Napolitano e il volo da 800 euro

maicolengel butac 27 Set 2016
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Per i più pigri:

Da anni gira la storia che Napolitano fregasse il Parlamento europeo sui rimborsi per i viaggi a Bruxelles.

  • In realtà Napolitano non faceva altro che applicare quello che era lo statuto dei deputati in vigore all’epoca
  • Percorrendo tanti chilometri aveva diritto al rimborso massimo, di 800 euro, come qualsiasi suo collega che avesse percorso le stesse distanze
  • In compenso l’Italia è stata per anni maglia nera per assenteismo e al primo posto come stipendi per gli europarlamentari

Per i più curiosi

A volte è piacevole trovare tra le segnalazioni una notizia sempreverde che viene fatta girare da almeno dodici anni.

PAGAVA L’AEREO 80 EURO E SE NE FACEVA RIMBORSARE 800 “LE SOLITE COSE ALL’ITALIANA”

Questo il titolo con cui circola il vecchio video di una trasmissione televisiva tedesca, simile forse alle nostre Iene per profondità nei servizi. Nel caso in questione, attaccando Giorgio Napolitano, la trasmissione voleva dare a intendere che un nostro europarlamentare truffasse 800 euro a viaggio alle casse dell’Unione. Peccato si tratti del classico caso di pseudogiornalismo.

Non voglio difendere Napolitano, non mi è mai stato particolarmente simpatico, ma come sempre l’importante è la verifica dei fatti, verifica lievemente più ardua del solito visto che i rimborsi spese del Parlamento europeo sono stati modificati nel 2009, quindi le modalità di rimborso del 2004 non esistono più.

Ma mi sono messo alla ricerca. La Wiki in italiano, purtroppo senza fonti, spiega che:

Contrariamente a quanto si pensi, agli eurodeputati era pagata la “classe economica YY”, ma non la prima classe, oltre ad un rimborso per chilometro per il viaggio dall’abitazione all’aeroporto fino ad un massimo di 800€. Era permesso solo un viaggio alla settimana.

Quindi, pur non avendo ancora una verifica, questo significherebbe che Napolitano, abitando lontano dal Parlamento europeo, aveva diritto alla tariffa massima consentita e aveva preso il volo che gli veniva rimborsato da contratto. Questo spiegherebbe anche il perché la trasmissione tedesca abbia scelto un politico non tedesco, la distanza da percorrere per loro forse è inferiore a quella fatta da Napolitano e non arrivano a richiedere il rimborso massimo possibile.

Ma servono prove per dimostrarlo, la mancanza di un link su Wiki mi costringe a cercarne di più. Nelle mie ricerche trovo articoli di dieci anni fa, che ricordavo d’aver letto o visto sui giornali, le inchieste tra il 2000 e il 2005 parlavano di eurodeputati italiani come i più pagati dal Parlamento europeo (ovvero dalle nostre tasse, visto che gli stipendi degli europarlamentari vengono direttamente dal nostro bilancio) e al tempo stesso i più assenteisti. Gli 800 euro però non venivano dalle nostre tasse, gli extra, anche nel 2004, li pagava il Parlamento europeo stesso coi fondi comunitari.

Sempre nella ricerca di qualche fonte scopro che già nel 2004, all’epoca del servizio, lo stesso era stato cavalcato alla grande da Libero, che ben si era guardato dal verificare alcun regolamento, tanto si dava addosso ad un diessino come Napolitano, cosa importava fare vera informazione? Già nel 2004 Libero titolava come fa anche oggi, con pressapochismo, senza evidenziare tutte le magagne degli eurodeputati italiani ma attaccandone uno solo, per questioni legate più alla politica interna che altro.

Ma andiamo ancora alla ricerca di una verifica.

Finalmente trovo qualche documentazione, nel 2003 viene pubblicato sul sito dell’europarlamento questo PDF con lo Statuto dei deputati al Parlamento Europeo. Al punto 34 si dice che:

“spetta al Parlamento stabilire quali siano le attività e i viaggi dei parlamentari necessari o utili per lo svolgimento delle loro funzioni e quali siano le spese necessarie o utili a ciò inerenti. L’autonomia conferita in materia al Parlamento, nell’interesse del buon funzionamento dell’Istituzione, comporta parimenti la competenza di rimborsare le spese di viaggio e di soggiorno dei parlamentari non già in base a documenti giustificativi per ogni spesa incorsa, bensì in base ad un criterio forfettario. Questo criterio è stato prescelto (…) al fine di ridurre le spese e gli oneri amministrativi altrimenti necessari per verificare ogni singola voce di spesa; si tratta dunque di una decisione ispirata a principi di sana amministrazione.

Purtroppo però non mi è facile trovare le regole complete poste nella maniera corretta. Quello che invece trovo è un articolo, un po’ promozionale, di un eurodeputato inglese nello schieramento dei Verdi. L’articolo non è altro che la spiegazione, voce per voce, di ogni entrata/spesa che ha sostenuto come parlamentare europeo, incluse quelle di viaggio. Purtroppo si riferisce già a quelle che sono le spese di viaggio post 2009, e specifica bene che:

Under the current rules (which began in July 2009) on presentation of receipts MEPs are refunded the actual cost of any travel tickets purchased by them plus time and distance allowances for attending official Parliamentary meetings. These additional payments can still be surprisingly high. They are designed to cover travel costs to the point of departure and incidental expenses en route such as any taxi or left luggage costs. I am using mine to pay for in-London constituency travel and UK travel, which used to be payable from the General Allowance in the previous Parliamentary term.

Quindi oggi invece che un costo forfettario incluso di biglietto aereo in classe economica + extra per ogni chilometro percorso, si può richiedere un rimborso maggiore. Sul sito dell’Unione si trova questo:

I deputati hanno diritto al rimborso del costo effettivo dei biglietti di viaggio acquistati per recarsi a dette riunioni su presentazione dei documenti giustificativi, fino a concorrenza della tariffa di classe business “D” o analoga per i viaggi in aereo, della tariffa di prima classe per i viaggi in treno o di un forfait di 0,50 EUR/km (sino a un massimo di 1 000 km) in caso di viaggio in auto privata, a cui si aggiungono indennità fisse basate sulla distanza e la durata della missione destinate a coprire le spese accessorie legate al viaggio (quali, ad esempio, i pedaggi autostradali, le spese per il bagaglio in eccesso o le spese di prenotazione).

Non avendo trovato un regolamento dell’epoca mi tocca affidarmi al link di wiki che vi ho riportato sopra, essendo purtroppo un regolamento passato in  disuso sei anni fa purtroppo non sono stato capace di fare di più.

Sarà mia premura aggiornare l’articolo se mi verrà prodotta qualche evidenza d’errore.

La morale è che tutto il mondo è paese e anche la Germania ha fior fiore di pseudogiornalisti.

maicolengel at butac punto it

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