Su Il Tirreno, ripreso dall’Huffington Post, è apparso il 2 aprile un articolo che titola così:

Lascia l’auto parcheggiata per mesi sulle strisce blu e trova 17 multe. “Meglio così che pagare 140 euro di parcheggio”

Sia chiaro, il titolone non mi ha sconvolto più di tanto, anche io in un viaggio di qualche anno fa feci la scelta di lasciare l’auto in un parcheggio di Amsterdam dove mi avevano messo la ganascia alla ruota piuttosto che pagare la sosta per i giorni che sarei stato. L’auto non mi serviva se non per tornare indietro in Italia, e nelle indicazioni della multa era chiaramente riportato che non me ne avrebbero fatte altre. Il costo della sanzione era inferiore a quanto avrei dovuto pagare per il parcheggio di 5 giorni, tanto valeva.

Il problema è che la storia raccontata da Il Tirreno ha tanti punti che la rendono meno credibile.  Vediamo cosa ci raccontano:

Una zona in cui la sosta è a pagamento, motivo per il quale l’uomo deve ora pagare 42 euro a verbale, visto che dopo cinque giorni scade la possibilità di pagare la sanzione in forma ridotta, al prezzo di circa 29 euro. 714 euro, calcolando i 17 verbali lasciati dagli ausiliari del traffico sul parabrezza, è la somma che deve alla polizia municipale.

Il calcolo del costo complessivo delle multe non tiene conto di tutte quelle contravvenzioni che, per colpa delle condizioni meteorologiche, potrebbe essere “sfuggite” dal parabrezza dell’automobile.

Il tagliando dell’assicurazione è ben apposto dietro il vetro, con tanto di intestatario, via e numero civico di residenza. Così, contattato dal Tirreno, il proprietario non si scompone, mostrandosi infastidito: “Cosa vuole che le dica? Ma non avete nient’altro da fare? – risponde seccato l’uomo – Credo che siano solo problemi miei se voglio lasciare il Suv posteggiato lì. Le sanzioni mi arrivano puntuali, tutte, non si preoccupi. Non è un problema suo. Preferisco fare così che pagare 140 euro al mese di parcheggio”.

Innanzitutto le multe lasciate dai controllori della sosta possono essere una ogni 24 ore, che sommate fanno sicuramente più dei 140 euro al mese che costerebbe il parcheggio. Quindi la spiegazione che il proprietario del veicolo avrebbe dato ai giornalisti è decisamente poco logica.

Ma c’è un altro punto che rende la notizia dubbia:

Il tagliando dell’assicurazione è ben apposto dietro il vetro, con tanto di intestatario, via e numero civico di residenza.

Il tagliando dell’assicurazione non è più da esporre dietro al vetro (ma magari il signore è anziano ed è abituato a fare così, tutto è possibile) ma il problema è che il tagliando dell’assicurazione non riporta i dati che sostiene il Tirreno:

Sia chiaro magari sotto al parabrezza c’erano altri documenti, non posso saperlo, ma il racconto come ci viene riportato dai giornali ha troppi punti che non tornano, siamo sicuri che la storia sia reale? O è un classico caso di notizia pompata perché curiosa e attira click? Chissà, gli unici che potrebbero raccontarci come stanno le cose sono i giornalisti de Il Tirreno, ma non trattengo il fiato…

maicolengel at butac punto it

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