Matrimoni, regali inaspettati e collegamenti poco chiari

Il matrimonio del figlio di Donald Trump finanziato da un oligarca russo collegato alla disinformazione sulle competizioni di pugilato femminile?

maicolengel butac 27 Ott 2026
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Su alcune testate internazionali il mese scorso si è parlato molto del matrimonio di Donald Trump Jr, dei soldi di un oligarca vicino al Cremlino, e di come Donald Trump abbia dovuto fare quelle che definirei “dichiarazioni scomode”. Sui giornali italiani la storia c’è stata, ma un po’ in sordina. E a quasi tutti è mancato un dettaglio, ma lo vediamo dopo.

Il figlio di Donald Trump si è sposato giovedì 21 maggio 2026 a West Palm Beach (Florida). La data risulta dagli atti della contea di Palm Beach (Ada Derana) e da un certificato visionato da People (Paris Match). Nel weekend successivo al matrimonio ha fatto tre giorni di festa su due isole private alle Bahamas, con una cinquantina d’invitati.

Il 14 settembre 2026 ProPublica pubblica un’inchiesta in cui rivela chi ha pagato buona parte di quei festeggiamenti: Umar Kremlev, oligarca russo molto vicino a Putin.

Chi è Kremlev?

Kremlev è il presidente di IBA, l’International Boxing Association, una federazione di pugilato sponsorizzata per anni da Gazprom e che il Comitato Olimpico Internazionale ha escluso dalle ultime due Olimpiadi. L’Ucraina lo ha sanzionato personalmente per i suoi legami con il Cremlino e con i servizi di sicurezza russi.

IBA è la stessa federazione che nel 2023 squalificò Imane Khelif. Ed è Kremlev l’uomo che durante Parigi 2024 andava in giro a dire che lei e Lin Yu-ting avevano cromosomi maschili, salvo poi cambiare versione e parlare di testosterone. Prove mai mostrate, ma molti giornali italiani all’epoca gli diedero parecchio spazio.

Le spese per Trump

Secondo ProPublica Kremlev avrebbe pagato l’affitto di una delle due isole, per più notti – il prezzo di listino è di circa 100mila dollari a notte – oltre ad aver pagato il conto delle feste di sabato e domenica e lo spettacolo di fuochi d’artificio. I soldi sono partiti da una società con sede a Dubai collegata alla stessa IBA. Kremlev nelle foto ufficiali del matrimonio non compare mai. Un primo indizio arrivava da un suo video su Telegram, girato quel weekend in un posto tropicale. Ma la conferma ProPublica l’ha trovata in una foto di gruppo pubblicata su Instagram da un’invitata: in ultima fila, dietro gli sposi, si vede mezza testa rasata. È lui.

Al servizio di ProPublica non sono seguite smentite da parte dello staff di Trump e Trump Jr, nessuno ha negato i fatti, anzi il portavoce di Trump Jr. ha ammesso che Kremlev è un amico personale del suo capo. Gli stessi sposi hanno pubblicato un post social per ringraziare l’amico Umar per il regalo di nozze “straordinariamente generoso” , mentre in contemporanea il fratello Eric Trump ha fatto sapere di non aver mai sentito quel nome, rendendo le dichiarazioni della coppia quantomeno stonate: un grande amico di cui il fratello non ha mai sentito il nome? Vabbè.

E Trump? Prima ha detto di non sapere chi fosse Umar e che in fondo era solo un after party, “niente di che”. Quattro giorni dopo, il 18 settembre, ai giornalisti ha detto che il regalo era “assolutamente consentito”, ma anche che il figlio gli aveva detto “No papà, lo sto restituendo”. E che glielo aveva detto “un po’ di tempo fa” (Reuters via Pravda). Quindi ricapitoliamo: il 14 settembre gli sposi ringraziano pubblicamente l’amico Umar per un regalo che, stando al padre, stavano già restituendo. Kremlev poi ha confermato il rimborso. Quando, e quanto, non si sa. Siamo sicuri fosse tutto così trasparente?

Sui giornali italiani quasi tutta la storia è stata raccontata nelle settimane scorse. Il dettaglio mancante a quasi tutti? Il collegamento tra Kremlev, IBA e le accuse alle pugili Imane Khelif e Lin Yu-ting. Accuse che erano state abbracciate dall’entourage trumpiano.

Perché ritengo che questo collegamento sia importante? Perché l’accusa verso le pugili aveva una singola fonte: Kremlev e la sua IBA, rilanciati dall’agenzia di stato russa, la TASS. Accusa lanciata guarda caso pochi giorni dopo che Khelif aveva battuto una pugile russa fino a quel momento imbattuta, e poi rilanciata in occasione delle Olimpiadi del 2024, prima da tutti gli account della propaganda filorussa e poi dallo stesso Trump che ne fece uno dei suoi cavalli di battaglia elettorali.

La storia di Khelif in Italia fu trattata malaccio da certi quotidiani (non tutti), che raccontavano le cose lasciando dubbi non approfonditi. Ma i fatti al CIO erano chiari: a mentire e diffondere false accuse era l’IBA e quindi Kremlev, per Trump invece erano fonti affidabili.

Non credo serva aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

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