Chiudiamo l’anno con un articolo che non arriva per merito di una segnalazione. Durante il weekend sulla bacheca di un amico ho notato una notizia che ha stuzzicato la mia voglia di andare più a fondo di certe narrazioni.

La notizia vista su Facebook era stata pubblicata da Affari Italiani il 15 dicembre 2018:

Premiato negli Usa, snobbato in Italia. Italiano il miglior virologo al mondo

Il soggetto premiato è Giulio Tarro, autore di un libro decisamente critico nei confronti dell’obbligo vaccinale. Quel titolo mi ha incuriosito, ma davvero Tarro è considerato il “migliore virologo al mondo”? Il primo link dell’articolo mi rimanda a un’altra celebrazione, riportata da Il Mattino:

I Lions festeggiano Giulio Tarro per la nomination al Nobel

Nell’articolo ci viene raccontato che:

Il professor Tarro – spiega la promotrice della serata – ha ricevuto la nomination per Medicina e Fisiologia avendo speso una vita per la ricerca. È una nostra ricchezza da valorizzare sempre e da celebrare per il suo lavoro oltre che per questa attestazione.

Come ben sa chi legge BUTAC una nomination ai Nobel non è qualcosa di speciale, sappiamo ad esempio che qualcuno ha tentato di nominare Fabio Volo, ma anche Vladimir Putin. Esistono decine di migliaia di soggetti nel mondo che possono proporre una nomina per i premi Nobel, senza che questo significhi che il comitato del Nobel le prenda in seria considerazione. Il dott. Tarro ha avuto il supporto di un Lions club che ha voluto proporre la sua nomination ai Nobel nel 2015, come ben sappiamo non ha vinto il Nobel, e se la sua nomination sia stata o meno presa in considerazione in qualche maniera lo sapremo tra 47 anni, quando saranno rese note le candidature del 2015 scelte dal Comitato del Nobel.

E fin qui ci siamo, l’articolo de Il Mattino spiegava le cose in maniera un filo superficiale, nulla che non capiti spesso in articoli di quel genere. Ma veniamo al premio di cui parlava Affari Italiani il 15 dicembre. La prima cosa che trovo cercando in rete è che la stessa identica notizia è stata data dal sito dell’Ordine Nazionale dei Biologi il 15 ottobre 2018. Fatico a comprendere come mai una notizia vecchia di due mesi venga ripresa da un sito che ci tiene a dire di essere il “primo quotidiano digitale”: se i tempi di pubblicazione sono quelli direi che non pubblica notizie freschissime. Ma vabbè, passiamo oltre.

La notizia sul sito dell’ONB e su AI è la stessa, ci viene spiegato che:

 Si chiama Giulio Tarro, allievo di Albert Sabin (l’inventore del vaccino contro la poliomielite), più volte candidato al Nobel per la Medicina, e questa sera riceverà il premio di virologo dell’anno dall’Associazione internazionale dei migliori professionisti del mondo (IAOTP). La cerimonia si terrà all’Hotel Plaza di New York, luogo di grandi celebrazioni istituzionali americane e set di film famosi, e una sua gigantografia capeggerà in Time Square, ma sui giornali italiani non ne troveremo traccia.

Vediamo di rispondere al perché sui giornali italiani (quelli normali) della notizia non si trovi traccia. Il premio è dato da quest’associazione di nome IAOTP, che non è il comitato dei Nobel. Anzi, ad essere sinceri non è ben chiaro cosa sia. IAOTP sta per International Association Of Top Professionals, onestamente non ho mai sentito questo nome, ma magari è colpa mia. Una ricerca online mi riporta solo al sito dell’associazione stessa, ad articoli sullo stesso tono pubblicati da testate non particolarmente note o affidabili, e null’altro. Non esiste una pagina wiki, non esiste menzione di questo premio (americano) su testate note in nessuna parte del mondo. Decisamente un’associazione non particolarmente nota al mondo. Normale che le testate italiane non facciano menzione del premio in questione. Per curiosità guardo sul sito dell’associazione i premiati del 2018, per vedere se qualche nome mi risulta noto.

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Sul sito l’unico modo di accedere ai nomi dei premiati anno per anno è avere una password, ma non esiste modo di fare una registrazione allo stesso. Strano per un’associazione che sostiene di premiare i migliori professionisti al mondo, dovrebbero essere orgogliosi delle proprie liste di candidati. Una prima analisi mi fa capire che il favoloso premio esiste dal 2016, prima di allora non si trova traccia dell’associazione e dei suoi fondatori. Quindi si tratta di un’onorificenza che viene data solo da tre anni, comprendo perché sia poco nota.

Una visita al profilo social dell’associazione mi mostra tante belle foto dei premiati del 2017, senza che riconosca un singolo viso, senza che riconosca un nome. Sì vero, tra i vincitori che non si sono presentati a ritirare il premio risultano anche un giudice americano e uno scienziato/professore universitario. Ma nessuno dei presenti al ritiro del premio è di alcuna notorietà, anche ricercandoli in rete. Oltretutto per poter parlare di “miglior professionista dell’anno” sarebbe interessante sapere quali siano gli altri candidati in ogni categoria, quelli che il premio non l’hanno vinto. Visto che i vincitori sono soggetti di scarsissima notorietà mondiale, per certificare la loro vittoria come best of vorrei sapere quali altri soggetti fossero stati proposti. Nella categoria virologi ad esempio mi aspetterei di vedere tra gli italiani il nome di Roberto Burioni, visto che lui – a differenza del vincitore – quest’anno è stato nominato su tante testate internazionali, ma non ne trovo traccia da alcuna parte. Ci sono tanti altri noti virologi in giro per il pianeta, non trovo traccia dei loro nomi né quest’anno né nelle precedenti edizioni, è strano.

Qualcuno di cattivo potrebbe definire la premiazione come un “vorrei ma non posso”. Lascio a voi ulteriori considerazioni sul premio.

Quello che però vorrei fosse chiaro è che di onorificenze farlocche è pieno il mondo, esistono centinaia di associazioni che inviano a potenziali candidati la notizia della candidatura a qualche premio. Unita alla candidatura c’è sempre una richiesta monetaria allegata, che serve per coprire le spese dell’evento. In pratica siamo di fronte a una semplice e geniale truffa, ben spiegata da un sito americano:

… honorees are often recruited via mass-sent “congratulations” emails or phone calls in hopes that ego-stroking or hard-sell tactics will elicit the spending of big bucks on “memberships,” commemorative plaques and/or souvenir copies.

Che tradotto:

…i premiati vengono spesso reclutati tramite e-mail o telefonate di congratulazioni inviate in maniera massiccia nella speranza che stuzzicare l’ego o lo sfruttare tecniche di vendita aggressive  li spinga ad accettare la spesa di grosse somme per “adesioni”, targhe commemorative e / o copie di souvenir.

Sia chiaro, magari sbaglio, ma fossi in un giornalista di Affari Italiani non riterrei il “premio” dato a Giulio Tarro come prova che sia in effetti il miglior virologo al mondo. Ovviamente ognuno fa un po’ quel che gli pare finché nessuno controlla, verifica e chiede conto di come stiano le cose. Trovo decisamente più grave che la stessa notizia sia stata data dall’Ordine Nazionale dei Biologi, ordine che dovrebbe essere decisamente a conoscenza delle onorificenze farlocche in giro per il mondo. Una delle linee guida che suggerisco quando si parla di premi di questo tipo è: prima di pubblicare alcunché sul premio, chiedere informazioni approfondite all’associazione che ha scelto il vincitore.

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Ad esempio:

  • Qual è il processo di selezione?
  • Come sono stati candidati i vincitori?
  • Sulla base di quali lavori?
  • Chi sono i votanti?
  • Che esperienza hanno nel settore del vincitore?
  • Deve pagare qualche cosa il vincitore?
  • Quanto?
  • Per cosa?

Basta poco per comprendere come stiano le cose. Se c’è da pagare per avere un trattamento speciale già sappiamo di essere di fronte a un premio truffa, perché i premi seri non fanno distinzioni tra premiati in base alle loro disponibilità economiche. Allo stesso modo se non sanno spiegare sulla base di che informazioni il candidato abbia vinto il premio è forte il rischio che si tratti di un premio fuffa. E così via.

Anche Oca Sapiens a suo tempo aveva notato le candidature al Nobel di Giulio Tarro…

Non credo sia necessario aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

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