Sana Cheema, fonti e giornalismo

maicolengel butac 26 Apr 2018
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Sana Cheema

L’articolo che state per leggere l’avevo scritto domenica notte, ma in attesa delle decisioni della polizia pakistana in merito alla vicenda non l’avevo pubblicato. Ancora non si sa come andrà a finire questa storia.

Sgozzata?

A oggi 25 aprile 2018 (26 per voi che mi leggete) l’unica cosa certa è che il cadavere è stato riesumato, e come riporta Sky News nella sua edizione in lingua inglese:

Police said they have taken samples from the woman’s stomach and sent them for forensic examination, adding that there were no apparent injury marks on her body.

Ovvero:

La polizia dice che sono stati presi campioni dallo stomaco della donna e sono stati inviati alla scientifica per gli esami, hanno inoltre aggiunto che non risultano segni di ferite evidenti sul suo corpo.

Perché è importante evidenziarlo? Perché molta stampa italiana, fidandosi di accuse senza prove alla mano, aveva calcato molto i titoli, dando la povera Sana come sgozzata da padre e fratello. Finora non ho trovato nessuna testata italiana riportare negli aggiornamenti sul caso il particolare che il cadavere non risulta sgozzato.

Nessuna difesa

Sia chiaro, quanto segue non vuole affatto difendere una o l’altra posizione, il problema legato al fondamentalismo religioso di alcune comunità è noto. E non sarebbe questo il primo caso, anzi, nel 2015 si calcolavano circa 1100 omicidi per “delitto d’onore”.

Vi lascio alle considerazioni fatte domenica, tutt’ora valide, fino alla pubblicazione dei risultati degli esami sui resti della ragazza.


22 aprile 2018

No, niente sbufalata, non è possibile farlo, mancano le fonti. Come mancavano le fonti ai tanti che avevano inizialmente riportato la notizia come certa.

Sgozzata in Pakistan dal padre e dal fratello perché voleva sposare un italiano

La ragazza viveva a Brescia. Al ritorno in patria la “punizione”

 

Ma nel giro di un giorno arrivano altre notizie. La ragazza sarebbe già stata seppellita, il decesso sarebbe stato dichiarato per infarto. Nessuno è finito in carcere, forse padre e fratello sono solo stati trattenuti per un interrogatorio e poi rilasciati. Non è chiaro.

Quello che è abbastanza chiaro è che non è scoppiato un caso in Pakistan (oggi si, è successo in tutto il mondo, sono tantissime le testate che lo riportano, in ogni parte del mondo nd maicolengel 25-04-18), e che la storia non è ancora stata raccontata. Anche se in Italia abbiamo visto tantissime testate cavalcarla senza avere in mano alcuna prova.

Indignamoci

Tra chi si è scagliato contro i musulmani in generale e chi ha cercato di far capire che si tratta di fondamentalismo e integralismo religioso, non di generico atteggiamento di tutti i musulmani. Ma nessuno mette in dubbio la narrativa dei primi articoli sui giornali: la ragazza è stata uccisa.

Capiamoci, tutto è possibile, ce lo diranno gli investigatori che ora sembra abbiano riaperto il caso. Ma mi pare assurdo che ci possa essere stato un medico legale che ha certificato la morte per infarto se la ragazza invece fosse morta per sgozzamento come sostenuto da tanti.

Magari è stata soffocata, non lo so, non posso sapere come siano andate le cose, sono un blogger in pigiama. Ma non crediate che i tanti giornalisti siano così diversi da me, tutti si sono fidati di chi per primo ha lanciato la notizia. Tutti hanno cucito trame e storie partendo dal poco che era possibile trovare in rete.

Fonti ufficiali?

Io posso solo limitarmi a riportare che al momento non sembra ci sia alcuna fonte ufficiale, da nessuna parte. Di Sana esiste un profilo Instagram tutt’ora aperto, ma con solo quattro fotografie presenti (le stesse che vediamo condivise ovunque).

Su Instagram c’è il profilo di un ragazzo pakistano che vive in Italia, attivista di Amnesty, che ha spiegato che durante la conferenza di solidarietà per il Kashmir l’ambasciatore pakistano in Italia avrebbe preso posizione in merito alla questione:

Come già detto, a oggi non esistono altre fonti, non esiste prova che i fatti siano andati come raccontati in prima istanza.

Concludendo

La domanda che dovremmo porci è: come mai una notizia senza alcuna verifica è stata passata (e cavalcata dai politici) senza che nessuno battesse ciglio? Senza che nessuno provasse prima a verificare la fonte? Capisco la fretta della scoop ma qui non stiamo parlando di gossip da quattro soldi, stiamo parlando di notizie serie, che possono giustamente indignare. Ma che vanno date nella maniera corretta (spiegando che si stanno riportando fonti ancora non verificate) o che bisogna attendere una conferma dei fatti prima di sentenziare.

In attesa di ulteriori sviluppi.
maicolengel at butac punto it
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No, qui nessun fact checking, ma credo che – visto il momento storico che stiamo vivendo – ci siano notizie che, proprio perché sulla stampa italiana trovano pochissimo spazio, meritino di essere rilanciate come possibile. Parliamo sempre della morte del 37enne Alex Pretti, morte in seguito alla quale l’Homeland Security ha pubblicato questo comunicato: At […]

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