Paragoni insensati – Italia vs Svizzera – COVID-19

maicolengel butac 27 Mar 2020
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ARTICOLO AGGIORNATO Il 31 marzo 2020 ore 01:11

Sulle pagine social di Matteo Salvini, il suo sempre attivo team di social media manager ha pubblicato questa immagine:

Vi riporto il testo per chi facesse fatica a leggerlo.

TROVATE LE DIFFERENZE

ITALIA

QUARTO MODULO INTRODOTTO PER AUTOCERTIFICAZIONE DEGLI SPOSTAMENTI

SVIZZERA

UN SOLO MODULO PER AVERE FINO A 500.000 FRANCHI SUBITO SUL CONTO CORRENTE

Nell’immagine viene mostrato Giuseppe Conte e il modulo svizzero a cui si fa riferimento. Io spero che chi legge BUTAC da un po’ si sia già accorto che c’è qualcosa che non va, non si tratta di cose simili. Nemmeno alla lontana. Il nostro modulo di autocertificazione è un modulo pensato per far sì che i cittadini possano certificare da soli la motivazione per cui circolano durante il lockdown. Quello svizzero è qualcosa di differente. Che senso ha il paragone?

AGGIORNAMENTO:

Quanto affermato dai social di Matteo Salvini è stato anche al centro di un’intervista al Corriere della sera rilasciata dal leader della Lega, dove ha appunto menzionato il semplice documento svizzero per accedere a 500.000 franchi svizzeri.

La cosa non è passata inosservata ai giornalisti svizzeri, che hanno dedicato alla sua affermazione un lungo articolo che spiega con attenzione il documento di cui parla Matteo Salvini. Lo trovate qui.

L’autocertificazione

Vedete, siamo tutti perfettamente d’accordo che i moduli di autocertificazione studiati dal governo siano un filo ridicoli, e che questa cosa che ogni due giorni ne esce uno nuovo sia davvero da Repubblica delle banane. Ah, a proposito, se volete potete scaricare e stampare l’ultimo uscito da qui (versione 26 marzo 2020). Concorderei con una critica al modulo italiano. Ma il paragone con qualcosa di completamente diverso non ha molto senso. Dite che a furia di stare in casa in lockdown anche il social media manager di Salvini abbia perso un po’ la testa?

Comunque vediamo di capire cosa sia il modulo svizzero. Ci viene in aiuto Ticino News, che spiega le cose con dovizia. Il modulo che mostra Salvini è:

Un credito garantito al 100% dalla Confederazione fino a 500’000 franchi (10% della cifra d’affari annuale) a tasso di interesse dello 0% annuo per il primo anno.

Ovvero un modulo, dedicato agli imprenditori, per richiedere un credito (non soldi regalati quindi) fino a un massimo di 500mila franchi (sulla base del fatturato annuale dell’azienda che ne faccia richiesta) a interessi zero per il primo anno, soldi che non necessitano di garanzie in quanto garantiti dallo stesso Stato.

Fondo italiano

In Italia abbiamo il Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese, fondo che come spiega il Sole 24 Ore serve proprio a dare garanzie pubbliche per i prestiti alle imprese. Il Fondo è stato modificato proprio per l’emergenza coronavirus, riporto dal Sole:

La parte relativa alle garanzie pubbliche per i prestiti alle imprese è tra le più corpose del provvedimento. Le modifiche relative al Fondo centrale Pmi dureranno nove mesi e si applicheranno anche ad agricoltura e pesca (l’Ismea contribuirà con 100 milioni). La garanzia sarà a costo zero per tutte le imprese e i professionisti.L’importo massimo garantito per singolo beneficiario viene raddoppiato rispetto alle regole attuali e passa da 2,5 a 5 milioni, nel rispetto delle regole di autorizzazione Ue.

L’estensione a tutte le tipologie di operazioni della copertura massima (80% in garanzia diretta e 90% per controgaranzia dei Confidi) vale solo fino alla concorrenza dell’importo di 1,5 milioni mentre per la parte residua fino al tetto di 5 milioni dovrebbe continuare ad applicarsi quanto disposto dall’attuale modello di rating del Fondo.

Il Fondo esiste dal 2000; Matteo Salvini, che nella vita ha fatto solo politica, dovrebbe conoscerlo bene, e dovrebbe essersi letto con attenzione il decreto Cura Italia.

Vi riporto dalle pagine del sito del MISE relative al Fondo:

Il Fondo di Garanzia per le PMI è uno strumento istituito con Legge n. 662/96 (art. 2, comma 100, lettera a) e operativo dal 2000.

La sua finalità è quella di favorire l’accesso alle fonti finanziarie delle piccole e medie imprese mediante la concessione di una garanzia pubblica che si affianca e spesso si sostituisce alle garanzie reali  portate dalle imprese.

Grazie al Fondo l’impresa ha la concreta possibilità di ottenere finanziamenti senza garanzie aggiuntive (e quindi senza costi di fidejussioni o polizze assicurative) sugli importi garantiti dal Fondo, che non offre comunque contributi in denaro.

Secondo le ultime rilevazioni, oltre il 99% delle imprese ha avuto accesso al finanziamento con la copertura del Fondo in assenza della presentazione di garanzie reali.

La CNA di Roma ha fatto un utile specchietto che mostra tutte le variazioni del decreto Cura Italia al Fondo di Garanzia per le imprese. Non sono proprio poche. Suggerisco a Salvini e a Morisi di leggerle con attenzione, magari per evitare di fare ancora una volta sciocco populismo basato su paragoni insensati.

Una domanda che alle volte mi faccio è: ma con così tanti politici che in un modo o nell’altro disinformano, voi che li votate e supportate andate mai a chiedere conto di una delle notizie disinformative che hanno spacciato? Purtroppo resto senza una risposta… Perché a quanto pare, leggendo i commenti al post di Salvini, sono davvero pochi quelli che si fanno qualche domanda (sia chiaro, questo vale per tutto il panorama politico italiano, nessuno esente).

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