Brogli in Austria?

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AGGIORNAMENTO del 2 LUGLIO 2016:

A seguito della decisione della Corte Costituzionale austriaca di ripetere le votazioni per il ballottaggio per colpa di irregolarità nelle operazioni di spoglio delle schede abbiamo pensato fosse utile aggiornare la situazione, con un articolo che trovate qui.

Tutto quanto riportato qui sotto resta comunque la situazione al 30 maggio, come spesso accade, quella che è la “verifica dei fatti” risulta ostica a chi non comprende come funziona. Si analizza una notizia, che viene linkata e/o citata, e si verificano le sue fonti. Qui sotto, si prendevano in esame dichiarazioni specifiche, apparse sulla stampa italiana a seguito della vittoria del candidato dei verdi in Austria. Quelle dichiarazioni vengono verificate e confutate, se necessario, in base ai dati disponibili nel momento in cui “si va in stampa”. Quelle dichiarazioni confutate al 30 maggio sono e restano errate, quindi classificabili come bufale. Altre evidenze di procedure irregolari sono emerse e su quelle si è basata la decisione della corte austriaca di rifare il ballottaggio e ne parliamo qui.

BROGLI-AUSTRIA-MEME

No, ma basta un pizzico di disinformazione e un filo di complottismo per trasformare una non-notizia in uno scandalo da pubblicare col titolone in grassetto. Purtroppo ci siamo abituati.

Così titola Marcello Foa sul il Giornale:

Brogli in Austria? Leggete questi dati, qualcosa davvero non torna

E così Maurizio Blondet sul suo blog:

BROGLI IN AUSTRIA. CE LO CHIEDE L’EUROPA…

Cos’è che li convince di questi brogli? Ce lo spiga in poche parole Maurizio Blondet:

Nel collegio “Waidhofen an der Ybbs”, l’affluenza al voto è stata del… 146,9%. Sî, avete letto bene: 146,9%. Ci sono stati più votanti degli aventi diritto: 13.262 quelli che si sarebbero recati alle urne contro i soli 9.026 che avrebbero potuto partecipare alla consultazione elettorale. Ha vinto, ovviamente, Van der Bellen, che ha collezionato il 52,7% (6.621 voti) contro il 47,3% del candidato di destra, Hofer (5.938 voti)”.

Vabbè, si potrebbe pensare, sono circa 700 voti. Ma che dire di quel che è successo in una città come Linz? L’affluenza alle urne, nel caso di voto ‘per conto terzi’ è stata addirittura del 598%: si tratta di persone malate che danno la procura ad altre per votare al posto loro (vedi qui). Invece dei 3.580 votanti registrati, ne sono stati contati 21.060! Naturalmente ha vinto Van der Bellen, che ha ottenuto 14mila di questi miracolosi 21mila votanti e staccando Hofer di 8500 schede.

Uno legge i dati così, e non può che dare ragione a Blondet, cacchio il 598% di votanti, ovvio che sotto c’è qualcosa di strano. Una persona di media intelligenza a questo punto però si chiede: ma scusa un secondo, questi dati sono stati pubblicati su testate segrete? O nessuno grida allo scandalo perché Gli austriaci sono così imbecilli da non rendersi conto dell’imbroglio?

Il padrino di mio figlio è austriaco, il buon Andreas, vive tra Vienna, Graz e Berlino, è una persona davvero in gamba, si sarebbe reso conto che qualcosa non torna, e invece lui come la maggioranza degli austriaci è tranquillo e continua la sua vita senza problemi, drogato dalle scie chimiche? Chissà…

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Da curioso vado a cercare qualche info in più.

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Come ci mostra la tabella di Wiki al primo turno Hofer, leader di destra, aveva un vantaggio sul candidato dei verdi decisamente schiacciante. Però al primo turno quasi due milioni di austriaci avevano votato per gli altri partiti in gioco. Al secondo turno elettorale dove solo Hofer e Van der Bellen erano in gioco ci troviamo di fronte ad una situazione diversa, quel 1865981 voti dati a partiti che non erano più in gioco sono stati spalmati tra i due candidati, non solo, ma quasi trecentomila aventi diritto che al primo turno non avevano votato sono andati al voto.

Come hanno votato questi oltre  duemilioni di austriaci che al primo turno non avevano votato per i due candidati principali? Almeno un milione e trecentocinquantamila ha deciso di supportare Van der Bellen, mentre solo poco più di settecentomila hanno deciso di dare il proprio voto al candidato di destra. C’era da aspettarselo, difficile che i 482790 elettori del partito socialista democratico austriaco dessero il proprio voto a Hofer. Mentre gli elettori di Irmgard Griss, ex presidente della corte suprema austriaca, erano divisi tra quelli arrivati dal partito liberale NEOS (europeisti) e gli euroscettici del Freedom Party, così come probabilmente è successo con i cristiani democratici dell’Österreichische Volkspartei. 

Sia chiaro la vittoria è risicata, nessuno dice di no.

Ma ci sono stati brogli? In Austria non ne parla quasi nessuno, se si eccettuano blog di estrema destra antieuropeisti, c’è un complotto in atto? Vediamo di andare più a fondo. Blondet è scandalizzato dall’affluenza di due città, Waidhofen an der Ybbs e Linz.

Nel collegio “Waidhofen an der Ybbs”, l’affluenza al voto è stata del… 146,9%. Sì, avete letto bene: 146,9%. Ci sono stati più votanti degli aventi diritto: 13.262 quelli che si sarebbero recati alle urne contro i soli 9.026 che avrebbero potuto partecipare alla consultazione elettorale. Ha vinto, ovviamente, Van der Bellen, che ha collezionato il 52,7% (6.621 voti) contro il 47,3% del candidato di destra, Hofer (5.938 voti).

A Waidhofen an der Ybbs sostiene abbiano votato il 146,9% degli aventi diritto. Ma è davvero così? Sulla pagina che riporta tutti i risultati elettorali si dice così:

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Esattamente come ci dice Blondet, gli elettori sono 9026, di cui hanno votato in 6102 al ballottaggio (e 6338 al primo turno) mentre le schede conteggiate sono 13262. Da dove arrivano quei 7160 voti? Non è così complesso scoprirlo, si tratta di soggetti che hanno votato per posta.

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La stessa identica cosa accade a Linz. Non sto a riportarvi le tabelle di voto, ma sul sito del Ministero dell’interno austriaco li trovate tutti.

La cosa più interessante è notare che lo stesso candidato di estrema destra ha tenuto a rilasciare una sua dichiarazione che trovo riportata dal Guardian in inglese:

“We should all pull together,” Norbert Hofer said at a Freedom party (FPÖ) meeting in Vienna on Tuesday. “There are no signs of electoral fraud.

Quindi, Blondet, Foa e gli altri compagni di merende sono convinti di brogli quando lo stesso sconfitto ha ammesso che non ci sono segni di frodi elettorali. E guarda caso basta cercare online per accorgersi che il paese in cui di più sta circolando questa teoria è proprio l’Italia, non è che siamo già in campagna elettorale e le testate vicine ai partiti antieuropeisti stanno cercando di fomentare il loro elettorato nelle maniere più subdole possibili?

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Non voglio esser così malizioso, voglio sperare che si tratti solo di gentaglia, appassionata di teorie del complotto, e che gli venga dato spazio on e offline solo per curiosità.

Una cosa curiosa è che un altro caso di broglio che viene strombazzato da alcuni blogger politici è che ci sia un sindaco che ha ammesso di aver falsificato almeno dodici schede. Così ci dice Mauro Bottarelli di AltraInformazione.

…che dire di Wilhelm Heissenberger, sindaco di Unterrabnitz-Schwendgraben, comune austriaco di 634 abitanti, il quale ha ammesso candidamente di aver falsificato 12 schede elettorali?

La prima cosa che salta all’occhio è che se cerchiamo questo sindaco, la maggioranza delle testate che lo nomina è italiana, strano. Nella prima pagina di ricerca che ci presenta Google solo un risultato viene dall’Austria. Ma come, è un sindaco austriaco e se ne parla di più qui da noi che da loro?

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Anzi, se ci posizioniamo nella modalità ricerca solo news le testate che lo citano sono solo tre, tutte italiane, Alghero News, L’ultima ribattuta e DiariodelWeb. heisslbregStrano che non ne faccia menzione nessuna testata austriaca iscritta tra quelle della sezione news di Google, e neppure testate tedesche. Sarà vero che il nostro sindaco ha ammesso di aver falsificato dodici voti?

La notizia esiste, ma risale al 2010, non ad oggi, le schede per qualcuno erano otto per altri dodici, ma si tratta delle elezioni comunali del 2010, non delle elezioni del 2016. E guarda caso la notizia in Austria non ha circolato oggi, se non su qualche testata di dubbio gusto, dove prontamente i commentatori hanno evidenziato la data dei fatti.

Ma allora perché Bottarelli non fa lo stesso? E lascia il dubbio che quelle dodici schede (su trentun mila voti di scarto tra i due contendenti) risalgano alle ultime elezioni? Chissà, una svista, non avrà avuto tempo di fare sufficiente verifica dei fatti.

Lascio traiate da soli le vostre opinioni su Blondet, Foa, Bottarelli e gli altri che stanno parlando di brogli elettorali in Austria. A me è bastato vedere la smentita sui presunti brogli fatta da Hofer (il 24 maggio).

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Evidentemente a loro no, e vogliono convincere del complotto anche voi. Siate utenti, non uTonti, non fatevi fregare da queste bassezze.

Michelangelo Coltelli

maicolengel at butac punto it

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