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Circola questo articolo allarmistico nei confronti dell’omeopatia.

L’autore è Marcello Pamio su InformareXResistere. Non voglio andare a scavare nella fossa dei serpenti quindi non è mia intenzione parlare di omeopatia in generale, ma solo verificare con voi le info riportate nell’articolo in questione!

Pamio ci racconta che l’AIFA sta cercando di affossare l’omeopatia, aumentando le tasse dei sistemi di registrazione dei trattamenti, fino a rendere impossibile il lavoro a chi questi trattamenti li produce e commercializza; questo porta, secondo Pamio, al rischio che alcune aziende siano costrette a chiudere.

Intanto la domanda che mi sorge spontanea è come mai parlare oggi di provvedimenti discussi a Dicembre 2012 e entrati in atto a marzo 2013, se sono così gravi? perché non farlo prima? ma è una domanda che resterà senza risposta.

Veniamo ad alcuni dati, ci si lamenta che l’AIFA abbia aumentato le tariffe per i medicinali omeopatici così tanto che in certi casi l’aumento è fino a 700 volte superiore, SETTECENTO!!! Allora o prima produrre un trattamento omeopatico non costava nulla o ora sarà impossibile produrli.

Non ho modo di controllare il precedente listino dell’AIFA, ma quello di marzo 2013 lo trovate qui: http://www.agenziafarmaco.gov.it/sites/default/files/Decreto%2021-12-2012.pdf
Per la maggior parte del lungo elenco mi sembra di capire che l’approvazione la registrazione e la messa in vendita di una qualsivoglia soluzione omeopatica costi meno o al massimo uguale che un farmaco tradizionale, saranno tanti soldi non dico di no, ma se davvero vogliamo credere che l’omeopatia e la medicina tradizionale abbiano lo stesso valore non vedo perché la prima debba costare meno.

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Poi si narra di tempi tecnici biblici per la registrazione, tempi che causano ritardi nella commercializzazione vedendo così favorite aziende produttrici dall’estero, quindi non si sta ammazzando l’omeopatia siamo solo noi italiani che stiamo uccidendo le aziende italiane, quelle all’estero evidentemente prosperano…peccato l’articolo non ci racconti che nei paesi esteri dove l’omeopatia ha successo le modalità di accettazione dei trattamenti sono più o meno le stesse che in Italia, sicuramente la burocrazia estera è più veloce di quella italiana (non dico di no), ma volessero DAVVERO uccidere l’omeopatia non sarebbe allora più semplice bloccare l’importazione di farmaci omeopatici dall’estero? L’evidentemente altissima tassazione italiana farebbe il resto costringendo le aziende a chiudere e concludendo questo viaggio nelle diluizioni.

Ci spiegano che sono state ostacolate due pratiche comuni (l’organoterapia, nosodoterapia) per preparare medicinali omeopatici, ma anche in questo caso non è che siano state vietate, ma entrambe le pratiche devono seguire lo stesso iter di controllo di un medicinale, rendendo la procedura più complessa e costosa, e quindi meno interessante per il produttore.

Insomma nei vari articoli che circolano in merito ci si lamenta che per l’omeopatia si è usato lo stesso metro usato per la medicina, come credo sia giusto che sia. Se è un medicinale…

…se invece ci lamentiamo che le procedure siano troppo restrittive in quanto NON è un medicinale, allora ammettiamo che si tratta di acqua con zucchero, che funziona solo tramite effetto placebo e finiamola li, no?

Hanno parlato di omeopatia in tanti, più preparati di noi:

Medbunker, con la sua guida illustrata

Il Disinformatico

I Fucking love science
e la nostra traduzione

Uno dei tanti studi disponibili su PubMed

Edzard Ernst sul Guardian

La RationalWiki

2010-10-06-Homeopathic-Cooking-101