarebbero molto meno efficaci.

Le ONG sono al nostro fianco in molti contesti del programma, dalla distribuzione del cibo nelle emergenze alle iniziative a lungo termine come la ristorazione scolastica e la creazione di beni. In effetti, i tre quarti delle nostre operazioni di trasferimento di cibo e denaro sono consegnati in collaborazione con le ONG.

Non credo serva aggiungere altro, tanto chi condivide la narrativa che vuole le ONG come brutte e cattive, solo alla ricerca di denaro, non capirà, non accetterà, non è interessato.

Però è curioso, perché le ONG in questo caso stanno facendo esattamente quanto viene di solito richiesto da questa gente: li aiutano a casa loro.

maicolengel at butac punto it

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