L’alluvione di Genova e gli immigrati

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Come già fatto da tanti, anche sulla nostra pagina Facebook qualche detrattore ha accusato gli immigrati a Genova di stare con le mani in mano.

Il mio personale detrattore su Butac mi scriveva così:

…perchè questa pagina è anti italiana quindi starete tutti festeggiando questi giorni per i disastri di genova, quando muoiono gli italiani qui stappate lo spumante.. Ce l’hanno fatta a mandare l’esercito a dare una mano a Genova era ora.. avevano mandato 100 soldati e qualche camioncino..e beh certo l’esercito serve solo a combattere le guerre imperialiste dei vostri padroni americani e a raccattare la merda clandestina a casa loro sulle loro coste.. per i vostri amici zingari e clandestini i soldi non mancano mai come le case, invece quando c’è da aiutare la nostra gente guarda caso mancano le risorse.. e comunque ci sono solo volontari italiani a spalare fango non si vede uno di loro.. sono bravi solo a prendere e a parassitare, anzi hanno già arrestato i primi sciacalli…

E ImolaOggi ci aveva messo del suo:

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Insomma l’accusa è la solita: tutti gli immigrati non contribuiscono a ripulire la città dal fango insieme ai poveri e onesti italiani. Io non sono a Genova, eppure ho una cara amica nata lì e che ora vive a Bologna. Se fosse stata ancora a Genova, le avrei chiesto di fare foto. Basta però dare un’occhiata alle testate che sono andate a raccontare i fatti per accorgersi della boiata raccontata dal nostro simpatico detrattore.

Qui Repubblica:

Dopo l’alluvione di tre anni fa si erano presentati con le vanghe indossando una maglietta con uno slogan: “Nessuno è straniero “. Un centinaio di venditori ambulanti senegalesi, guidati da Mamadou Bousso, da oggi torna a dare una mano. E c’è una storia in più da raccontare, quasi surreale. Molti dei senegalesi non sono ancora in regola con i documenti: le cartelle con la richieste di permesso erano custodite in quell’ufficio immigrazione della questura che è stato sommerso da acqua e fango, dopo che l’auto blindata della scorta di monsignor Bagnasco – trascinata da una valanga di detriti – giovedì notte ne ha sfondato la vetrata. Addio cartelle e richieste di permesso. Ma loro sono di nuovo lì, a spalare fango. Perché nessuno è straniero.

 

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Andiamo indietro: sul Secolo XIX del 2011, in una precedente edizione di questa alluvione imprevista.

Genova – Guanti, stivali e pala in mano. Erano in centinaia, tra via Ferregiano e i quartieri alluvionati del capoluogo ligure. Volontari del Senegal e altri immigrati, coordinati dall’Associazione Nazionale Antirazzista Interetnica “3 Febbraio”, hanno contribuito alla rinascita del capoluogo ligure. Nell’ombra, senza apparire, Thierno, Youssuf, Figaro, Mamadou e tanti altri “fratelli” si sono esposti durante l’alluvione dello scorso 4 novembre, nonostante molti di loro non siano in possesso del permesso di soggiorno.

Insomma sembra che gli immigrati abbiano spalato. Esattamente come gli italiani, i turisti e gli sportivi.

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Veniamo agli sciacalli, come vanno correttamente definiti coloro che rubano in casi come questi. È vero, gli sciacalli ci sono. Dal momento in cui è iniziata l’emergenza, sono stati arrestati 14 cittadini dell’Est Europa per furti, con l’aggravante dello sciacallaggio. Che si tratti di zingari, nomadi o rom? Non lo so con certezza, gli articoli non ne fanno cenno. Checché ne dica il mio personale detrattore, non sono un difensore degli zingari intesi come ladruncoli. Come non lo sono di chi non rispetta la legge in generale, chiunque essi siano.

Gli immigrati stanno aiutando a Genova, oggi come ieri; lo fanno in tanti assieme a una singola associazione. Gli sciacalli ci saranno sempre, ma usare l’alluvione di Genova per fare della triste pseudo politica è davvero brutto. Peccato vedere la politica italiana diventare un covo di iene, giorno dopo giorno. Ho sempre sperato che la mia sarebbe stata la generazione giusta, di quelli che la politica l’avrebbero governata consci degli errori delle precedenti legislature.

E invece andiamo peggiorando. Quelli che rubavano negli anni 80 lo facevano con stile, almeno all’inizio, ma han concluso davvero in vacca. Qua si parte già da un livello basso e si può solo peggiorare.

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Nei commenti sui social network ho ricevuto svariate testimonianze, ve ne riporto qualcuna:

Io sono volontaria di protezione civile, molti ragazzi di origine straniera sono arrivati a chiedere dove potevano aiutare. C ‘erano anche le ragazze in hijab. Poi ci sono anche le mele marce: ma vogliamo allora contare gli italiani che mentre si spalava stavano a guardare alle finestra a fumare o facevano foto? Chi non poteva aiutare fisicamente nelle operazioni di pulizia lo ha fatto portando il cibo o donando mezzi, gli alti stavano a cazzeggiare o a compare la merce alluvionale a prezzo scontato.

Grazie ragazzi, siete grandi, ieri sera ho postato foto di stranieri che spalavano fango e mi hanno bannata ed insultata. La pagina è Imola oggi, notoriamente razzista e pallista.

e a proposito di sciacalli:

  • Però gli sciacalli beccati italiani non lo sono.
  •  Vero, perchè gli sciacalli italiani sono quelli che hanno bloccato i lavori di messa in sicurezza a furia di ricorsi per appalti non assegnati, e non parlo del povero sindaco che non c’entra nulla ma di quelle maledette imprese che hanno messo il profitto davanti alla vita della gente, imprese che hanno fatto ricorso al tar bloccando i lavori perchè volevano che fossero assegnati a loro.Siamo peggio degli zingari, almeno loro rubano agli altri, noi rubiamo ai nostri connazionali e li facciamo crepare sotto il fango.