La bimba di Chieti “senza debito pubblico”

63
603

secitaliabimba

 

…c’è questo articoletto che state segnalando in tantissimi che gira per il web da pochi giorni. È uno di quei casi dove parlarne come si dovrebbe mi farà rischiare una denuncia, ma trovo giusto farlo, perché certi personaggi vanno sbeffeggiati e svergognati in pubblico. In questo caso a meritarsi le mie parole sono ilcentro dove è apparso l’articolo  e il presidente onorario dell’associazione citata nello stesso, ho provveduto a denunciare la cosa, ma non so se qualcuno interverrà, io provo a fare chiarezza con questo articoletto (se ci sono delle imprecisioni è solo mia colpa), e nel farlo mi sono avvalso di un altro articolo scritto proprio oggi sul blog Il Ginepraio. Mi perdonerete se ho censurato nomi e quant’altro, è per cercare di tutelare il blog da possibili ritorsioni, ma se seguite i link trovate tutte le info aggiuntive!

Di cosa sto parlando? ma di questo titolo che sta girando per la rete:

Chieti, genitori evitano alla bimba il debito pubblico che ciascuno di noi ha dalla nascita

Mai fuffa più grossa fu mai detta…e la colpa delle migliaia di condivisioni dell’articoletto del Centro è da imputarsi a chi l’ha scritto, chi ha permesso la pubblicazione senza le opportune verifiche e a chi ha inviato il comunicato al giornale. Cosa ci racconta questa gente? Che una coppia di genitori ha registrato all’anagrafe la figlia usando un “escamotage” che le eviterà di pagare parte del debito pubblico con le tasse, ma è FUFFA, FUFFA AL 100%…(fuffa anche truffaldina)!

La piccola da ieri è sovrana, appartiene a sé stessa e deve sottostare alle leggi del diritto internazionale e non a quello dello Stato italiano. Per essere chiari, non è che sia esente dal rispetto delle regole civili e penali cui ogni uomo è tenuto, anche se vivesse in Inghilterra o in India, ma non a quelle dello Stato fiscale, che all’atto di nascita già ti carica di un debito quello pubblico. «Esisti per questo ti tasso». Ecco la piccola ortonese ha rotto uno schema: non sarà compresa in quelle statistiche che ti trasforma in un debitore ancora prima della nascita. Cosa succede quando i genitori iscrivono all’anagrafe il proprio figlio? L’atto viene stilato con il nome e cognome del nato in lettere maiuscole. «Con questo documento», spiega XXXXXX, «si permette la completa cessione del bimbo alla Corporation Italia, una società privata a sua volta associata alla Sec (Securities and Exchange commission, l’ente statunitense preposto alla vigilanza della borsa valori ndr), contestualmente si emette un bond, una obbligazione e sulla testa del neonato, solo perché esiste, su di lui grava già il debito pubblico.

Quest’uomo va radiato e allontanato dalla rete, non si può sostenere una frase del genere, chi ha ideato questa (scusate ma quando ci vuole ci vuole) immane stronzata degli Stati come società per azioni è in galera per frode negli Stati Uniti, com’è possibile che a distanza di anni una truffettina del genere possa sbarcare in Italia? Il come, tristemente, lo sappiamo bene! grazie a pagine web d’idioti, o servizi come quello andato in onda su un canale generalista privato…gente che se ne infischia bellamente degli argomenti di cui parla, l’unica cosa importante è FARE AUDIENCE, che le storie vengano condivise, poco importa che si tratti di FUFFA o di cose reali, che la gente ci rischi la vita o solo i propri denari!

Avevo già provato a raccontarvi cos’è questa storia che sostiene che il certificato di nascita sia equiparabile ad un Titolo di stato, l’avevo fatto qui, ma mi mancava un qualcuno che stesse cercando di prendere il posto di Roger Elvick (il truffatore americano)…bene ora abbiamo anche il suo alter ego italiano! SI perché il signore in questione è presidente onorario di un associazione che sulla carta dovrebbe difendere i consumatori (ma a suon di 50 euro ad iscrizione), associazione che chiede che gli venga donato anche il 5 per mille…e che sostiene di avere OLTRE 50mila iscritti (che a casa mia fanno 2 milioni e mezzo di euro)…con tutti questi soldini ci si pagano fiori di stipendi…ed avendo una ONLUS si risparmia anche un pochetto di tasse, sbaglio?

LEGGI ANCHE:  La catena con la neonata cieca e Whatsapp

Lo so, siamo un paese del menga, e nessuno interverrà né sui giornali a smentire l’articolo fuffaro né in termini legali, anzi è più facile che questo articolo venga rimosso e non che  chiuda l’associazione che campa con le donazioni. Ma non sono stato capace di trattenermi, non so, quando vedo gente così mi sale la pressione, mi vengono i nervi, vorrei poter gridare a tutto lo stivale quanto delle nostre sfortune è colpa di personaggi come questi, di brutta gente che ha solo TANTO pelo sullo stomaco, gente che se ne infischia di quello che davvero passate voi, l’unica cosa importante è che paghiate i vostri contributi alla segreteria e vi leviate dalle scatole!

Un altro blog mi ha battuto sul tempo in termini di spiegazioni pratiche sulla storiella in merito, e quindi trovo giusto riportarvi le parole de Il Ginepraio:

Di cosa parla quest’articolo? In breve, due neo-genitori di Ortona «non hanno voluto cedere la loro piccola allo Stato italiano come ogni genitore fa quando iscrive il proprio figlio appena nato all’anagrafe del Comune di nascita». Chiaramente tutto ciò è molto oscuro a voi menti sublunari, ma “chiarezza” è presto fatta. La bambina appena nata “non appartiene” allo Stato italiano. Cioè, nel senso… deve rispettarne tutte le leggi, tranne quelle in materia fiscale. In parole povere: non deve pagare le tasse e non ha su di sé il fardello del debito pubblico, o meglio la frazione di esso che ognuno di noi, in base alle statistiche, ha già alla nascita.

Fantastico! Ma come si fa? La spiegazione qui si fa un tantinello contorta. In genere, quando nasci (spiega l’articolo), i solerti impiegati dell’anagrafe scrivono il tuo nome tutto in lettere maiuscole, un po’ come fanno gli attivisti di un famoso partito che non è un partito. TIPO CIOÈ UNA COSA COSÌ. Sembra poco, ma quest’accorgimento fa sì (spiega un attivista di un movimento a difesa dei consumatori) che tu diventi proprietà della “Corporation Italia”, una società privata associata alla SEC. Come hanno fatto i neo-papà e mammà a evitarlo? “Semplice”: facendo scrivere il nome della pargoletta con le maiuscole e le minuscole appropriate! L’uovo di Colombo!

Naturalmente, le cose non stanno così. E sarebbe persino inutile parlarne, se l’articolo non fosse già stata condiviso da oltre 8000 utenti di Facebook. La storia in questione, che è probabilmente verissima, richiama alla mente una vecchia bufala: quella del certificato di nascita che ti trasforma in una proprietà dello Stato, a suo tempo spiegata da Bufale un tanto al chilo. La storia dei genitori, dicevamo, probabilmente è vera. È il resto che è completamente inventato.

La versione italiana della bufala linkata in precedenza si basa sulla seguente pagina: la sottoscrizione della Repubblica Italiana alla SEC. Ancora questa SEC! Ma che cos’è? È la Securities and Exchange Commission, una sorta di equivalente a stelle e strisce della nostra Consob. In pratica, come si legge nell’articolo de Il Centro, l’autorità che vigila sulla regolarità di ciò che avviene in Borsa e sul comportamento delle società quotate. Quindi l’Italia è davvero iscritta alla SEC. Ma questa è la prova di un complotto? Ovviamente no, anche perché, in caso contrario, saremmo in buona compagnia. Sono infatti iscritti alla SEC: il Giappone, Israele, l’Ungheria, il Canada e un’altra cinquantina di enti pubblici, governi, organizzazioni internazionali, regioni ed enti locali. Sì, anche la Regione Lombardia e il Comune di Napoli.

Ma allora è tutto vero? C’è un complotto mondiale? No, molto meno. Semplicemente, se un investitore decide di prestare soldi alla provincia del Saskatchewan o al governo del Belize, va a informarsi (tra le altre cose) leggendo i SEC filing, dichiarazioni finanziarie fornite da istituzioni private e pubbliche allo scopo di rassicurare i creditori (attuali o futuri) sulla propria solvibilità.

Debito pubblico e sovranità sono argomenti molto delicati. Andrebbero trattati con maggior consapevolezza, anche perché si rischia di confondere le acque e gettare nello stesso calderone teorie complottiste e le preoccupazioni di molti serissimi economisti sulle ricette di politica economica mainstream e sulla loro effettiva desiderabilità/utilità.

Non credo occorra aggiungere altro alla cosa, spero Il Ginepraio mi perdonerà per aver brutalmente copiato ed incollato buona parte del suo pezzo, ma è per una buona causa, cercare di fare corretta informazione e diffonderla il più possibile!

LEGGI ANCHE:  L'eritreo violento o la zia bugiarda? L'importante è soffiare sul fuoco

Post Scriptum

Oggi mi è capitato di trovare ben due video (uno caricato proprio oggi) e mi avete segnalato un articolo (Grazie Irene)…dove l’associazione di cui parlo qui sopra rivendica la cosa (e l’articolo sul giornale) come performance artistica. Non è molto chiaro quindi se la cosa sia solo una buffonata a tutto tondo o meno, ama cneh con il comunicato di oggi l’associazione ha dimostrato di avere seriamente le idee confuse in merito:

L’ANTEFATTO.
E’ di recente emerso, nel sapere diffuso, che i vari Stati altro non sono che delle Corporation iscritte alla SEC di NYC, alla stessa stregua di una Società privata. L’Italia è presente ad esempio col N. 0000052782. Al momento della denuncia di nascita presso l’Ufficio dello Stato Civile del Comune, si attribuisce un numero assumendone gli estremi e trascrivendo a lettere cubitali il Nome e il Cognome del neonato. Così facendo viene contestualmente creata una finzione giuridica il cui amministratore sino alla maggiore età è il genitore mentre al compimento della maggiore età sarà lo stesso soggetto iscritto. In capo alla finzione giuridica Lo STATO Italiano emette un Bond per procurarsi in anteprima i benefici che acquisirà dalla “Proprietà” del nuovo cittadino e sul cui capo graverà anche il fardello del debito pubblico causato dagli antenati.

IL FATTO.
Turbato da tale speculazione sugli individui, maggiormente gravante in capo al neonato, che tuttavia proviene dalle acque materne, quindi più incline a essere soggetto alle regole del Diritto Marittimo o delle acque internazionali, David Seccia, con un progetto d’arte (che è pur sempre una finzione), ha dichiarato di non voler accettare la “finzione giuridica” gravante su sua figlia, poiché voluta dallo Stato. Si comprende che è l’incontro di una finzione (quello dello Stato giuridico) contro l’altra finzione (quella dell’arte), al solo scopo di tutelare i semplici Diritti Umani.

Tutto questo per incominciare a parlarne. Non è poco. Elide alla sua maggiore età sarà libera di accettare o meno quella finzione giuridica voluta dallo Stato così come potrà decidere sempre liberamente – il che è giusto – di essere battezzata o meno, secondo in questo caso i parametri della religione Cattolica. Questo per dire, alla fine, che tutto dovrebbe essere una libera scelta, non un’imposizione o un’attribuizione. La piccola Elide tuttavia risulta regolarmente iscritta all’anagrafe, nel prezioso rispetto dei Diritti Umani, secondo i principi della Suprema Corte del Tribunale dell’Aia.

A questo aggiungiamo che gli ideatori dietro tutta questa fuffa (americani) nel loro paese oggi sono considerati domestic terrorist, eviterei fossi in voi frequentazioni di siti che ne parlano, blog che diffondo la cosa, testate che la supportano, siamo di fronte ad una TRUFFA, magari di lieve entità per il singolo (50 euro non sono gran cifra da perdere), ma di grossa entità se ci cadete in tanti (come sostengono loro)…e ancora peggio quando seguendo dettami e idee idiote smetteste di pagare le tasse rivendicando una vostra sovranità, si chiama evasione fiscale…

 

Se ti è piaciuto l’articolo, sostienici su Patreon! Può bastare anche il costo di un caffè!