Io spero, conto, mi auguro di trovarmi di fronte al profilo di un troll, perché non è possibile condividere una foto come questa, con la descrizione che l’accompagna, senza vergognarsi almeno un po’.

Forse non avete visto bene ma questa e la mafia di Totò Riina che vanno a pregare il loro benefattore

Il profilo che lancia questo post è quello di una persona che sostiene di essere Infermiere professionale, di vivere a Roma, di essere sposato, e di venire da Potenza. Una persona che almeno la scuola dell’obbligo l’ha finita, il liceo scientifico. La foto l’ha creata lui, quindi sa benissimo da dove viene quello scatto che sostiene essere stato fatto ai funerali di Riina, si tratta dei funerali di Emmanuel, il nigeriano ucciso da un italiano l’anno scorso. Sappiamo benissimo, qui su BUTAC, il fastidio che a certi razzisti ha dato all’epoca il fatto che il ministro Maria Elena Boschi e Laura Boldrini avessero presenziato a quei funerali, l’abbiamo visto sulle bacheche Twitter di alcuni soggetti, tutt’ora rabbiosi.

Non mi sorprende, pertanto, che gli stessi indignati cerchino di usare uno scatto che hanno odiato per poter convergere un’altra sana dose d’odio verso l’attuale governo. Quello che è grave è che venga fatto da bacheche molto politicizzate, questo può passare l’idea che sia un’immagine approvata dal partito che rappresentano. Uno dei tanti che la stanno diffondendo, sul suo profilo, sostiene di lavorare proprio per quel partito, ma se ne infischia bellamente di verificare lo scatto e lo condivide senza vergogna.

Questi sono soggetti che rischiamo di trovarci in Parlamento a governare, soggetti che pur di indignare sono disposti a condividere bufale d’ogni tipo. Io sono decisamente preoccupato dalla pessima piega che sta prendendo il nostro Paese: ignoranti, cialtroni e bugiardi. Per fortuna nel mio caso posso sempre espatriare, il doppio passaporto di moglie e figli a qualcosa dovrà pure servire, no?

Sia chiaro, io sono sicuro che nel nostro Paese ci siano tante collusioni tra mafia e Stato, specie in alcuni paesi dove si vota e ci si comporta ancora come negli anni Sessanta, tra omertà, silenzi e complicità… lo sanno tutti in quei posti come vanno le cose, e lo sanno bene anche tanti in Parlamento, ma è colpa nostra se le cose vanno ancora così, di noi elettori incapaci di tifare per la verità, incapaci di denunciare soprusi e minacce, sempre più fantozzianamente piegati a novanta gradi, pronti a farci inchiappettare dal potente di turno, servili anche quando pensiamo di votare per i ribelli, perché questo siamo, servili alla ricerca costante del modo per fare contenti i nostri signori e padroni.

maicolengel at butac punto it

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