Perché circa trentamila persone hanno dimostrato di usare i social newtork in maniera completamente acritica mettendo like e commentando un post completamente fasullo sulla bacheca di un benemerito sconosciuto.

Il post era chiaramente un acchiappalike, fatto ad hoc per commuovere, ve ne riporto solo la prima parte:

Oggi è il giorno più triste della mia vita. Come medico ho trattato tante donne incinte al lavoro e ogni volta che sono in sala parto prego sempre Dio di benedire tutte le madri. Il dolore che le donne attraversano nella sala parto è indescrivibile e questo non include i 9 mesi che hanno passato a portare il bambino. Attraversano un sacco di cose solo per portare una nuova vita. Oggi ho pianto amaramente perché ho perso una donna, non preghiamo perché questo genere di cose accada ma a volte Dio può avere altri progetti.

Alla fine del post l’invito:

Si prega di condividere e amare la nostra pagina
Fun&Facts….

In realtà la pagina Fun&Facts ha solo 136 follower, ma sembra che siano loro che per primi il 22 gennaio abbiano diffuso il post (falso). Ripreso da un utente Facebook di nome Pasquale, che non è medico ma lavora in un’officina, il 23 gennaio dal suo profilo ha totalizzato decine di migliaia di like. Pasquale non ha condiviso il post di Fun&Facts Italia (pagina che per avere solo 136 followers parte malissimo, sarebbe quasi il caso di chiuderla fin da subito) ma l’ha copiato e incollato sulla sua bacheca, e da lì si sono generate le migliaia di condivisioni, così tante che alcuni si sono convinti che sia lo stesso Pasquale il  medico del racconto. La cosa è abbastanza normale avendo lui eliminato ogni riferimento al fatto che si tratti di un copia e incolla.

Il post è un fake

Gira su bacheche social da tempo. L’ho trovato su una pagina G+ a settembre 2017, postato da un sudafricano. In inglese su steemit.com un mese fa. Ed esiste su Snopes, sbufalato a settembre 2017, ci volevano circa due minuti per trovarlo. Ma dei quasi trentamila timorati di Dio che hanno condiviso sono pochi quelli che si sono posti il dubbio, che hanno cercato di fare verifiche. Secondo Snopes i primi a condividerla in inglese sono stati gli admin di una pagina americana, Babies are beautiful (titolo più acchiappalike per nonni e zii del web non potevano sceglierlo), oltre sei milioni di like e condivisioni per un esercizio commerciale: sì, perché dietro la pagina c’è un negozio che vende articoli per bambini, che originalità.

Il post è accompagnato da varie fotografie dove si vedono quelli che gli utenti credono essere medici in pianto, peccato che anche questo sia sbufalabile in due minuti. L’origine della prima foto (mi limito a quella) è un’immagine pubblicata su Instagram da un fotografo, Özge Metin, che ci spiega:

This Crying Father is photo of mine, i took it. The Father was crying because his baby was born as a healthy baby. Not because of his wife died, his wife did not die. This story is not true.

Questa del papà che piange è una mia foto, l’ho fatta io. Il papà sta piangendo perché il suo bimbo è nato sano, Non perché sua moglie sia morta. Sua moglie non è morta. Questa storia non è vera (In riferimento al post di Babies are Beautiful).

Per sbufalare il tutto credo basti. Solo qualche considerazione: Fun&Facts pubblica boiate, tante boiate, è una pagina al momento da pochissimi like, creata con il solo scopo di condividere fuffa. Negli ultimi venti giorni ha postato quest’immagine:

Che molti di voi conoscono nella versione italiana che avevamo adattato qualche tempo fa:

Diffondono persino la bufala del ristorante di carne umana in Giappone, perché al peggio non c’è mai limite. Che dire, ci serve davvero l’ennesima pagina acchiappalike? Suvvia, ragazzi. A Pasquale, perfettamente conscio di avere pubblicato una bufala, che accetta le prese in giro degli amici che lo chiamano dottore, chiedo: ma perché? Perché non hai ancora cancellato un post fasullo? Ti servono davvero così tanto quei like per sentirti una persona realizzata?

Scienza e religione

E infine una considerazione mia personale: se qualcuno vive o muore sul tavolo operatorio non è colpa o merito di qualche dio, ma dei medici che l’hanno curato, della patologia che l’ha fatto ammalare, causata da fattori terzi. La Scienza è ciò che permette tutto questo, insistere nel volere mischiare Scienza e religione come nel post originale, perdonatemi, è pessimo. I pazienti possono essere credenti, e possono esserlo anche i medici, ma non è la mano di un dio ad operare, non sono i suoi occhi o la sua esperienza a stabilire ciò che succede sul tavolo operatorio. Sminuire i medici in favore della religione andrebbe punito. Credo di esserti ammalato per colpa di una divinità che ha deciso ti meritassi quel male? Curati in chiesa, non in ospedale.

Alle ore 18:30 circa di domenica 28 gennaio il post è stato finalmente rimosso dalla pagina che aveva generato così tanti like e condivisioni. Ma state tranquilli, di pagine che hanno colto l’occasione di fare su qualche like copiando e incollando se ne trovano sempre.

maicolengel at butac punto it

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