AGGIORNAMENTO del 31 GENNAIO 2014

Non ho molto da dire, come anche il servizio di Striscia la notizia ha potuto appurare la storia è ben più complicata di come i giornali l’avessero passata, quanto detto in precedenza qui sotto resta perfettamente valido, in Italia abbiamo norme ben precise su come si può rioccupare una casa di proprietà, e leggi che tutelano inquilini morosi e occupanti. Che le leggi siano malfatte è un dato di fatto, che farsi “giustizia” da soli sia sbagliato (sempre e comunque) pure, e si rischia di passare dalla parte del torto!

 

 

ABUSIVIOCCUPANOCASA

Questa è una delle tante storielle italiane che ha vari livelli di lettura. Il primo, più sfruttato dalle testate che vogliono fare facile bersaglio degli immigrati, è quello che vede il brutto e cattivo straniero occupare una casa di proprietà di un bravo ed onesto italiano. Il secondo, che sarebbe stato più corretto indagare fino in fondo, è quello che mostra quanto poco siano tutelati i proprietari di appartamenti.

Il terzo, che nessuno ha voluto indagare per bene, è come stiano per davvero le cose.

Tristemente non posso indagare più di tanto, la verifica dei fatti è lasciata a quando la pratica burocratica di questa vicenda verrà archiviata, e sarò in grado di vedere meglio i fatti.

Senza bisogno di verifica, però, possiamo chiarire fin da subito alcune cose.

La notizia è questa:

Nell’autunno 2013, la casa di proprietà [di Balzi] viene occupata da una coppia, italiano lui, marocchina lei. Scatta immediata la denuncia ma, racconta Balzi al Giorno, le forze dell’ordine identificano gli abusivi senza sgomberarlo.

Basito, Balzi decide così di agire di propria iniziativa. Approfittando di un momento in cui gli occupanti sono fuori casa, pochi giorni prima di Natale entra in casa, fa cambiare la serratura e si barrica all’interno. Ma è allora che succede l’imprevisto: gli abusivi fanno ritorno e chiamano la polizia.

Intanto come vedete la storia è vecchiotta: si parte nell’autunno 2013. C’è una coppia lui italiano lei straniera che dall’autunno 2013 occupa una casa non utilizzata dal proprietario senza averne i diritti. Il proprietario di casa se ne accorge quasi subito e denuncia gli occupanti, ma la polizia identifica gli occupanti senza sgomberare l’immobile. Nulla di così strano, specie se continuiamo a leggere il racconto: subito prima di Natale – suppongo 2013, visto che i fatti sono dell’epoca, ma i giornalisti ben si guardano dallo specificare alcunché – il proprietario decide di irrompere nella casa mentre gli occupanti sono fuori, defenestra le loro proprietà e cambia le serrature. Gli abusivi al loro ritorno denunciano la cosa alla polizia, mostrando un contratto d’affitto, quest’ultimo viene definito falso dal proprietario. Loro si riappropriano della casa col beneplacito delle forze dell’ordine e, per mettere la ciliegina sulla torta, un poliziotto avrebbe detto al proprietario:

“Anche gli abusivi hanno i loro diritti”.

C’è qualcosa che non va in questo racconto. La storia è vecchiotta, perché tirarla fuori oggi?
È vero che certi abusivi vengono lasciati in case vuote senza che succeda loro nulla di rilevante ai fini del codice penale. È anche vero che già dall’anno scorso è vietato l’allaccio delle utenze a chi non è titolare di un contratto d’affitto e quindi non può dimostrare la sua residenza. Ma si tratta di case vuote, inutilizzate da tempo, non di appartamenti vuoti ma sul mercato immobiliare, insomma gli intoccabili sono quelli che occupano proprietà che altrimenti sarebbero senza destinazione d’uso e non ne prevedono una a breve termine.

Il racconto zoppica: la casa sarebbe stata lasciata vuota perché il proprietario si è trasferito con la fidanzata. Benissimo. Se ti trasferisci, stacchi le utenze, soprattutto il riscaldamento se si tratta di 270 metri quadri di casa (come specifica il Giorno).  Se si è trasferito senza aver fatto piombare i termosifoni avrebbe dovuto pagare comunque il riscaldamento centralizzato, proprio perché in quanto centralizzato serve tutta la palazzina. Chi lascerebbe un appartamento vuoto servito dal riscaldamento centralizzato? La pratica più corretta sarebbe quella di scollegare i termosifoni dall’impianto se non li si usa per un determinato periodo di tempo. La cosa va segnalata all’amministrazione, che ne terrà conto quando si tratterrà di fare i conti di gestione. Il consumo della caldaia va pagato in quanto proprietari; si divide in millesimi e si ripartisce tra i vari componenti il condominio.

L’unico modo di non pagare per il consumo è quello di staccarsi fisicamente dall’impianto e notificare la cosa agli altri condomini. La legge lo consente senza grossi sforzi. Perché non è stato fatto? Se davvero non esiste un contratto d’affitto, il proprietario può farsi staccare anche domani dalla caldaia. 

A me tutta la storia suona un poco incongrua quando arriviamo alla parte dedicata al contratto d’affitto: non ci vuole molto alle forze dell’ordine per verificare se davvero esiste un contratto d’affitto in regola – che non vuole dire che sia stato o meno pagato il canone, ma solo che il contratto è stato registrato, quindi finché non interviene un giudice o la risoluzione anticipata dello stesso è da reputarsi valido. Diverso è il caso se il contratto è in nero agli occhi del legislatore. Nel caso in questione non ci è dato sapere, ma conta poco, visto che se i signori sono ancora nella casa occupata i casi sono due: o si tratta di un caso sociale, o il contratto bene o male ha qualche validità. Sia chiaro, magari questi non pagano da anni, ma sta tristemente al proprietario far valere i propri diritti usando la legge come e quando è possibile. Penetrare in casa e cambiare le serrature non è MAI la cosa corretta da fare, si passa automaticamente dalla parte del torto. Chi ha fatto l’abuso iniziale – se l’ha fatto – passa direttamente dalla parte del poveretto senza un euro, da difendere, e non diventa “il ladro che si ciuccia gas gratis per riscaldare i 270 mq ed evita di pagare qualsivoglia affitto”. Facendo così il probabile ladro di case diventa un brav’uomo da difendere.

E i fatti sembrano dare ragione alle mie ipotesi: il proprietario è stato denunciato per “Violazione di domicilio” e “Esercizio arbitrario delle proprie ragioni“. Non è che in realtà i due abusivi risulteranno esser inquilini sfrattati che non se ne sono andati allo scadere dei termini? Perché secondo il mio avvocato, solo in quel caso si può impugnare la violazione di domicilio. Conosco la situazione: ho visto gente rimanere in appartamenti senza pagare un euro per mesi, usando acqua e riscaldamento e attaccandosi alla luce delle scale per ogni altra necessità, fregandosene delle regole. Questa è gente da cui andremmo tutelati, sia chiaro, ma occorre spiegare i fatti fino in fondo, non fermarsi al solo

Abusivi gli occupano casa, quando rientra lo denunciano per violazione di domicilio

La legge italiana in questo campo è davvero malmessa quando si parla di inquilini e proprietari. Antiche normative mettono davanti a tutto l’inquilino anche quando ha torto marcio, al punto che anche dopo un’anno d’affitto non pagati ci sono proprietari che sono costretti a tenersi dentro casa gli inquilini morosi senza che nessun ufficiale giudiziario intervenga. Ma fosse questo il caso, tristemente nessuno ci può fare nulla. Non è questione d’immigrati, abusivi, soprusi, ma di una legge malfatta che nessuno si azzarda a toccare e che è la stessa per migliaia di piccoli proprietari immobiliari.

Non credo occorra dire altro.

maicolengel at butac.it

Se ti è piaciuto l’articolo, sostienici su Patreon! Può bastare anche il costo di un caffè!