Omeopatia settore vitale?

maicolengel butac 17 Giu 2015
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OMEOPATIA-STAMPELLA

Proprio qualche giorno fa discutevo dell’inutilità dell’omeopatia, se non in soggetti che si fanno facilmente influenzare. L’inutilità non la sosteniamo noi di BUTAC, ma è provata da test scientifici fatti seguendo il protocollo necessario. Possiamo tranquillamente dire ad alta voce che l’omeopatia NON cura le malattie, è provato e dimostrato e chiunque sostenga il contrario sta tirando acqua al proprio mulino. Eppure…

L’omeopatia e le medicine complementari sono un settore vitale, sia dal punto di vista industriale – con il 2014 chiuso con una crescita del 4% e ben 330 milioni di fatturato in farmacia per 30 milioni di confezioni vendute – sia dal punto di vista dei pazienti, con 11 milioni di consumatori, di cui 3 milioni abituali. Ma è una disciplina ancora poco considerata dalle istituzioni sanitarie alle quali Omeoimprese chiede più attenzione e riconoscimento. Anche in virtù dei ‘numeri’.

Queste le parole con cui oggi su certi giornali viene raccontata l’omeopatia. Parole che a me fanno male, malissimo.

L’idea che in Italia si vendano 30 milioni di confezioni d’acqua zuccherata ogni anno mi lascia seriamente basito e preoccupato, perché c’è gente che sull’omeopatia ha sviluppato un business non sempre limpido, anche se l’acqua in cui diluiscono i loro preparati lo è. L’idea che le Omeoimprese chiedano più attenzione e riconoscimento proprio nell’anno in cui è stato pubblicato lo studio che le sbugiarda in toto, dimostra come in Italia l’etica e l’onestà siano davvero finite sotto la suola delle scarpe. Volete vendere rimedi inutili per persone suscettibili all’effetto placebo? Fatelo, ma non venite a chiedere riconoscimenti allo Stato. Non chiedete attenzioni, vendete la vostra acqua zuccherata e state zitti, fareste migliore figura!

E invece no.

le risposte del Governo potrebbero non essere lontane, secondo il senatore Maurizio Romani, medico omeopata eletto con il Movimento 5 Stelle, componente della Commissione Igiene e sanità, che ha annunciato da settembre un tavolo del Governo sull’omeopatia con i diversi soggetti interessati. «Sono stato scelto – ha spiegato – per rappresentare le istituzioni al tavolo, in considerazione delle mie competenze. Il mio atteggiamento non è certo talebano in merito. Ma sono sicuramente convinto che l’omeopatia sia efficace, e soprattutto che abbia la capacità di mettere l’accento sull’importanza ‘curativa’ del rapporto medico paziente. Particolarmente importante in questi tempi di crisi»

Già il fatto che alcuni medici difendano l’omeopatia senza spiegare la sua inutilità come vera cura mi lascia di stucco; sono stupito che si prospettino per davvero interventi verso un settore che di aiuti non dovrebbe avere bisogno se sono veri i numeri riportati poco sopra. Siamo in Italia, terra di conquista per la pseudomedicina. Più analfabeti funzionali, più pazienti a cui dare trattamenti che sono al pari del “balsamo di tigre” o delle alghe di Wanna Marchi, più soldini guadagnati LEGALMENTE sfruttando ansie e paure della gente. Non sto dicendo di vietare la pratica omeopatica, ma di tenerla lontano dalla medicina.

Ma l’omeopatia a cosa serve?

Dello studio che spiega perché e percome l’omeopatia è fuffa ne abbiamo ampiamente parlato (sembra comunque che ogni due per tre qualcuno si scordi che esiste), e che spiega chiaramente come l’omeopatia NON funzioni e non curi nulla che non si sarebbe curato da solo.

Eppure sembra sempre che i giornalisti non leggano gli studi, che non verifichino di cosa si stia parlando. Forse, a voler esser maliziosi, hanno interesse che le cose restino così.

Sia chiaro, l’omeopatia ha un suo perché e può risultare utile in casi in cui il medico, ben sapendo che al paziente serve solo sentirsi “coccolato ed accudito” e non un farmaco, decide di prescrivere un rimedio omeopatico sperando che l’effetto placebo tranquillizzi il paziente. Ma ha senso spendere cifre esorbitanti per un prodotto che alla fine è solo acqua e zucchero? NO ed ecco il perché di quest’articolo!

Quanto riportato oltretutto non è apparso in uno dei soliti siti fuffari che difendono le medicine alternative, ma gira da qualche giorno su tante testate a tiratura nazionale che mi pare abbiano tutte ripreso la cosa da Panorama, magazine settimanale a tiratura importante. In casi come questi, Panorama non dovrebbe limitarsi a riportare quanto detto da chi l’omeopatia la produce e la prescrive, ma dovrebbe sentire anche il VERO parere del Ministero: portare per par condicio i dati in merito, che ci mostrano quanto sia usata, ma anche a quanto poco serva.

Un raffreddore non curato passa in una settimana, ma se spendi 15 euro e compri il rimedio omeopatico, lo curi in sette giorni.

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Come già detto e ripetuto, l’omeopatia è l’air guitar della medicina: lasciatela stare, per favore. Se il vostro corpo si cura coi rimedi omeopatici, vuol dire che si sarebbe curato anche senza, e voi avreste risparmiato qualche eurino!

maicolengel at butac.it
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