Le tasse su biliardino, ping pong e flipper

...e lo pseudogiornalismo estivo a base di facile indignazione

maicolengel butac 23 Giu 2022
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Siamo onesti, quanti di voi hanno cercato il decreto di cui ieri parlavano tantissime testate italiane? Io credo, anche tra i nostri lettori, che si possano contare sulle dita di una mano quelli che hanno tentato di approfondire.

Abbiamo letto titoli come questo del Sole 24 Ore e ci si è indignati a priori:

Tassa sul biliardino, ecco importi e multe. È polemica

Senza che nessuno andasse a fare verifica alcuna, anzi persino testate come il Sole hanno in qualche maniera disinformato con paragrafi come questo:

Cosa prevede il decreto del 2021

Il provvedimento in questione ha previsto che anche i locali che possiedono ed espongono flipper e biliardini debbano versare l’imposta sugli intrattenimenti (Isi), ovvero quella che si applica ai giochi a pagamento con vincita.

In realtà la ISI esiste da anni, non è del 2021, e come riportato nel 2013 su Fisco e Tasse:

Sono soggette all’imposta sugli intrattenimenti i giochi e le altre attività indicati nella Tariffa allegata al D.P.R. n. 640/1972, ovvero:

  • esecuzioni musicali di qualsiasi genere (esclusi i concerti vocali e strumentali) e trattenimenti danzanti anche in discoteche e sale da ballo quando l’esecuzione di musica dal vivo è di durata inferiore al 50% dell’orario complessivo di apertura al pubblico dell’esercizio;
  • utilizzazione dei bigliardi, degli elettrogrammofoni, dei bigliardini e di qualsiasi tipo di apparecchio e congegno a gettone, a moneta o scheda, da divertimento o trattenimento, anche se automatico o luoghi pubblici o aperti al pubblico sia in circoli che in associazioni di qualunque specie; utilizzazione ludica di strumenti multimediali;
  • gioco del bowling; noleggio go-kart;
  • ingresso nelle sale da gioco o nei luoghi specificatamente riservati all’esercizio delle scommesse;
  • esercizio del gioco nella case da gioco e negli altri luoghi a ciò destinati.

Il concetto è che la legge con l’obbligo di richiesta di autorizzazione esiste da anni, quello che mancava erano le sanzioni per chi non era in regola, sanzioni che hanno cominciato a essere applicate solo da quest’anno. Quindi potremmo dire che, come per l’obbligo del POS, sono stati lasciati alcuni anni per mettersi in regola, e poi si è proceduto alle sanzioni. Chi oggi si lamenta sui giornali avrebbe dovuto farlo quando la legge è stata introdotta, o quando è stato introdotta la fine del periodo senza sanzioni, e non attendere il momento in cui le sanzioni sono state elevate cadendo dalle nuvole.

Esistono specifici elenchi di quali siano i giochi leciti e quali no. Ma una cosa nei decreti esistenti è chiara ed evidente: tutti i giochi devono esser autorizzati, poco importa che siano con vincita in denaro od oggettistica, o addirittura senza vincita alcuna. Rientrano comunque nel concetto d’intrattenimento che serve ad attrarre il potenziale pubblico.

Non sta a BUTAC giudicare se queste regole siano o meno corrette. Quello che volevamo evidenziare è che non siamo di fronte a un’assoluta novità che ha colto di sorpresa gli esercenti, come per la sanzione sul POS siamo di fronte a qualcosa che chiunque abbia un buon commercialista a seguirlo avrebbe dovuto sapere da tempo, per permettergli di adeguarsi.

Qui all’Art.110 potete trovare l’elenco dei giochi per cui è richiesta un’autorizzazione, la descrizione è volutamente generica, ma direi che non ci sia spazio per dubbi:

…quelli, basati sulla sola abilita’ fisica, mentale o strategica, che non distribuiscono premi, per i quali la durata della partita puo’ variare in relazione all’abilita’ del giocatore e il costo della singola partita puo’ essere superiore a 50 centesimi di euro.

Ma difatti anche il Sole a fine articolo riporta quanto spiegato dall’Agenzia:

Nelle ultime ore, nessuna nuova regolamentazione è intervenuta per modificare la normativa di settore già esistente. I biliardini, come sempre, potranno essere liberamente installati in tutti i luoghi aperti al pubblico in continuità con le regole del passato e secondo le modalità già previste.

E ancora:

Si rassicura tutto il settore e tutti i giocatori che anche per l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli il calcio balilla rappresenta uno dei giochi della storia e della tradizione di tutti noi italiani da salvaguardare e promuovere anziché da ostacolare, non essendo in alcun modo assimilabili ad apparecchi con vincita in denaro come videolottery e slot.

Quindi nessuna nuova tassa, solo delle regole semplificate per la gestione di qualcosa che era già regolamentato da almeno due decenni. Non fatevi fregare dalla facile indignazione.

Non crediamo di poter aggiungere altro

redazione at butac punto it

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