Sulla pagina social Prima gli italiani il 4 febbraio è stata pubblicata un’immagine:

Il testo che l’accompagna:

L’immagine di Sophie Johansson, 19 anni, presa a bottigliate per aver respinto uno sconosciuto che le aveva messo le mani in mezzo alle gambe in una discoteca della molto ‘arricchita culturalmente’ Malmö, in Svezia. Questa è l’immagine del multiculturalismo svedese, del frutto avvelenato dell’irreversibile islamizzazione di un Paese una volta all’avanguardia quanto a parità di genere e rispetto delle donne, ora capitale mondiale dello stupro e alle soglie della guerra civile. Sophie è l’immagine del presente svedese e del futuro di Eurabia, fino a quando per non essere molestate o stuprate le donne, infedeli comprese, non dovranno indossare il Burqa. Le culture superiori esistono e resistere per esistere è un dovere.

In nessuno degli articoli che raccontano quanto avvenuto (oltre un anno fa) viene mai riportato che l’assalitore fosse un migrante. La descrizione data dai giornali è di un uomo sui 25 anni di circa 1 metro e 70, coi capellli scuri e di corporatura muscolosa. In Svezia, a meno che non sia necessario, si evita di pubblicare ulteriori elementi riconoscitivi sui giornali proprio per evitare discriminazione basata sull’etnia.

Ma ovviamente è pieno di soggetti come gli admin di Prima gli italiani, e qualcuno si è subito messo a dire che è sicuro si trattasse di un migrante visto i capelli scuri.

I fatti noti sono che Sophie, modella svedese, mentre si trovava in una discoteca si è sentita toccare il sedere da dietro, poi la mano le si è infilata tra le gambe, a quel punto lei ha prima spintonato l’uomo e poi l’ha colpito in faccia con un pugno. Mentre con un’amica si allontanava dall’uomo lui le ha tirato una bottiglia addosso. Il vetro le ha rotto uno zigomo e da qui il sangue. Se non vi è mai successo di tagliarvi zigomi e labbra sappiate che l’effetto anche di un taglio piccolo è comunque molto splatter. La stessa Sophie non si è subito resa conto di essere ferita:

I thought it was liquid from the bottle [on my face], but then my friend said there was blood pouring down. I was in shock

Con questo non voglio sminuire le sue ferite, ma solo spiegarvi che, anche senza trauma grave, possono essere esteticamente molto più sanguinose del normale.

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Il problema però è che nessuna fonte ufficiale sostiene che si trattasse di un immigrato, che senso ha sostenerlo con vigore? Purtroppo la risposta la conosciamo bene: una foto del genere, sostenendo che il colpevole fosse uno straniero immigrato, funziona benissimo con il pubblico di pagine come Prima gli italiani.

Giusto un appunto, se fosse un musulmano (visto che parlano di burka) in teoria non avrebbe potuto trovarsi in mano una bottiglia di qualche bevanda alcolica.

Ma tanto il lettore medio di Prima gli italiani il dubbio non se lo pone, ha già condiviso, “comunque anche non fosse vero è plausibile…”.

maicolengel at butac punto it

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