AZIENDEITALIANE-STRANIERE

Rimaniamo in tema “post su Facebook che dicono tutto e niente e lo dicono nel peggior modo possibile”. Sembra quasi una delle leggi di Murphy.

Senza voler nominare nessun partito o movimento politico, qualcuno sta facendo girare questo post:

marchi e proprietari

Forse sarebbe il caso di spiegare alcune cose alla simpatica persona che lo ha condiviso.
Ad esempio che Parmalat e Alitalia sono due società che nel corso degli ultimi 10-15 anni hanno fatto molto scalpore. Chi non si ricorda il crac Parmalat e lo scandalo che ne seguì? O tutti i tentativi fatti per salvare Alitalia?
Attualmente

Parmalat S.p.A., che è quotata alla Borsa di Milano, è controllata dal Gruppo Lactalis dal 15 luglio 2011.

quindi vero, Parmalat è controllata da un gruppo francese, lo stesso che controlla anche Galbani, Invernizzi e Locatelli.

Mentre

Alitalia – Società Aerea Italiana S.p.A. è la principale compagnia aerea italiana e seconda per numero di passeggeri trasportati in Italia. Nata nel 2014, inizia le attività il 1º gennaio del 2015 rilevando il marchio e le attività della ex compagnia aerea di bandiera, chiusa per permettere l’ingresso di Etihad Airways nel capitale. […]

Nel maggio 2015 è stato annunciato che non verrà rinnovata la partnership, e i relativi accordi di joint venture, con il gruppo Air France-KLM quando questi giungeranno a scadenza a gennaio 2017[…]

Al 1º gennaio 2015 il capitale azionario della compagnia è così suddiviso:

  • 51% – CAI – Compagnia Aerea Italiana tramite MIDCO S.p.A.
  • 49% – Etihad Airways

Ooops, mi sa che qualcuno non si è aggiornato.

Andiamo avanti.

Come riporta anche il sito stesso, la Buitoni fa parte di Nestlé italiana S.p.A.

Pur essendo una S.p.A., Nestlé italiana non è quotata in borsa. Però ha una regolare partita iva italiana quindi paga le tasse in Italia.

Santarosa non è mai stata inglese. Per un periodo di tempo il marchio è stato in mano di Unilever (americana) ma nel 2011 è tornato ad essere un marchio italiano.

Rex, Zoppas e Zanussi sono italianissime come Molteni & C. S.p.A. non quotata in borsa o forse intendeva le cucine Molteni? Italianissime pure loro.

Dal 2012 Valentino, o meglio la Valentino Fashion Group è effettivamente volata in Qatar.

E il Chianti non è finito in Cina, non tutto almeno! Una piccola azienda è stata acquisita da un imprenditore cinese. Altre piccole aziende vinicole sono state acquisite invece da imprenditori panamensi, gli argentini e anche i russi con la Gancia.

Del resto

Lo sbarco degli imprenditori cinesi – dice il direttore del Chianti classico, Giuseppe Liberatore – è una riprova dell’appeal del nostro territorio.

Potrei andare avanti e cercarvi tutte le altre aziende presenti in questo post.

Mi fermo con il Dottor Scotti che è ancora per almeno il 60% italiano e vi lascio con una considerazione personale.

Cercare sul sito della Consob quali sono le società italiane quotate in borsa e il relativo azionariato non è difficile, come non lo è cercare qualche cenno storico su queste aziende.

Il fatto che un’azienda decida di vendere la maggioranza del proprio capitale azionario ad altre aziende può, IMHO, avvenire in due casi: o si è costretti pena il fallimento, o si sta andando  così bene che conviene vendere. Proprio come fa chi gioca in borsa. Vendere le proprie azioni non significa necessariamente portare la produzione all’estero. Ne è un esempio la Santarosa, che è tornata italiana dopo un periodo “sotto il controllo” di Unilever, ma gli stabilimenti non si sono mica spostati in USA. O la Saiwa, prima del gruppo Danone adesso del gruppo Mondeleez, il ramo “snack e affini” di Kraft.

Buttar lì una sfliza di società e relativi acquirenti spacciandole tutte per “vendute agli stranieri” (brutti e cattivi) è fare disinformazione. In questo caso, visti alcuni commenti riportati sotto alla foto

ADESSO SI CAPISCE PERCHÉ I NOSTRI PRODOTTI ALIMENTARI ULTIMAMENTE FANNO UN PO SCHIFO! SICURAMENTE CHE VANNO A POLVERINE E FORMAGGIO ANALOGICO!
l’obiettivo è stato raggiunto.
(fate fare un corso di italiano a questo tizio vi prego, Il Ninth ha avuto un ictus quando lo ha letto)
thunderstruck at butac punto it
Se ti è piaciuto l’articolo, sostienici su Patreon! Può bastare anche il costo di un caffè!