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Mi imbatto in questa pagina in cui si mostra l’ennesimo panino di McDonald’s miracolato, senza muffa e senza altri evidenti segni di decomposizione e altre robe disgustose. Abbiamo già parlato degli hamburger e di come l’alto contenuto di sale e conservanti e le dimensioni ridotte permettano a questi prodotti di conservarsi intatti (perlomeno alla vista) anche per molti anni, qui e qui. Qui abbiamo linkato anche una spiegazione scientifica in lingua inglese di come si verifica un fenomeno che, per l’appunto, non è assolutamente un evento eccezionale. Eppure alcuni siti ancora si chiedono:

Exactly what is in a McDonald’s burger that keeps it looking the same, 20 year later?

Il Mirror ci riporta anche la storiella raccontata dai due cazzoni geniacci baldi giovani che hanno avuto l’idea di conservare il panino per, dicono loro, vent’anni.

Two Australian men claim to have the oldest burger in the world – at a staggering 20 years old.

In 1995 Adelaide residents Casey Dean, 14, and his mate Eduard Nitz, 13, stopped off at their local McDonald’s to pick up some burgers.

Among them was a Quarter Pounder with cheese they’d bought for another kid. That kid never turned up, but they didn’t eat his burger. Ever.

Now the boys have become men and the burger has turned 20.

“We’re pretty sure it’s the oldest burger in the world,” Mr Dean said.

Fondamentalmente non ci sono prove che il panino sia davvero così vecchio. Tutto quello che abbiamo è la parola dei due tizi, e, nel caso che qualcuno fosse più bravo di me nel risalire alla storia degli incarti dei panini in Australia, il packaging dell’hamburger, che comunque potrebbe darci un range di tempo più o meno lungo ma non la data precisa dell’acquisto del panino.

Potrebbe essere che il panino sia così vecchio, oppure no. Potrebbe avere quattro, cinque, otto anni, potrebbe averne dieci. Potrebbe insomma rientrare negli svariati casi già esaminati e non avere niente di eccezionale.

Eccezionale è, invece, la maniera in cui è stata gestita la faccenda: all’inizio di febbraio di quest’anno, infatti, Casey Dean e Edward Nitz si sono messi d’impegno per rendere virale la storia del loro panino, e ci sono riusciti benissimo. In meno di due mesi, infatti, come riportano le notizie sui loro social, la storia e le foto del panino hanno fatto il giro del mondo, complici anche molte testate giornalistiche che hanno riportato la vicenda, radio e televisioni che li hanno intervistati, e migliaia di like a pagine che declinano la foto del panino ventenne in tutte le salse:

Cattura

 

Tipo questa, che mi ha fatto molto ridere:

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Da quella pagina si arriva addirittura a un sito ufficiale del panino, chiamato per l’appunto SeniorBurger.com dal quale si evince che sulla storia dell’hamburger è stato composto un motivetto che si trova in ascolto su Soundcloud e in vendita su iTunes. Su entrambi i siti la canzone è caricata sul profilo di un progetto musicale chiamato The Pentagon Diagonals che fa capo a un produttore musicale di nome proprio Casey Dean, il cui logo si trova, ovviamente, anche in calce al sito ufficiale del panino. E anche se tale collegamento rimanda per l’appunto al suo sito ufficiale, quello che rimanda a Facebook invece non porta alla pagina ufficiale del progetto musicale che, infatti, di per sé colleziona la bruttezza di soli 83 likes, nonostante sia la foto di copertina che quella del profilo rimandino ai due buontemponi dell’hamburger. Rimanda a quella che vi ho mostrato sopra che, invece, colleziona ad oggi più di 6500 likes. Un numero migliore di quello sia del progetto musicale che del produttore stesso (poco più di 1100), e che viene infatti utilizzato per promuovere sia “Free the burger” che le altre collaborazioni musicali di prossima uscita:
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Insomma, un’astuta strategia di marketing per promuovere la propria musica che, si sa, è difficile far emergere nel mare di produttori, musicisti, dilettanti e youtuber che sguazzano nella rete, senza un’iniziativa che riesca a rendersi virale in pochissimo tempo? Io penso proprio di sì, e non sono la sola:

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Insomma, che il panino abbia o meno vent’anni non importa perché, come abbiamo visto, non è insolito che gli hamburger, non solo quelli di McDonald’s, conservati in condizioni ideali (in questo caso incartati, e in una scatola chiusa) invecchino in maniera diversa da quello che ci aspetteremmo. Quello di Casey Dean e il suo amico non fa eccezione, nonostante sia accompagnato dall’hashtag #2old4mould (troppo vecchio per la muffa). Quello che i due volevano era attirare l’attenzione del mondo su di loro per cercare di far decollare il loro progetto musicale, e visto che le testate di tutto il mondo hanno deciso di ignorare i fatti già accertati (è normale per un hamburger conservarsi in tali condizioni anche per molti anni) e credere ciecamente alla loro parola (quel panino è il più vecchio del mondo) pare proprio che ci siano riusciti. Kudos!