Politica e notizie fresche di decennio

maicolengel butac 5 Apr 2018
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Oggi trattiamo una notizia che è stata diffusa il 31 marzo 2018 dal profilo di un senatore, eletto la prima volta nel 2013 e rieletto quest’anno.

Stefano Borghesi sul suo profilo Facebook scrive:

FOLLIA !!!
Un cittadino sventa una rapina e deve risarcire il delinquente ?!
Sembra di essere su scherzi a parte, invece è un giudice che applica la “giustizia” italiana.

Ad accompagnare il messaggio d’indignazione pubblica questo screenshot:

Sventò la rapina in banca Dovrà risarcire il bandito

Visto il titolone è comprensibile l’indignazione. Ma vediamo meglio i fatti. Una veloce ricerca su internet, che poteva essere fatta anche dal senatore Borghesi, ci porta subito all’articolo originale da cui è partita la storia.

Sventò la rapina in banca, dovrà risarcire il bandito

La guardia giurata triestina Marco Dogvan ferì il malvivente: il giudice lo ha condannato a rifondere 10mila euro per lesioni colpose

La prima cosa che salta all’occhio è la data, 1 novembre 2012. Sei anni fa. Poi andando a leggere:

La 39enne guardia giurata triestina Marco Dogvan, che il 28 giugno 2004 sventò una rapina all’agenzia Unicredit di via Fausta al Cavallino sparando ben quattro colpi, non voleva uccidere e neppure colpire i banditi, ma semplicemente sventare il «colpo».

Quindi i fatti per cui il senatore Borghese s’indigna e vuole fare indignare i suoi follower/elettori risalgono a 14 anni fa. Notizie fresche di giornata, oserei dire. Ma c’è davvero da indignarsi? Vediamo i fatti raccontati nello stesso articolo condiviso da Borghese:

Secondo il magistrato, Dogvan, che quando aveva sparato non era in servizio ma si trovava in banca per un prelievo di denaro, aveva sventato la rapina sparando con la sua calibro 9 uno dei colpi in faccia ad Azzolin e lo avrebbe fatto ad una distanza di dieci metri mentre i banditi erano già in fuga.

Quindi abbiamo una guardia giurata, fuori servizio, che gira armata e spara contro dei soggetti che sono in fuga. Non sta difendendo la propria proprietà privata, sta facendo lo sceriffo del Far West, questo non è permesso dalle leggi del nostro Paese. Non lo era nel 2004 non lo è nel 2018.

Condividere l’articolo senza riferimenti temporali, dando a intendere che si tratti di fatti recenti, non è fare informazione nei confronti dei cittadini che ti hanno votato e permesso di avere un ricco stipendio. Siamo di fronte a un classico della politica italiana, condividere un mix di verità e disinformazione, consci che la stragrande maggioranza di coloro che vengono raggiunti dal messaggio non verificherà alcunché.

Onestamente a me disturba vedere politici che si prestano a questo modo di condividere informazione. Persone strapagate per amministrare il Paese che invece non trovano di meglio che cercare di spargere delle belle dosi di veleno.

Lo so, così facendo non mi faccio nuovi amici nella squadra che probabilmente governerà il Paese prossimamente, ma BUTAC non è qui per farsi amici, bensì per difendere la corretta informazione, dal 2013…

maicolengel at butac punto it
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