Monti condannato in tribunale

Redazione Butac 12 Mar 2015
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monti15miliardiMARIO MONTI CONDANNATO IN TRIBUNALE: “1,5 MILIARDI ESPROPRIATI AGLI ITALIANI”. ECCO LA SENTENZA

La notizia non è nuovissima – è di luglio 2014 – ed è stata ripresa di recente da informarexresistere.fr, oltre che da altri siti.
L’articolo dell’Espresso parte con qualche errore. Bastano 5 minuti su Google per scoprire come il Decreto Legislativo 121 del 2011 non sia affatto quello di cui stanno parlando: il numero di decreto corretto è infatti il 201 del 2011. All’Art. 26, “Prescrizione anticipata delle lire in Circolazione”, troviamo scritto che

1. In deroga alle disposizioni di cui all’articolo 3, commi 1 ed 1 bis, della legge 7 aprile 1997, n. 96, e all’articolo 52-ter, commi 1 ed 1 bis, del decreto legislativo 24 giugno 1998, n. 213, le banconote, i biglietti e le monete in lire ancora in circolazione si prescrivono a favore dell’Erario con decorrenza immediata ed il relativo controvalore è versato all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnato al Fondo ammortamento dei titoli di Stato.

Con questo decreto legge, il Consiglio dei Ministri dispone la decorrenza immediata delle lire ancora in circolazione a favore dell’Erario. Questo avviene quindi il 7 dicembre 2011 invece che come nei termini di legge a 10 anni dalla cessazione del corso legale, che quindi sarebbe stato il 28 febbraio 2012. Parliamo quindi badate bene di meno di 3 mesi di differenza.

Questa prima fonte ci serve per ribadire come chi scrive gli articoli non lo fa con estrema precisione. Il carico da novanta ce lo mette chi li ripubblica perpetrando l’errore, dimostrando poca capacità di validazione delle fonti. La seconda fonte ci serve per capire se si parla di “condanna” o meno.

Se passiamo dall’articolo di Informarexresistere a quello dell’Espresso, notiamo il cambiamento: non si parla più di Mario Monti in prima persona ma del governo Monti, o del decreto Monti. Inoltre non si parla affatto di condanna, bensì di un’ordinanza sul Gazzettino ufficiale della Repubblica Italiana. L’ordinanza è uno strumento diverso dalle sentenze, non ha funzione decisoria ma ordinatoria. È uno strumento utilizzato per sottoporre il punto sollevato all’attenzione della Corte Costituzionale, la quale dovrà quindi emettere un giudizio a proposito. Se poi andiamo a guardare l’ordinanza del 28 aprile 2014, gli enti citati in giudizio sono la Banca d’Italia e il Ministero dell’Economia e delle Finanze – quindi, niente Mario Monti in prima persona.

Riassumendo, si tratta di una semplice ordinanza che sottopone la questione al giudizio della Corte Costituzionale, ovvero la validità costituzionale del decreto 201 del 2011. La questione nasce da un semplice fatto: alcune persone si sono tenute le lire fino al 7 dicembre 2011, invece di cambiarle nei 10 anni precedenti.


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