Mi avete segnalato una foto, diffusa il 31 marzo dalla pagina Facebook M5S News, collegata al blog m5snews.com (che ho inserito in black list).

La foto è questa:

Il testo con cui l’hanno diffusa:

Non siamo a Sidney o a Londra, questo è il direttore della ONG di Soros, Open Society, mentre si reca a “lavoro” nel distaccamento di Roma. #redicalchic — presso Open Society Roma Initiatives.

E no, non facevano un pesce d’aprile, l’intenzione, come con tutti gli altri post che pubblicano è denigrare, spalare letame, offendere. Dare informazione di parte, come fanno nei commenti sotto allo stesso post, dove linkano siti che a loro volta campano sulla misinformation.

La foto ovviamente non rappresenta minimamente quanto loro riportano, ed è evidente anche a chi li segue. Ma l’occasione per perculare è buona e quindi chi se ne frega.

Io sono qui per fare fact checking, e posso dirvi che questa foto risale a 4 anni fa, si tratta di un signore fotografato su un tram olandese, nulla a che vedere con Open Society o Soros. Ma credete che sia importante per chi l’ha condivisa? La foto serviva solo ad attirare like e interazioni, e poter sfruttare la viralità della stessa per diffondere altra disinformazione. Perché è così che la misinformation riempie la rete, per merito di blog come M5Snews, per merito di pagine social da 100mila like come questa.

Vedere migliaia di persone completamente prive di spirito critico ammetto che deprime molto. L’idea che sarebbe bastato insegnare meglio la rete e le sue trappole fin da subito nelle scuole per evitare questo decadimento dell’informazione non migliora il mio stato d’animo. Purtroppo da quel che vedo non c’è nessun cenno di miglioramento nell’istruzione scolastica relativamente al problema disinformazione, sembra quasi che al Ministero vada bene così. Solo poche iniziative di singoli presidi e istituti, nulla di orchestrato per bene a livello nazionale. Che peccato, e dire che l’iniziativa #BastaBufale lanciata dalla Camera prevedeva tante novità sul campo, ma è bastato cambiasse l’aria politica e del #BastaBufale non parla più nessuno.

maicolengel at butac punto it

Se ti è piaciuto l’articolo, sostienici su Patreon! Può bastare anche il costo di un caffè!

 

Previous articlePizzarotti e il 1° aprile
Next articleIl Viagra e i “fumi dell’amore”
46 anni bolognese, blogger. Nel 2013 ho fondato Bufale un tanto al chilo, per amore della corretta informazione. All’attivo oltre tremila articoli come autore, oltre a collaborazioni varie. La “missione” del sito è di dedicarsi alla lotta contro le bufale e la disinformazione online. Permaloso, scettico, avvocato del diavolo, razionalista. Che dire, non mi manca nulla per farmi "amare" da tutti, no? Scrivo su Bufale un tanto al chilo dalla sua nascita, ma prima c'era Lega Nerd.