Mi avete segnalato un video pubblicato su una pagina Facebook privata. Mostra un cortile dove alcuni stranieri stanno giocando. Il video è girato dalle finestre di una casa vicino e il commento che viene fatto alle immagini è di quelli che più volte sentiamo in questi giorni di lockdown.

Il ragazzo che parla nel video si lamenta pesantemente che ci siano dei ragazzi stranieri che se ne infischiano dei decreti, che si assembrano a giocare a pallone, che fanno un picnic sul prato. Io potrei anche trovarmi d’accordo col concetto espresso nel video, non fosse che andando a fare una verifica mi accorgo che il cortile inquadrato è quello di un centro accoglienza di Via Enno Porrino a Roma, centro accoglienza dove vivono in 40 camere di 35 metri quadrati gruppi di 3/4 persone.

Ovviamente il centro accoglienza non è una struttura sanitaria messa in sicurezza, è una palazzina dove la convivenza fianco a fianco è praticamente obbligatoria. Hai voglia a mantenere le distanze di sicurezza. Se, nel cortile dello stesso palazzo, dove risiedono solo loro, si fermano a tirare due calci al pallone non mi viene da indignarmi più di tanto. Posso capire la frustrazione di chi un cortile magari non ce l’ha, ma nulla giustifica i toni intrisi d’odio usati da chi ha fatto questo video. Nel palazzo a fianco al mio manca il cortile ma ci sono due appartamenti di studenti. Non escono, ma fra di loro hanno continuato a vedersi per fare chiacchiere e cenare insieme, li sentiamo dalla finestra. Io stesso porto i miei figli nel cortile a tirare due calci a una palla e muoversi un po’, ma so di essere fortunato ad avere quello spazio.

Sia chiaro, i ragazzi che sono seduti sul prato e si vedono nel video stanno violando in parte il decreto, ma se conviventi non c’è nessuna distanza di sicurezza da rispettare, e non vedo altre persone nelle vicinanze che potrebbero essere messe a rischio dal loro comportamento.

Denunciare chi, con comportamenti scorretti, mette a rischio l’incolumità degli altri è sicuramente una cosa che si può fare, starà al magistrato decidere se il comportamento tenuto sia o meno un pericolo per gli altri. Spero che lo stesso magistrato si occuperà anche di analizzare i toni con cui la video denuncia è stata messa in rete.

Il ragazzo che ha girato il video è un supporter e attivista di un noto partito politico italiano, la cosa non mi ha minimamente sorpreso. Vi evito la tonnellata di commenti pesanti che accompagnano il video, che per fortuna per ora ha ancora poche condivisioni.

maicolengel at butac punto it

Se ti è piaciuto l’articolo, sostienici su Patreon o su PayPal! Può bastare anche il costo di un caffè!