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Il nostro autore Neil Perri sabato mi segnala una bufala che già conoscevo:

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Classico post attira indignati, foto con gente in macchina, testo che faccia venire i fumini ai lettori e via che si va a raccogliere like, condivisioni e commenti. Come già spiegato nella sbufalata fatta a maggio la famiglia in questione è sì italiana, ma italiana rom, quindi tutti gli indignati che stanno commentando da luglio sotto al post di Roby stanno in realtà difendendo una tra le etnie che odiano di più.

Ma non è mia intenzione rivangare la sbufalata, solo mostrarvi il nostro amico Roby, o meglio, Lucas Arantes, modello brasiliano, perché Roby usa una foto profilo che non è sua, ha oltre quattrocentomila follower e veicola link di dubbio valore da tempo.

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Lo seguite come se fosse un guru della comunicazione web, quando altro non è che un anonimo furbetto dell’acchiappaclick. Il target della pagina è abbastanza chiaro:

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Quaranta-cinquantenni poco avvezzi al web che si lasciano accompagnare in rete da un soggetto come questo. Oltre quattrocentomila persone che ogni giorno vedono apparire sulla propria bacheca link e messaggi di provenienza anonima e che li condividono a loro volta, non rendendosi conto che stanno facendo il grosso del lavoro per lui. Gente in gamba.

roby

Condividessero solo Buongiornoooooo e Kaffeeeeeeeee mi potrebbe anche andare bene, ma in realtà questi profili sono studiati ad hoc da soggetti che sono tutt’altro che stupidi, lo scopo è in mezzo a un buongiorno e un caffé inserire politica, tanta politica, politica che indigni, per portare acqua al proprio mulino.

Così giorno per  giorno oltre a benedizioni di Padre Pio, immaginette stucchevoli sull’amicizia e cosine simili compaiono anche post più politicizzati:

Il furbetto li nasconde, o meglio ne fa pochi, nascosti in mezzo ai Buongiorno e Kaffé ma l’intento è chiaro: indignare i follower, convincerli a condividere nell’ammasso di sciocchezze anche queste, perché alla fine si fa politica anche così. Collegato al profilo fake se ne trovano altri che vengono taggati spesso nelle immagini, soggetti che usano tre-quattro profili con nomi diversi, soggetti che postano un numero spropositato di roba, perché è nella quantità che si creano gli ammassi di uTonti.

Io vorrei sperare che tra gli oltre quattrocentomila follower che ha un soggetto del genere, tanti siano a loro volta falsi profili creati per far crescere la pagina. Di amici che lo seguono ne ho solo due, so bene che hanno il like solo ed unicamente per monitorare l’ammasso di boiate che viene postato.

Mi piacerebbe che il popolo che riempie queste pagine si svegliasse una mattina e decidesse che invece che un Buongiorno Kaffé fosse venuto il momento di fare pulizia e rimuovesse dal proprio account il like a pagine come questa. Vivono (e probabilmente guadagnano) solo ed unicamente per merito di quei like, basta toglierli e scompaiono come neve al sole. Facebook non può nulla contro pagine così, non hanno veri contenuti da rimuovere e a parte esser profili fasulli sono pagine “just for fun” inserite nella categoria corretta. Non condividono roba che possa meritare segnalazioni alle pagine, qualche bufala (come quella in apertura) e ogni tanto qualche link a pagine che faranno guadagnare qualcuno (probabilmente uno dei tanti profili veri che si nascondono dietro Roby).

Purtroppo questa è la piaga dei social, lo so che parlarne serve a poco, ma ogni tanto cercare di farvi capire perché mettere i like a caso è sbagliato lo trovo utile.

maicolengel at butac punto it

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46 anni bolognese, blogger. Nel 2013 ho fondato Bufale un tanto al chilo, per amore della corretta informazione. All’attivo oltre tremila articoli come autore, oltre a collaborazioni varie. La “missione” del sito è di dedicarsi alla lotta contro le bufale e la disinformazione online. Permaloso, scettico, avvocato del diavolo, razionalista. Che dire, non mi manca nulla per farmi "amare" da tutti, no? Scrivo su Bufale un tanto al chilo dalla sua nascita, ma prima c'era Lega Nerd.