La 12enne americana paralizzata dopo il vaccino per COVID

Maddie De Garay e la percezione delle cose

maicolengel butac 7 Lug 2021
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Siete tanti a segnalarci la notizia della ragazza americana di 12 anni che a causa del vaccino sarebbe in sedia a rotelle e con altri problemi di salute.

L’avevo vista circolare nei gruppi Telegram che monitoro da mesi, ma non l’avevo trattata perché ritenevo che avreste fatto da soli le giuste verifiche e considerazioni.

Evidentemente così non è stato, visto che ogni cinque segnalazioni oggi almeno due sono su Maddie De Garay. Non mi risulta che al momento colleghi fact-checker ne abbiano parlato, anche perché non è facilissimo farlo. Su BUTAC da tempo vi abbiamo abituato a trattare quello che non può basarsi solo sulla verifica dei fatti, e ci proviamo anche stavolta.

La notizia è semplice da riassumere: una mamma è stata intervistata per le reazioni avverse subite dalla figlia dopo la seconda dose di vaccino Pfizer, l’intervista è stata fatta da  Tucker Carlson di FoxNews. La mamma ha spiegato che sua figlia, dopo aver ricevuto la seconda dose, ha iniziato a sviluppare forti dolori addominali e al petto. A seguire nausea, vomito, pressione sanguigna irregolare. E oggi è in sedia a rotelle, con un tubo per mangiare poiché fatica a deglutire.

Tutto il racconto fatto durante l’intervista con Tucker Carlson sembra fatto apposta per allarmare chi lo legge o vede. Quello che manca completamente all’intervista e ai tanti video che vedo circolare sono i numeri.

Per ora il Paese che sta vaccinando di più i giovani sono gli Stati Uniti, dove i dati parlano di quasi un milione di ragazzi che sono stati vaccinati con la seconda dose, e circa sette milioni con solo la prima dose. Rileggete con attenzione: un milione completamente vaccinati, sette milioni con la prima dose. Quindi su sette milioni di giovani che sono già venuti in contatto coi vaccini per la COVID-19, quanti di questi hanno avuto gravi reazioni avverse attribuite ai vaccini? Qualche decina di soggetti.

Le cose come sempre vano messe in prospettiva. Ad esempio si stima che una persona negli Stati Uniti abbia una possibilità su 8393 di morire in un incidente stradale. Ecco, i dati ci dicono che su un milione di vaccinati con la seconda dose al momento non è confermato nemmeno un decesso (c’è il possibile caso di un 13enne, ma ancora la correlazione non è stata provata).

I medici hanno ovviamente visitato Maddie De Garay, e la madre sostiene che le avrebbero detto che la condizione in cui si trova al momento potrebbe essere collegata a uno stato di ansia particolarmente grave. Reazioni simili le abbiamo già viste qui su BUTAC, con altri vaccini, che in alcune ragazze in UK avevano causato condizioni di scarsa reattività e anche paralisi. Anche lì però non fu mai trovata una specifica correlazione. E a parte i casi iniziali la questione parve risolversi per il meglio. Ovviamente speriamo che lo stesso avvenga per Maddie.

Se non succedesse vorremmo che rileggeste quanto sopra: negli Stati Uniti, su quasi un milione di vaccinati con la seconda dose di vaccino (nei ragazzi tra i 12 e i 18 anni), il numero di reazioni avverse documentate (e verificabili) è statisticamente irrilevante.

Non credo di poter aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

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