La maratona in Palestina e il genocidio
Trattiamo la notizia diffusa da un nuovo progetto editoriale nato da pochi mesi, stanco di "vedere un certo tipo di informazione predominante"...

Ci è stato segnalato un video IG apparso sulla pagine di Xcalibur Italia. Progetto editoriale nato nel 2026 e così raccontato da Vanessa Combattelli, una delle due menti che l’hanno ideato:
È una pagina divulgativa, che nasce da un’idea mia e di Alessandro Bonelli: eravamo stanchi di vedere un certo tipo di informazione predominante. Siamo rimasti colpiti dalla morte di Charlie Kirk e dal modo in cui certi media ne hanno parlato, come se fosse un evento giustificabile. Tra l’altro, avevamo notato che in Italia non ci fossero tantissime voci conservatrici e sovraniste: è stato un motivo in più per mettersi in gioco. Inoltre, il nostro progetto nasce in risposta ai movimenti Pro-Pal, che hanno monopolizzato la sfera del web.
Il video che ci è stato segnalato è questo:
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Sapete che durante le fasi peggiori del conflitto di questi ultimi anni abbiamo evitato di parlarne, specificando più volte come le verifiche dei fatti sulla questione Palestina e Israele non incontrassero gli standard di qualità a cui siamo abituati a causa della difficoltà nel reperire informazioni super partes. Ma qui abbiamo qualcuno che, come noi, non è sul luogo, e commenta fatti verificabili da chiunque dotato di una connessione web.
Le donne alla maratona
Nel video c’è appunto Alessandro Bonelli che racconta della maratona a Gaza, ed è vero, l’8 maggio si è tenuta la Palestine International Marathon. Ne hanno parlato tante testate giornalistiche internazionali, dalla BBC a Associated Press. Xcalibur nel suo breve video mostra brevi spezzoni della maratona e a un certo punto commenta:
…guardate chi sta correndo: sono tutti uomini e non c’è nemmeno una donna. Ma le femministe per le palestinesi che vogliono correre non si stanno attivando? Ok sono impegnate per il raduno degli alpini a Genova.
Diceva la sua socia, cofondatrice del progetto: …stanchi di vedere un certo tipo di informazione predominante. E questa affermazione di Bonelli come vogliamo inquadrarla? Perché vedete, basterebbe approfondire un minimo sulla stampa internazionale per scoprire che le donne c’erano, magari non tantissime, ma c’erano eccome. Dare a intendere diversamente è appunto pura e semplice disinformazione.
Qui per esempio le vediamo nel video della BBC che raccontava della maratona di quest’anno:
Vorrei su questo punto aggiungere qualcos’altro, perché Il Sole 24 Ore ha pubblicato due giorni fa un articolo in cui si sostiene che quest’anno anche le donne avrebbero appunto gareggiato, e che si sarebbe trattato della prima volta dal 2013. Ma anche questa è disinformazione, perlomeno per quanto riportano le cronache. Nel 2014 la vincitrice femminile della maratona oltretutto è stata l’italiana Paola Addari.
Due versioni opposte, entrambe sbagliate: per Bonelli non ci sono donne, per Il Sole è una novità storica.
Le cronache dal 2014 in poi smentiscono entrambi.
La Corte Penale e il genocidio
Ma andiamo oltre, perché a fine “editoriale” (come lo definiscono su IG) Bonelli fa suo un titolo de Il Giornale, tagliando il titolo che hanno usato nel loro articolo. Bonelli afferma infatti:
…prima che mi accusiate di essere il primo degli stronzi che non si tratta di genocidio l’ha ribadito la Corte Penale Internazionale.
Nell’affermarlo però usa solo una parte del titolo del Giornale:

Quando il Giornale riportava (sic):
Gaza, la Cpi esclude il genocidio: “Sconsiderato procedere per la pressione pubblica, indagini continuiamo”
E comunque anche il titolo completo è sbagliato, visto che non siamo di fronte a una sentenza conclusiva di alcun genere ma solo a una frase detta da Karim Khan, già procuratore capo della Corte durante un’intervista a Zeteo. Frase che oltretutto non afferma che è escluso il genocidio, ma solo che attualmente non sono state reperite prove sufficienti per arrivare a quella condanna. E basta andare sulla pagina di Zeteo, il media che ha fatto l’intervista a Khan, per leggere l’articolo in cui viene esplicitamente detto da Khan che “nessun crimine è escluso” e che quindi la CPI può ancora accusare Israele di genocidio, solo che per farlo e arrivare a un eventuale condanna serve che le indagini giungano al termine.
maicolengel at butac punto it
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Immagine di testa di Miguel A Amutio su Unsplash