No, non è mia intenzione mettermi a parlare di partigiani, ma circola un post, diffuso dalla pagina Lotta Studentesca Alta Terra di Lavoro. Il post è del 25 aprile, non 2018, ma 2016, ma è ancora online.

Il post mostra la fotografia di una donna nuda, seduta a terra, che cerca di coprirsi con le braccia. Il testo che l’accompagna recita:

Questi sono i partigiani, il 25 aprile.

A guerra civile terminata, furono razziate case, caserme, cantine, scuole.

Figlie, mogli, madri ed anche nonne dei “fascisti” vennero prese, portare in piazza, rasate, denudate, violentate a turno da tutti i partigiani, seviziate, schernite pubblicamente ed infine giustiziate sul posto.

Buona “liberazione”, figli e discendenti di queste merde (successivamente decorati al valore ed oggi riuniti nell’associazione mangiasoldi “ANPI”)

Una bugia basta ripeterla tante volte…

E pian pianino per alcuni quella fotografia diventerà simbolo di qualcosa che non è.

Come già detto non è mia intenzione addentrarmi nell’accusa, non è questa la ragione del mio articolo. Mi interessa solo quella fotografia.

Verificare i fatti

Ci volevano pochi secondi, usando Tineye, per arrivare a scoprire che quella foto è registrata nella sua versione originale presso Getty Images, con una descrizione abbastanza chiara:

A Jewish woman raped, sitting on the sidewalk naked while men grope her and give her money.

I Pogrom di Lviv

Per cercare di capire da dove arrivasse la foto ho analizzato altre raccolte, e l’ho trovata in un sito che ne mostra una seconda con la donna in piedi. Il sito non è particolarmente autorevole, ma riporta una lunga serie di foto che sono collegate ai pogrom di Lviv (Leopoli), che la rende plausibile.

La versione inglese di Wiki credo che sia decisamente benfatta e completa di fonti in merito sui Pogrom di Lviv, quella italiana purtroppo molto scarsa.

Non sto dicendo che non ci siano state rappresaglie da parte dei partigiani via via che il nostro Paese veniva liberato, eravamo in tempi di guerra, tante cose di cui nessuno credo vada orgoglioso sono successe. Ma diffondere una foto che ha tutt’altro background affibbiandole una narrativa non sua è sbagliato. Si sta depredando la memoria di un qualcosa che mostra quasi l’opposto di quanto si vuol far credere. Ci si dovrebbe vergognare di diffonderla in quei termini. Specie il 25 aprile.

maicolengel at butac punto it

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