La “verità” sui migranti – vol.2

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Donadel

Non c’è niente da fare, il video di Luca Donadel era proprio ben fatto, al punto da avere superato in pochi giorni le 200mila visualizzazioni. Io avevo cercato di trattare la cosa, un po’ velocemente, spiegando che si trattava di fatti noti e risaputi, e che non c’era nulla di segreto. Ma non avevo avuto accesso a svariate risorse per cui necessitavamo tempo per studiare. Nel frattempo tanti altri si sono messi al lavoro su quel video, tutti spinti da un unico interesse, quello per la corretta informazione. BUTAC collabora con la Carta di Roma, associazione per un informazione corretta sul tema immigrazione, e con loro ci siamo confrontati su video e dati presentati. Carta di Roma è anche un sito che è testata giornalistica registrata, e a differenza nostra ha modo di farsi aprire molte più porte di noi. Gli amici dell’associazione pertanto, partendo dal mio articolo della settimana scorsa hanno indagato più a fondo, verificato le informazioni che venivano riportate da Donadel nel suo video. E quanto ne è uscito è un bell’articolo, se volete leggerlo tutto lo trovate qui, in contemporanea anche l’amico e collega demistificatore David Puente si era dedicato alla stessa storia, con un pezzo ben più approfondito del mio e proprio ieri anche Vice è uscito con un lunghissimo pezzo molto dettagliato a raccontare la stessa storia.

La prima cosa che salta all’occhio, e che mi era sfuggita, è che Donadel fa sembrare il suo video quasi un regalo agli utenti, in quanto sembra sostenere di aver pagato 400 dollari per un abbonamento a un sito che gli permettesse di verificare gli spostamenti dei mezzi coinvolti nelle operazioni di soccorso. Ma come spiega David:

Luca sbaglia nel riportare il costo del servizio “SAT”, che in realtà non è di 400 EURO al mese, bensì 400 DOLLARI (selezionando la valuta europea notiamo che il costo è di 299 EURO al mese). Cito questo dato non per eccessiva pignoleria, ma perché visitando il listino prezzi direttamente su Marinetraffic.com troviamo un “free trial” di 14 giorni (per approfondire leggi la nota [1] in fondo all’articolo). Sarebbe interessante vedere una ricevuta del pagamento, io ho fatto l’iscrizione al “free trial” e potevo vedere gli itinerari (senza pagare un EURO).

Donadel poi ci racconta di come tutti nel riportare le informazioni sui soccorsi dei migranti usino parlare, in maniera errata, del canale di Sicilia, lo fa ovviamente per farci credere che ci sia un complotto volto a nascondere la realtà dei fatti, ovvero che gli immigrati vengono salvati a due passi dalle coste libiche. Carta di Roma però ci spiega:

… per ogni esempio riportato nel video, ve ne sono molti di più in cui le informazioni sono riportate correttamente, attraverso un riferimento generico al Mediterraneo centrale o alle acque al largo della Libia. Un errore decisamente troppo diffuso sui media tradizionali – e che è importante puntualizzare – quello di citare a sproposito il Canale di Sicilia, ma che non nasconde certo alcun “complotto”.

A riprova dell’errore giornalistico e non del tentativo di “celare” l’informazione, difatti, Carta di Roma porta svariati esempi, tra cui un video proprio del giorno del salvataggio:

TvSat 2000, proprio in quei giorni a bordo dell’Aquarius con un inviato, manda in onda un servizio alle 18, nel quale racconta: “La prima richiesta di soccorso è arrivata questa mattina, alle 7. Un gommone a circa 15 miglia dalla costa libica […]”:

Qual è il sunto di tutti questi articoli? Che il video di Donadel è perfettamente confezionato, ma è un classico caso di disinformazione.

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Sempre da Carta Di  Roma:

L’autore del video cita poi, a sproposito, la Convenzione delle Nazioni unite sul diritto del mare, per sostenere la tesi secondo la quale le persone soccorse dovrebbero essere condotte nel porto più vicino. Per quanto riguarda Eunavformed, infatti, non è possibile sconfinare nelle acque territoriali di un paese senza un previo accordo, come spiega la Guardia costiera a Carta di Roma: nel caso di un’operazione come Sophia, uno sconfinamento potrebbe formalmente essere letto come un atto di guerra. Per quanto riguarda, inoltre, la distanza oltre la quale non si possono spingere le imbarcazioni del dispositivo Eunavfor Med, questa corrisponde, appunto, al limite segnato dall’inizio delle acque territoriali libiche; limite che viene nella maggioranza dei casi superato dalle imbarcazioni che trasportano migranti e rifugiati prima di trovarsi in difficoltà.

Conclude Vice:

…nel video non ci sono bufale di sorta, ed è proprio questo il suo punto di forza. Penso piuttosto che si possa parlare di “re-informazione,” nel senso di ri-circolo di idee e visioni del mondo che partono dai media di destra, sono fagocitati e adattati dai “giornalisti indipendenti”, e rispuntano sugli stessi media in forma diversa. Rispetto ai rozzi video di qualche anno fa o ai coatti che tirano accendini e urlano in cucina, si tratta di un salto qualitativo non indifferente—un salto che, ne sono convinto, non finirà certo qui.

 Aggiunge Carta di Roma:

Il video, di sicuro, non offre agli utenti alcuna rivelazione: informazioni confuse, sommarie e decontestualizzate, questo sì. E questo primo sguardo a “dati e fatti concreti” trattati nel video, dovrebbe far riflettore su come un contenuto accattivante e ben confezionato diffuso sul web non possa essere considerato in modo automatico attendibile, anche se a condividerlo sono migliaia di persone.

C’è bisogno di dire altro?

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Ah sì, l’articolo di Vice offre ulteriori dati e fonti molto interessanti linkando l’origine di ognuno. Bravi, questo è giornalismo fatto bene.

maicolengel at butac punto it

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45 anni bolognese, blogger. Nel 2013 ho fondato Bufale un tanto al chilo, per amore della corretta informazione. All’attivo oltre duemila e trecento articoli come autore, oltre a qualche collaborazione esterna. La “missione” del sito è di dedicarsi alla lotta contro le bufale e la disinformazione online. Butac in due anni e mezzo è passato da poche decine a svariate migliaia di utenti al giorno. Tre milioni di utenti singoli all’anno, confermando così la voglia e necessità di informazioni meno faziose. Come descrivermi? Permaloso, scettico, avvocato del diavolo, razionalista. Che dire non mi manca nulla per farmi "amare" da tutti, no? Scrivo su Bufale un tanto al chilo dalla sua nascita, ma prima c'era Lega Nerd.