La quarta dose in Israele

...e le citazioni su VoxNews

maicolengel butac 30 Dic 2021
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Era da tanto che non ci inviavate segnalazioni che avessero come fonte VoxNews, uno dei siti che quando si trattava di parlare di immigrazione e razzismo abbiamo dovuto trattare più e più volte.

Oggi però ci è arrivata una segnalazione che non ha a che vedere con il topic preferito dall’admin di VN, ma con qualcosa di relativo alla pandemia. La vostra segnalazione riporta a un tweet che mostra uno screenshot di un “articolo” di VoxNews che titola:

SCIENZIATI: TROPPE DOSI DI VACCINO DANNEGGIANO IL SISTEMA IMMUNITARIO

La parola articolo è virgolettata perché trattasi di un post sul blog di VoxNews composto da pochissime righe, più una citazione in inglese.

Questa:

[…] scientists warned that the plan could backfire, because too many shots might cause a sort of immune system fatigue, compromising the body’s ability to fight the coronavirus. A few members of the government’s advisory panel raised that concern with respect to the elderly, according to a written summary of the discussion obtained by The New York Times.

Che tradotta:

…scienziati hanno avvertito che il piano potrebbe ritorcersi contro, perché troppi colpi potrebbero causare una sorta di affaticamento del sistema immunitario, compromettendo la capacità del corpo di combattere il coronavirus. Alcuni membri del comitato consultivo del governo hanno sollevato tale preoccupazione nei confronti degli anziani, secondo un riassunto scritto della discussione ottenuto dal New York Times.

La citazione viene da un articolo del New York Times del 23 dicembre, curiosamente alla frase manca l’inizio: in origine quel paragrafo cominciava con un “but some” che collegato al resto faceva capire che non sono “gli scienziati” in generale, ma solo alcuni di loro ad aver espresso dei dubbi sulla strategia del governo israeliano. Chissà perché tagliare la citazione proprio così…

I dubbi espressi sono assolutamente legittimi, e li esprime un personaggio autorevole, l’epidemiologo Hagai Levine, che ha spiegato che non è contrario a priori, ma che ritiene sia presto per una quarta dose per proteggersi da quella che finora pare una variante meno pericolosa delle precedenti. Il prof. Levine non dice di restare immobili in attesa, ma di studiare meglio Omicron come anche l’impatto di un’eventuale quarta (o quinta) dose sul nostro sistema immunitario a una distanza così ravvicinata dal terzo richiamo.

Spiega sempre il NYT che a oggi, comunque, il panel di scienziati israeliani non ha raccomandato la quarta dose per tutta la popolazione israeliana ma solo per i più a rischio, e ha consigliato di somministrare la terza dopo tre mesi dalla seconda e non dopo l’attuale attesa di cinque.

Sperando di aver fatto chiarezza sulla questione, non possiamo, per ora, aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

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