Il trucco degli immigrati che non pagano le tasse

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Un servizio del telegiornale di Rete4 (ma lo stesso servizio lo si è visto anche su alcuni giornali) ci racconta del trucco tramite il quale gli immigrati possono non pagare le tasse in Italia.

Amo questo genere di giornalismo, quello che parte da dati incontrovertibili riuscendo comunque a passare una tesi ben precisa al lettore finale. Per comodità riprendo il testo da una delle testate che l’ha pubblicato, Il Giornale:

La norma parla chiaro. Scorrendo il testo delle istruzioni per la compilazione della dichiarazione dei redditi delle persone fisiche, aggiornato con provvedimento dell’11 aprile 2017 e visibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate, a pagina 18, punto 4, si legge che: «Sono considerati familiari fiscalmente a carico i membri della famiglia che nel 2016 hanno posseduto un reddito complessivo uguale o inferiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili».

Poi, dodici righe più sotto: «Possono essere considerati familiari a carico, anche se non conviventi con il contribuente o residenti all’estero: il coniuge non legalmente ed effettivamente separato; i figli (compresi i figli, adottivi, affidati o affiliati) indipendentemente dal superamento di determinati limiti di età e dal fatto che siano o meno dediti agli studi o al tirocinio gratuito». Sarebbe questa quindi la falla che consente anche agli immigrati di poter usufruire delle detrazioni d’imposta.

Avete letto con attenzione?  Le istruzioni sono aggiornate all’11 aprile 2017, l’idea che viene data al lettore è che siano regole nuove.

Ma basta entrare sul sito dell’Agenzia per trovarle identiche nel testo del 2006. A capo del governo c’era Berlusconi, il governo era di centro destra, le regole erano esattamente le stesse di oggi sulla materia detrazioni fiscali, come mai questo viene omesso dal racconto? Ci tengono così tanto a darci come data di riferimento l’11 aprile 2017? A me, come lettore, l’idea che viene data da servizi e articoli come quello di cui stiamo parlando è che queste regole siano state fatte ora, dal governo Gentiloni o al massimo da Renzi. E invece sono in vigore da tempo, non variate, neppure nelle cifre citate.

I dati relativi ai familiari che nel 2006 sono stati fiscalmente a vostro carico devono essere scritti nel prospetto FAMILIARI A CARICO DEL CONTRIBUENTE. Per i contribuenti con coniuge, figli o altri familiari a carico è prevista una deduzione dal reddito complessivo. Se, tuttavia, viene applicata la clausola di salvaguardia e, quindi, l’imposta viene determinata in base alla normativa in vigore al 31 dicembre 2004 o alla normativa in vigore al 31 dicembre 2002 devono essere considerate le vecchie detrazioni d’imposta e non la deduzione per oneri di famiglia. Sono considerati familiari fiscalmente a carico tutti i membri della vostra famiglia che nel 2006 non hanno posseduto un reddito complessivo superiore a euro 2.840,51, al lordo degli oneri deducibili, per i quali potete fruire delle deduzioni.

E probabilmente sono le stesse di quando avevamo ancora la lira e la cifra non è altro che la conversione dei vecchi 5 milioni e mezzo. Ma questo al Giornale e a Rete4 non importa farvelo sapere, loro sono giornalisti, mica storici delle tasse.

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Anche la parte sui familiari a carico all’estero è identica alla sua versione del 2006:

Questi familiari possono anche non convivere con voi e possono risiedere all’estero.

Anche i seguenti altri familiari possono essere considerati a carico:

  • il coniuge legalmente ed effettivamente separato;

  • i discendenti dei figli;

  • i genitori (compresi i genitori naturali e quelli adottivi);

  • i generi e le nuore;

  • il suocero e la suocera;

  • i fratelli e le sorelle (anche unilaterali);

  • i nonni e le nonne (compresi quelli naturali).

Ma anche questo Rete4 e il Giornale non hanno alcuna intenzione di farcelo sapere. No, loro informano a modo loro, a senso unico, portare acqua al mulino dell’editore evidentemente è molto più importante che informare il cittadino. Ma veniamo ai fatti denunciati, perché alla fine quella è la parte più importante. Le regole dell’Agenzia delle entrate (in vigore da almeno 10 anni) aiutano l’immigrato a non pagare le tasse?

Sempre il Giornale ci spiega:

«Gli stranieri possono mettere familiari a carico anche se gli stessi familiari non sono mai stati in Italia». Una situazione paradossale che consente di eludere il Fisco a danno della collettività.

La frase messa così è errata, chiunque può mettere familiari a carico anche se non sono mai stati in Italia, anche un italiano, come dalla lista inserita qui sopra, ad esempio io potrei metterci i genitori di mia moglie, inglesi che vivono a Londra. Sostenere che sia una regola che permette agli stranieri alcune cose, senza spiegare che le stesse sono permesse a tutti, è manipolare l’informazione, dare a intendere solo quello che si vuole che il lettore capisca, e in un paese col nostro tasso di analfabetismo funzionale significa manipolare le masse.

Proprio un bel lavoro.

Sempre nelle istruzioni per la compilazione, a pagina 19, è riportata una serie di documenti che i cittadini extracomunitari devono avere per richiedere le detrazioni, come per esempio la «documentazione originale rilasciata dall’autorità consolare del Paese d’origine, tradotta in lingua italiana e asseverata da parte del prefetto competente per territorio» o la «documentazione validamente formata nel Paese d’origine, tradotta in italiano e asseverata come conforme all’originale dal Consolato italiano nel Paese di origine». Ma il problema è quando la verifica dei documenti diventa difficile se non impossibile perché nel Paese di origine non c’è un’anagrafe attendibile.

È vero, si tratta di documenti che i cittadini che vogliono scaricare devono avere, ma si tratta di documentazione che chiunque dichiari di avere familiari a carico all’estero deve compilare, non solo l’extracomunitario, ma anche l’italiano che dica che ha il suocero in Argentina, CHIUNQUE. Comprendere che siamo di fronte a un caso da manuale di manipolazione dei fatti sarebbe importante, e invece basta guardare i commenti all’articolo de Il Giornale:

Ma sì, dai… Tanto agli italiani va bene. Quello è povero, poverino… Quello invece è ricco, allora giù di mannaia. Che paese di asini

Gli immigrati non pagano le tasse! In compenso abbiamo un Presidente della Repubblica che insiste a dire che gli immigrati sono una risorsa. E lo va a dire in Argentina, quasi a voler ricordare che anche noi siamo stati un popolo di migranti. Con la differenza che noi andavamo in paesi quasi deserti come appunto l’Argentina (grande 10 volte l’Italia e con una popolazione che oggi, dati del 2015, è due terzi di quella dell’Italia). Gli italiani, inoltre, lavoravano, si davano da fare, creavano ricchezza e pagavano le tasse.

La sx vuole la rivoluzione, fate ben attenzione perchè la corda è logora al punto che non tiene più. Ecco perchè stanno importando clandestini a più non posso perchè, in caso di rivoluzione, quelli saranno le nuove leve a sotegno della contro rivoluzione a fianco di centri asociali, no global ecc. che ormai non sarebbero più sufficienti per conservare il potere. Hanno bisogno di masse di imbecilli per conservare ciò che non vogliono perdere con le elezioni; vi siete mai chiesti come mai stanno rimandando le elezioni da anni? Per avere il tempo di importare tutta l’Africa che, con i regali a carico degli italiani, sarà dalla loro parte..

Sia chiaro, sul fatto che la regola possa avere dei difetti posso essere d’accordo, che possa esserci gente che sfruttando questi difetti cerchi di evadere non ho dubbi, ma se devo essere onesto il detto “fatta la legge trovato l’inganno” è farina del nostro sacco, ed è sempre l’Italia il paese dove il termine furbo ha valenza per lo più positiva. In realtà la regola sembra molto chiara: senza avere certificazioni dal paese dove risiederebbero questi supposti familiari a carico le detrazioni non vengono date. Sicuramente, come spiega il Giornale, possono esserci paesi che non hanno un’anagrafe così affidabile come quelle occidentali, ma quanti saranno? Il Giornale cita solo il Bangladesh, dove è vero che non c’è un servizio anagrafe equivalente al nostro, ma è anche vero che è stato fatto un censimento della popolazione pochi anni fa.

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Siamo sicuri che la maggior parte di coloro che cercano di sfruttare la cosa sia straniera?

Non credo serva aggiungere altro, tanto i soggetti che avranno qualcosa da ridire e arriveranno a commentare, a leggere fin qui difficilmente saranno arrivati.

maicolengel at butac punto it

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