Convento ospita migranti – 9 suore incinte

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Sbufalata flash, ma questa storia continuate a segnalarla anche se l’articolo originale risale a gennaio 2017.

In questi ultimi giorni si è verificato un curioso fatto di cronaca. Ma ricostruiamo i fatti tornando indietro di qualche mese. A luglio, infatti, erano stati accolti e ospitati 5 migranti nordafricani maschi presso un convento di suore sito a Milano. Le suore erano contente di ospitare queste persone, dichiarando che stavano facendo un’opera di carità ispirate dall’amore di Dio.

… Così le suore più giovani ne hanno approfittato per passare le ore notturne sveglie a intrattenersi con i migranti, desiderose di divertirsi dopo intere giornate passate a pregare. Ecco che adesso, dopo 6 mesi, le donne di trovano in stato di gravidanza.

Questo qui sopra è in pratica il testo dell’articolo, che non dà alcuna informazione al lettore per poter verificare la storia, non le dà perché non servono, il convento non esiste, come anche le suore.

Siamo su un sito di notizie inventate, un sito che produce contenuti come questo solo e unicamente per fare soldini con la pubblicità, ed è qui che volevo arrivare. Sfrutto l’occasione per parlare di Sleeping Giants, un’iniziativa di cui si è parlato anche nella riunione alla Camera dei Deputati di qualche settimana fa. Segnalare agli inserzionisti che vedete in pagina che la loro pubblicità compare su una pagina di notizie false può servire a migliorare la situazione. Ovviamente nessuna delle aziende ha ben chiaro dove appariranno i propri banner, ma sanno che provider pubblicitario stanno usando, in questo caso AdNow, e possono richiedere di vedere eliminata la pubblicità dai siti che ritengono inadatti. Visto che notizie inventate come quella qui sopra possono far leva sull’indignazione razzista di chi non comprende che sono inventate, voglio sperare che un brand come JustEat, ad esempio, prenda le distanze dal sito, chiedendo ad AdNow di eliminare i propri banner da siti come quello.

Anche voi potete aiutare, basta segnalare a JustEat Italia, qui, che ritenete poco corretto che la loro pubblicità finanzi siti di fake news o notizie inventate che dir si voglia. Sia chiaro, prima che attacchiate JustEat, che loro non ne hanno colpa, non sanno dove i banner andranno, possono solo scegliere dove NON andranno e senza qualcuno che glielo segnali è difficile che si accorgano del problema.

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La colpa è del provider AdNow, che evidentemente non è interessato alla qualità dei siti dove appare la sua pubblicità, ma solo a quanto traffico generano, in modo da incassare di più.

L’iniziativa non è nulla di nuovo, esiste un account Twitter americano che ormai da qualche tempo fa solo segnalazioni di questo tipo, account che ora esiste anche in lingua italiana, Sleeping Giants Italia.

Sleeping Giants si sta concentrando molto sull’eliminare la pubblicità dal portale di estremisti di destra Breitbart, come spiegavano nelle loro FAQ qualche mese fa:

Fake news e fonti di “notizie” allarmanti e provocatorie sembravano essere spuntati come funghi. Investigando su chi stava finanziando questi articoli, gli Sleeping Giants scoprirono che esisteva una moltitudine di aziende che piazzava la propria pubblicità in questi siti. Colossi e piccole ditte che, insieme, versavano milioni di dollari nelle casse di siti come Breitbart – il pesce più grosso di questo pantano. Però, con ogni probabilità, queste stesse aziende non avevano idea che la loro pubblicità apparisse in questo genere di siti, perché il «programmatic advertising» è un sistema complesso che sceglie e mostra agli individui pubblicità di loro interesse, piuttosto che legata al sito specifico. Armati di questa informazione, gli Sleeping Giants hanno cominciato ad informare chi fa pubblicità della loro presenza su Breitbart News.

Butac onestamente non vorrebbe che la cosa fosse limitata a Breitbart, perché di siti che fanno fuffa anche pericolosa, come ben sapete voi che ci leggete, nel nostro Paese ce ne sono a iosa. Sensibilizzare gli investitori pubblicitari sulla questione è un buon modo per cercare di ripulire il web. Ovvio che concentrandosi tutti su un singolo obbiettivo la possibilità di riuscita sono maggiori, ma nel frattempo negli altri domini la fuffa dilaga.

Non credo sia necessario aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

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45 anni bolognese, blogger. Nel 2013 ho fondato Bufale un tanto al chilo, per amore della corretta informazione. All’attivo oltre duemila e trecento articoli come autore, oltre a qualche collaborazione esterna. La “missione” del sito è di dedicarsi alla lotta contro le bufale e la disinformazione online. Butac in due anni e mezzo è passato da poche decine a svariate migliaia di utenti al giorno. Tre milioni di utenti singoli all’anno, confermando così la voglia e necessità di informazioni meno faziose. Come descrivermi? Permaloso, scettico, avvocato del diavolo, razionalista. Che dire non mi manca nulla per farmi "amare" da tutti, no? Scrivo su Bufale un tanto al chilo dalla sua nascita, ma prima c'era Lega Nerd.