Perché preoccuparsi dei bambini non vaccinati?

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Qualche settimana fa è apparso un articolo in inglese che parlava di vaccinazioni, era molto bello perché spiegava attentamente cose che non tutti hanno chiare. L’avevo postato nella sua versione originale dicendo che ci saremmo messi al lavoro su una sua traduzione. Poche ore dopo uno di voi lettori aveva già provveduto ad una buona traduzione in totale autonomia, grazie Nicola!

Purtroppo non potevamo pubblicarlo subito, ci voleva il permesso dell’autrice, che a sua volta ha dovuto chiedere il permesso del suo editore, permessi finalmente giunti ad inizio settimana. Non poteva capitare più a fagiolo, visto che proprio in questi giorni sulle testate nazionali viene dato risalto al fatto che qualcosa finalmente si sta smuovendo. Due (o tre a seconda delle fonti) medici antivaccinisti hanno ricevuto dei provvedimenti disciplinari. E subito gli antivaccinisti (e le associazioni che li supportano) sono partiti al contrattacco parlando di inquisizione medioevale. Il contrattacco come sempre è sul piano legislativo, perché su quello scientifico non hanno veramente nulla da dire. Quello che dispiace di più è il vedere come un’associazione che dovrebbe difendere i diritti dei consumatori, il Codacons, si schieri invece dalla parte dei ciarlatani che predicano l’antivaccinismo.

Ma veniamo all’articolo di Christine Vara, apparso per la prima volta su Shot of prevention nel 2011. Grazie a Nicola Ragazzini per la traduzione.

Perché preoccuparsi dei bambini non vaccinati?

Per l’ennesima volta, sentiamo questa frase pronunciata da genitori che scelgono di non vaccinare i propri figli:

“Se tuo figlio è vaccinato, perché hai paura che si prenda qualche malattia da mio figlio?”

È una risposta piuttosto comune, da parte dei genitori, quando qualcuno insinua che un bambino non vaccinato possa rappresentare una minaccia per gli altri.

Questi genitori non capiscono che anche se i vaccini sono molto efficaci, e riducono parecchio le possibilità di contrarre malattie prevenibili, nessun vaccino è efficace al 100%. Secondo i rapporti della CDC, “la maggior parte dei vaccini di routine per l’infanzia ha efficacia per l’85%-95% dei riceventi. Per ragioni collegate alla condizione del singolo individuo, alcuni non svilupperanno alcuna immunità”.

Questo spiega come mai, durante un’epidemia di una malattia prevenibile mediante vaccino, un bambino non vaccinato possa aumentare il rischio di contagio per tutti coloro che possano essere esposti, anche se le persone vaccinate sono di gran lunga in sovrannumero rispetto a quelle che non lo sono. Non è raro che una piccola parte della popolazione venga infettata; tuttavia, ciò non significa che i vaccini non siano efficaci. Per capire veramente i rischi, dovete conoscere qualcosa di più rispetto alla proporzione “vaccinati vs. non-vaccinati infetti”. Dovete considerare le percentuali coinvolte. Per esempio, questo esempio offerto dal sito della CDC, spiega il concetto molto chiaramente:

“In una scuola superiore di 1.000 studenti, nessuno ha mai avuto il morbillo. Tutti gli studenti tranne 5 hanno ricevuto due dosi di vaccino anti-morbillo, e quindi sono completamente immuni. L’intero corpo studentesco viene esposto al virus del morbillo, e ogni studente suscettibile di infezione si ammala. I 5 studenti non vaccinati verranno ovviamente infettati. Ma dei 995 che si sono vaccinati, ci aspetteremmo che molti non rispondano positivamente al vaccino. Il tasso d’efficacia per due dosi di vaccino anti-morbillo può essere più alto del 99%. In questa classe, 7 studenti non rispondono positivamente al vaccino, e contraggono il virus. Di conseguenza 7 casi su 12 (che è il 58%) accadono tra studenti che sono stati completamente vaccinati.

Come potete vedere, questo non significa che i vaccini non funzionino – significa solo che la maggior parte dei ragazzi nella classe è stata vaccinata, e che quelli che sono stati vaccinati ma non hanno risposto positivamente al vaccino erano più numerosi di quelli che non erano stati vaccinati. Guardando la situazione in un altro modo, il 100% dei bambini che non sono stati vaccinati ha contratto il morbillo, rispetto alla quantità inferiore all’1% di quelli che sono stati vaccinati. Il vaccino anti-morbillo ha protetto la maggior parte della classe; se nessuno nella classe fosse stato vaccinato, probabilmente ci sarebbero stati 1.000 casi di morbillo.”

Quando consideriamo questi dati in relazione a ciò che sta accadendo attualmente nelle nostre comunità, vediamo subito come mai i vaccinati debbano preoccuparsi. Per esempio,

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in Minnesota:

Secondo il Dipartimento della Salute del Minnesota, una recente epidemia di morbillo è stata provocata in parte dagli studi influenti ma truffaldini dell’ex-dottore e ricercatore medico Andrew Wakefield, studi che suggerivano un collegamento tra l’autismo e le vaccinazioni infantili. A causa della sua influenza, molti membri di una comunità di Somali hanno scelto di non vaccinare i propri figli. Sfortunatamente, a uno di questi bambini non vaccinati è stato diagnosticato il morbillo al ritorno di una vacanza in Kenya. Al momento, sono stati identificati 15 casi, cinque dei quali erano troppo giovani per aver ricevuto il vaccino, sei avevano l’età giusta ma non erano stati vaccinati, uno era vaccinato e di tre non si sapeva nulla, per un totale finora di otto ricoveri in ospedale.

in Virginia:

Una piccolo scuola private a Roanoke, VA, è stata chiusa la scorsa settimana a causa di un’epidemia di pertosse (conosciuta anche come tosse canina o asinina). La scuola, che non obbliga gli studenti a vaccinarsi, ha segnalato 30 casi confermati; 23 di questi erano tra i 45 studenti, gli altri tra i membri dello staff. Il Dr. Molly O’Dell, direttore del New River Health District, ha spiegato che i bambini infetti non erano stati vaccinati, mentre gli adulti infettati non avevano mai fatto il richiamo. Sfortunatamente, molti adulti non avevano capito che la loro immunità alla pertosse diminuisce col passare del tempo, e che una seconda vaccinazione di richiamo è suggerita per mantenere l’immunità.

nello Utah:

Nello Utah, un caso confermato di morbillo è apparso per primo in un adolescente non vaccinato che era tornato da un viaggio in Europa. Da quel momento, sono stati confermati altri tre casi, in nessuno dei quali il soggetto era stato vaccinato. Ora, con altri sei casi sospetti e una scia di possibili esposizioni al virus, sembra che il morbillo possa essersi diffuso in quattro scuole diverse. Gary Edwards, direttore esecutivo del Salt Lake Valley Health Department, ha spiegato che “Il vaccino è molto efficace contro questa malattia”, ed è questo il motivo per cui coloro che non siano stati adeguatamente vaccinati verranno temporaneamente tenuti a casa da scuola al fine di contenere ulteriori diffusioni della malattia.

In ognuno di questi casi, è assolutamente possibile che alcuni bambini vaccinati siano stati infettati. Tuttavia, è stato dimostrato come siano stati i bambini non vaccinati ad aver introdotto la malattia in quelle comunità. Questi esempi dei giorni nostri sono solo alcuni dei casi che avvengono in tutto il paese in qualunque momento. Questi esempi servono anche per rispondere al perché una persona vaccinata dovrebbe preoccuparsi di contrarre una malattia da una parte relativamente piccola di popolazione non vaccinata.

Forse questo video di Shane Killion, mostratoci da Gary Attarian sulla nostra pagina Facebook “Vaccinate Your Baby”, può aiutare ulteriormente a illustrare questo fenomeno creando una simulazione di quella che viene chiamata immunità di gregge. Può essere efficace nell’aiutare le persone a capire come il rifiuto del vaccino può avere un impatto su un’intera comunità, anche se quella comunità è per la maggior parte vaccinata. I punti sullo schermo rappresentano persone vaccinate o non vaccinate. Il video utilizza poi le percentuali per dimostrare l’impatto di una malattia e le conseguenze pubbliche di un soggetto che rifiuta di vaccinarsi.

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Speriamo che i genitori, arrivando a capire meglio come funzionano le vaccinazioni, capiranno anche perché la popolazione vaccinata potrebbe preoccuparsi di coloro che rifiutano il vaccino.

Sfortunatamente, la salute pubblica è così. E la decisione sul vaccino di una sola persona ha effetto sulla salute di molti altri, che ne siano consapevoli o meno.

la Redazione di Butac

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45 anni bolognese, blogger. Nel 2013 ho fondato Bufale un tanto al chilo, per amore della corretta informazione. All’attivo oltre duemila e trecento articoli come autore, oltre a qualche collaborazione esterna. La “missione” del sito è di dedicarsi alla lotta contro le bufale e la disinformazione online. Butac in due anni e mezzo è passato da poche decine a svariate migliaia di utenti al giorno. Tre milioni di utenti singoli all’anno, confermando così la voglia e necessità di informazioni meno faziose. Come descrivermi? Permaloso, scettico, avvocato del diavolo, razionalista. Che dire non mi manca nulla per farmi "amare" da tutti, no? Scrivo su Bufale un tanto al chilo dalla sua nascita, ma prima c'era Lega Nerd.