CRISTINAFULVIO

Questo leitmotiv lo sento ripetere spesso, che sia tramite appelli sul web, servizi giornalistici in tv o sulle testate di cui ho imparato a fidarmi poco. Ma è davvero così seria la situazione per tanti italiani? È vero che gli aiuti ci sono solo per immigrati e profughi?

Ovviamente non posso analizzare caso per caso, ma un politico italiano giusto poche ore fa ha condiviso un servizio televisivo di MattinoCinque, servizio che tratta la situazione di una famiglia italiana costretta a vivere in camper. La vicenda mi è stata segnalata per mail, e chi l’ha fatto era già riuscito ad indagare quel tanto che basta per fare chiarezza sulla situazione.

Non che fosse così difficile. Ma evidentemente gli amici del politico in questione di fare chiarezza ne han poca voglia, e condividono senza fare alcuna verifica dei fatti, perché tanto in Italia l’informazione la si deve fare di pancia, mai metterci un po’ di materia grigia.

La storia che ci racconta MattinoCinque è quella di Cristina e Fulvio, italiani residenti nel Comune di Roncadelle. Peccato che nel servizio televisivo a parte tante parole inutili si eviti accuratamente di andare a chiedere come stanno davvero le cose al Comune stesso.

Peccato perché invece il Comune qualche chiarimento si è sentito in dovere di farlo, con ben due comunicati stampa, disponibili sul web, uno dell’8 gennaio 2016 e uno del giorno dopo. Peccato perché il politico di cui sopra la storia in questione l’ha condivisa oggi, 11 gennaio 2016, senza minimamente far cenno ai due comunicati del Comune.

Ma cosa ci spiegava il Comune di Roncadelle? L’otto gennaio ci comunicavano quanto segue:

Dopo le notizie apparse su alcuni organi di stampa e la messa in onda su emittenti televisive che riguardano una situazione di disagio per una famiglia di Roncadelle, ci sembra giusto fare alcune precisazioni e chiarire quanto accaduto.

Innanzitutto cerchiamo di illustrare gli avvenimenti con una cronologia corretta:

– a fine 2013 la famiglia in questione si trasferisce nel comune di Roncadelle proveniente da altro comune della provincia di Brescia

– a novembre 2014, dopo uno sfratto esecutivo per morosità nel comune di Roncadelle, la signora si rivolge ai nostri servizi sociali che con un primo ed unico colloquio si pone al servizio della famiglia e dopo aver compreso le loro esigenze, propone le due soluzioni che possono momentaneamente attutire le loro problematiche. Si propone loro provvisoriamente di entrare a spese del comune nella “Casa Marcolini Facella“ di Brescia, struttura di sollievo di tipo alberghiero, e di garantire il pagamento della caparra trimestrale per l’affitto al momento dell’individuazione di un nuovo alloggio. Dopo il diniego della signora alle proposte di collocazione in struttura alberghiera per motivi personali, tra cui la presenza di animali da compagnia che avrebbe dovuto sistemare in altro modo, è stato concordato che per approfondire meglio il problema ci sarebbe stato un secondo incontro con l’assistente alla presenza del marito. Incontro che non è più avvenuto perché la famiglia si è resa irreperibile (a giustificazione si dice che aveva trovato in proprio una soluzione abitativa).

– fino al dicembre 2015 quando sono tornati sul territorio grazie ad un camper prestato da un conoscente con generosità, hanno ripreso, ma solo tramite una grande operazione mediatica, i contatti con  il territorio, senza mai coinvolgere direttamente il Comune. Solo in data 07/01/16 è stato possibile avere un incontro diretto in cui il Comune ha riproposto pari pari le stesse soluzioni proposte un anno prima.

Ricordo solo per dovere di cronaca che il comune di Roncadelle possiede 44 appartamenti, 31 abitati dai nostri anziani, 11 da famiglie italiane e 2 da famiglie di origine straniera ora con cittadinanza italiana.

Nessuno di noi nega che la famiglia stia affrontando un grave disagio sociale, non solo economico e che non possiamo illustrare per motivi di privacy, ma il comune sta affrontando seriamente e fin dal primo momento, con la delicatezza necessaria e con tutte le possibilità consentite dalla normativa la situazione, ribadiamo che i servizi visti in televisione consegnano una brutta immagine al nostro comune, ma non rispecchiano minimamente la realtà. La generosità dei nostri cittadini nei confronti di questa famiglia è il miglior esempio della sensibilità e della coesione del nostro piccolo Comune.

Grazie a tutti.

E il 9 in seguito ad un contatto con la famiglia in questione ci raccontavano che:

Facendo seguito al comunicato del 8 gennaio 2016 sotto riportato, si rende noto che i coniugi della famiglia che vive in camper a Roncadelle non si sono presentati questa mattina all’appuntamento concordato presso l’Ufficio Servizi Sociali per attivare gli interventi a loro favore. 

Dopo un’ora di attesa li abbiamo cercati telefonicamente ed abbiamo proposto un ulteriore appuntamento già per lunedì mattina: ci hanno risposto che non potranno venire perché impegnati in una ulteriore trasmissione televisiva e che ci chiameranno loro per fissare un nuovo appuntamento.

La disponibilità del Comune di Roncadelle rimane massima, rimaniamo in attesa di poter concordare insieme agli interessati gli interventi di aiuto da attivare: senza la loro collaborazione dare un aiuto è chiaramente difficile se non impossibile.

AGGIORNAMENTO del 12 Gennaio 2016:

È uscito un ulteriore comunicato stampa da parte del comune di Roncadelle:

COMUNICATO DI AGGIORNAMENTO DEL 11 GENNAIO 2016

Facendo seguito ai comunicati precedenti, si rende noto che i coniugi della famiglia che vive in camper a Roncadelle si sono presentati stamane presso il Comune e che è stato finalmente ripreso il percorso di aiuto finalizzato alla soluzione della loro situazione, che già era stato proposto nel mese di novembre 2014.
Tuttavia si precisa che gli interessati non hanno autorizzato il Comune a fornire i loro contatti a soggetti terzi.

Che dire, non mi pare sia necessario aggiungere altro, i fatti sono quelli qui sopra raccontati, tutto il resto è solo politica.

maicolengel at butac.it

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