Piss Christ e finanziamenti della Regione Toscana

maicolengel butac 17 Nov 2015
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PISSCHRIST1

Premetto non capisco l’arte moderna e quanto segue non vuole essere una critica o una difesa all’opera di cui parliamo.

Il Giornale (ed altri) hanno messo in circolazione questa notizia:

Cristo nell’urina: l’opera scandalo patrocinata dalla regione Toscana

L’opera di Andres Serrano verrà esposta al Photolux Festival di Lucca e ritrae un crocifisso in un bicchiere di urina. L’ira della Lega Nord

Intanto vorrei che aveste ben chiaro in testa che l’ìopera scandalosa contro cui si strepita è una fotografia. Quindi nessuno sarà costretto a vedere l’urina di un qualche artista fluttuare in una cisterna con dentro un crocifisso. Stiamo parlando di un singolo scatto fotografico intitolato Piss Christ. Per quanto ne possiamo sapere potrebbe tranquillamente esser limonata frizzante con un goccio di Fanta e sarebbe uguale. E non credo che una foto come questa possa esser particolarmente scandalosa o imbarazzante:

Piss_Christ_by_Serrano_Andres_(1987)

È una fotografia, nulla di più. Vuol esser blasfema? Non so, non m’interessa, ma è una fotografia nota, che circola da quasi 30 anni, c’è ancora qualcuno che grida allo scandalo?

La foto comunque agli integralisti cattolici non è mai piaciuta, visto che già nel 2011 era stata attaccata e ridotta così:

pisschrist_112295547

Sinceramente non trovo grandi differenze tra gli integralismi religiosi, chi si atteggia così non è persona di cui mi fiderei, poco importa la religione che segue. Ma perché di tutto ciò ne parlo su Butac?

Beh, il Giornale nel postare il suo articolo sembra avesse qualche dubbio sulla differenza tra patrocinio e finanziamento, il titolo assegnato all’articolo in prima istanza era:

Cristo nell’urina, l’opera scandalo finanziata dalla Regione Toscana

Modificando il “finanziata” in “patrocinata”.

Ma anche così il senso cambia poco, l’opera in realtà non ha ricevuto nessun finanziamento, e non ne ha bisogno, ha vinto anche qualche premio negli anni, e ha ricevuto plausi da svariati critici (inclusa una nota suora/critico d’arte). Sia chiaro a me dice poco o nulla in senso artistico, ma capisco cosa rappresenta, come spiega il direttore della mostra nel comunicato che pubblico poco sotto. Ma non ci vuole un genio o un Giornalista per capire che l’opera in questione non ha ricevuto alcun finanziamento o patrocinio, al massimo la Mostra ha ricevuto finanziamenti e patrocini. Finanziamenti sensati visto che attira visitatori. Il tema di quest’anno è Sacro/Profano, cosa ci sia di male ad avere un’opera nota che ha vinto premi non lo riesco proprio a capire.

Ma alla fine chi si lamentava ha avuto la meglio, e l’opera se ne sta a casa, come spiega la stessa direzione del Photolux Festival in un comunicato stampa che mi sento di riportarvi nella sua interezza:

PISS CHRIST NON SARA’ ESPOSTA AL PHOTOLUX
Il Photolux è diventato uno dei momenti culturali più importanti a Lucca, e si è affermato come uno dei più significativi a livello internazionale, come certificato dalle strette relazioni createsi con le più prestigiose istituzioni fotografiche in tutto il mondo. E’ un successo costruito con passione, con dedizione, con fatica, e con scelte a volte coraggiose per quanto riguarda le mostre esposte in questi undici anni.
Per questa edizione ho voluto proporre un tema difficile e di sicuro controverso, “Sacro e Profano”, e l’ho fatto conscio che avrei rischiato, come direttore artistico e personalmente, di mettermi in una posizione complicata. Quando però due anni fa ho scelto il tema mai avrei potuto immaginare che oggi ci saremmo potuti trovare in un momento così intriso di terrore e di violenza. Come più volte affermato, attraverso il Festival si è voluto esprimere la forza dell’Equilibrio e del buon senso inserito in un contesto di libertà che da visibilità alla realtà.
L’Arte “esce” dalla normalità e se c’è un’espressione artistica negativa, questa enfatizza ancora di più quella positiva. Perché quando c’è una contrapposizione, questa va ad esaltare la parte nobile. La mostra, così come il Festival prescinde da ogni forma di fondamentalismo e di personalizzazione ed è fonte di libertà assoluta. Anzi spersonalizza tutto col fine di far emergere l’Arte sia che essa sia positiva che negativa al fine di introdurre un principio di libertà di espressione.
Il tema di questa edizione è “Sacro e Profano”, l’eterno dualismo che, alla fine, deve rappresentare la libertà, l’equilibrio e il valore del Sacro. Il programma delle mostre è stato costruito con grande equilibrio, con attenzione estrema alla possibilità di permettere una comprensione massima del concetto sotteso a ogni lavoro. In questo contesto, quando si è concretizzata la possibilità di esporre una mostra di Andres Serrano, ho creduto che essa potesse rappresentare il punto di contatto ideale tra i due mondi, pur sapendo che alcune delle opere in essa contenute – e una in particolare – avrebbero potuto essere particolarmente problematiche. Nel 1987, quando fu presentata per la prima volta, Piss Christ creò naturalmente scandalo e ad esso seguirono anni di dibattito, tra chi la considerava solo blasfema e chi aveva compreso l’intento dell’artista che era quello di denunciare la mercificazione delle immagini rappresentanti il Sacro. L’opera ha vinto, nel 1989 , il premio Awards in the Visual Arts messo in palio dal Southeastern Center for Contemporary Arte sponsorizzato dal National Endowment for the Arts, un ente governativo statunitense che tutela e finanzia progetti a cui è riconosciuta un’eccellenza artistica. I sostenitori dell’opera, le attribuirono un significativo esempio di libertà di parolae di espressione in campo artistico; tra i suoi difensori vi fu anche la suora e critico d’arte inglese Wendy Beckett secondo la quale Piss Christ non aveva un intento blasfemo, ma rappresentava il modo in cui la società contemporanea si pone nei riguardi di Cristo e dei valori che rappresenta. Come ha anche scritto lo storico d’arte, Germano Celant:
“Serrano tende ad evitare qualsiasi mimesi legata all’apparenza delle rappresentazioni, con lo scopo di dare sostanza alle ombre che sono conscie e inconscie. Le rende manifeste, evitando allo stesso modo una connotazione positiva o negativa, così da renderle accettabili o meno, luminose oppure oscure, per proporre un’interpretazione che unifichi poli opposti. Di fatto la sua intera ricerca dipende da una sintesi tra gli opposti. La parte più bassa intrattiene un dialogo con quella più alta, l’umano con il divino, il terreno con il celestiale. Il suo lavoro fotografico assume una funzione che vuole riconciliare la vita carnale e quella spirituale, sesso e castità, sacro e profano […]La fotografia è uno specchio dove l’osservatore è guidato verso la conoscenza più radicale di sé stesso, fino al punto di apparire tremendo, arrivando al rifiuto e alla condanna di questa visione, com’è accaduto con Piss Christ , 1987”
La mia convinzione era che, a quasi trent’anni di distanza, il lavoro di Serrano potesse essere visto in chiave storica, avendo esaurito la sua vis polemica negli anni.Con dispiacere mi sono accorto invece che la coscienza socioculturale ha dimostrato una inadeguatezza al riconoscimento della libertà di espressione artistica e ho dovuto constatare che i tempi e i luoghi non sono ancora sufficientemente maturi per il riconoscimento della libertà di espressione.
Al contempo, mi ha riempito di felicità trovare nelle istituzioni che sostengono il Festival e ne permettono l’esistenza
  • Comune, Provincia, Regione, Fondazione
  • Cassa di Risparmio di Lucca
  • Fondazione Banca del Monte di Lucca
un atteggiamento di assoluta apertura.
Indipendentemente dal loro sentimento di non condivisione riguardo l’oggetto della controversia, esse hanno fortemente voluto far prevalere il rispetto della libertà di espressione artistica sopra ogni altra cosa. Lo stesso vale per tutti coloro che hanno espresso solidarietà al sottoscritto e al Festival. Ed è per questo che a loro va il mio più grande ringraziamento, perché mi hanno permesso di valutare la situazione e prendere una decisione senza ulteriori pressioni. Decisione che ho preso, e che è figlia di qualcosa che per me si pone al di sopra di tutto: l’amore per questo Festival.
Poiché il tema scelto oltre la sua altezza di ispirazione è un tema che può suscitare conflitti di natura ideologica, per come si è evoluta la situazione, tenere questa opera vorrebbe dire ridurre tutto il Festival a una sola fotografia e al dibattito su di essa. Tutto il lavoro fatto per costruire un Festival equilibrato e profondo, per portare a Lucca grandi autori internazionali, e per costruire intorno alle mostre un programma straordinario di dibattiti, workshop, letture
portfolio ed eventi, sarebbe sprecato. E tutto questo per una fotografia che, al di la del suo valore storico, nulla potrebbe aggiungere alla ricchezza di questa edizione.
Il Festival non lo merita. Lucca non lo merita. I miei collaboratori, che lavorano con dedizione e impegno, e tutti coloro che credono nella Fotografia, non lo meritano. E soprattutto io, non lo merito. Per questo, e cosciente del fatto che questa fotografia va a toccare in maniera così forte la sensibilità di moltissime persone e di tanti Cristiani che hanno manifestato il loro dissenso e ai quali vanno tutte le mie scuse, ho deciso che Piss Christ non farà parte di questa edizione del festival, e l’ho deciso con serenità, in modo che la polemica ideologica si possa svolgere su un
altro piano e in altra sede risparmiando il contesto della manifestazione artistica.
Altresì prendo atto che l’integralismo mediatico ha compiuto un’operazione artistica mostrando il contestato ad un pubblico ancor più numeroso di quello del Photolux. Si è quindi consumato un abuso di potere artistico mediatico.
Enrico Stefanelli

Il Photolux Festival è a Lucca, dal 21 Novembre al 13 Dicembre 2015.

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