Un lettore mi segnala che via Whatsapp sta circolando il seguente messaggio:

Il discorso pronunciato da Bergoglio nell’omelia di ieri. Buona lettura…un Papa così non l’avremo mai più!

Puoi avere difetti, essere ansioso e perfino essere arrabbiato, ma non dimenticare che la tua vita è la più grande impresa del mondo. Solo tu puoi impedirne il fallimento. Molti ti apprezzano, ti ammirano e ti amano. Ricorda che essere felici non è avere un cielo senza tempesta, una strada senza incidenti, un lavoro senza fatica, relazioni senza delusioni. Essere felici significa trovare la forza nel perdono, la speranza nelle battaglie, la sicurezza nella fase della paura, l’amore nella discordia. Non è solo godersi il sorriso, ma anche riflettere sulla tristezza. Non è solo celebrare i successi, ma imparare dai fallimenti. Non è solo sentirsi felici con gli applausi, ma essere felici nell’anonimato. Essere felici non è una fatalità del destino, ma un risultato per coloro che possono viaggiare dentro se stessi. Essere felici è smettere di sentirsi una vittima e diventare autore del proprio destino. È attraversare i deserti, ma essere in grado di trovare un’oasi nel profondo dell’anima. È ringraziare Dio ogni mattina per il miracolo della vita. Essere felici é non avere paura dei propri sentimenti ed essere in grado di parlare di te. Sta nel coraggio di sentire un “no” e ritrovare fiducia nei confronti delle critiche, anche quando sono ingiustificate. È baciare i tuoi figli, coccolare i tuoi genitori, vivere momenti poetici con gli amici, anche quando ci feriscono. Essere felici è lasciare vivere la creatura che vive in ognuno di noi, libera, gioiosa e semplice. È avere la maturità per poter dire: “Ho fatto degli errori”. È avere il coraggio di dire “Mi dispiace”. È avere la sensibilità di dire “Ho bisogno di te”. È avere la capacità di dire “Ti amo”. Possa la tua vita diventare un giardino di opportunità per la felicità … che in primavera possa essere un amante della gioia ed in inverno un amante della saggezza. E quando commetti un errore, ricomincia da capo. Perché solo allora sarai innamorato della vita. Scoprirai che essere felice non è avere una vita perfetta. Ma usa le lacrime per irrigare la tolleranza. Usa le tue sconfitte per addestrare la pazienza. Usa i tuoi errori con la serenità dello scultore. Usa il dolore per intonare il piacere. Usa gli ostacoli per aprire le finestre dell’intelligenza. Non mollare mai … Soprattutto non mollare mai le persone che ti amano. Non rinunciare mai alla felicità, perché la vita è uno spettacolo incredibile.
(Papa Francesco).

Il lettore (grazie Antonello) mi scrive:

Questo testo, bello per carità, gira su whatsapp e sul web come scritto da Papa Francesco. Sinceramente nutro seri dubbi. Va bene per il contenuto, ma darne una paternità così forte solo per diffonderlo mi sembra scorretto…

Non ha torto, il testo può anche essere condiviso, ma l’attribuzione errata è qualcosa di scorretto per cercare di raggiungere un pubblico più ampio. La mia mamma, devota cattolica, pochi giorni fa, tornata dalla messa, mi è passata a trovare portandomi “la Domenica” il periodico religioso edito dalla San Paolo che riporta la liturgia del giorno, il libretto è quello del 13 maggio 2018. La mamma non me l’ha portato a casa perché spera di redimermi e riportarmi sulla retta via. Oddio, probabilmente la speranza ce l’ha sempre, ma mi conosce e mi vuole bene e mi stima perché sono io, o almeno spero.

No, la mamma mi ha portato quei quattro fogli per farmi leggere la seconda preghiera dei fedeli, sapeva che avrei apprezzato:

Perché gli scrittori, i giornalisti, i registi e gli operatori della comunicazione nel raccontare il mondo che li circonda siano sempre attenti e rispettosi della verità e della dignità di ogni persona. Noi ti preghiamo.

Ecco, è uno di quei casi in cui vorrei davvero avere la fede che una preghiera lanciata nel vuoto potesse cambiare le cose. E invece siamo sempre lì, coi 3 milioni di euro donati a Berlusconi in eredità, e le finte omelie di Papa Francesco. Ah vero, dimenticavo, non ho verificato con voi il perché sia finta. Vedete, ogni omelia pronunciata pubblicamente da Papa Francesco viene riportata sul sito del Vaticano. E non c’è traccia del messaggio che ho riportato a inizio articolo. Nessuna.

Cercando altrove si trovano tracce di questo testo risalenti al 2012. In portoghese, poi tradotte in inglese. E ora finalmente, per il pubblico di fedeli che si fidano, arriva anche in italiano.

In portoghese veniva diffuso sostenendo fosse un testo di Fernando Pessoa, ma pare che gli studiosi e alunni di Pessoa non sostengano questa attribuzione. Nel 2017 se ne era occupato un blog inglese, trattando sia la falsa omelia che la questione Pessoa.

Quel testo non è di Papa Francesco, non oggi e nemmeno nel 2016, quando La Stampa, nella sua versione inglese, ne aveva fatto menzione in un articolo sulle bufale sul Papa. La storia secondo La Stampa era stata sbufalata da Il Sismografo, blog che però non ha un motore di ricerca che aiuti molto e non è indicizzato bene da Google, per cui mi limito a linkare questo loro articolo sulle bufale in rete.

Non credo sia necessario aggiungere altro.

Andate in pace…

😉

maicolengel at butac punto it

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