L’urlo d’aiuto della stella divorata dal buco nero

Lola Fox 1 Dic 2015
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URLOSTELLA

Ci sono vari modi per informare che una stella in collisione con un buco nero emette plasma, elettroni e protoni: il problema è che una semplice descrizione scientifica dei fatti (il cui rapporto causa-effetto non è scientificamente dimostrato anche se attualmente sotto osservazione) probabilmente non interesserebbe a nessuno, giacché è noto che “non c’è gusto in Italia ad essere intelligenti” (Roberto “Freak” Antoni docet ) . Ecco quindi che bisogna ricorrere ad edulcoranti narrativi nel più classico stile “caso umano televisivo” (o fiabesco) in quanto è dimostrato che impietosire l’ascoltatore funziona (vedi certe pubblicità). E allora si monta un articolo dagli ampi toni romanzati, giusto per provare a convincere qualche tenero lettore o innocente lettrice che le stelle chiedono aiuto prima di morire: decisamente una storia strappalacrime. È ciò che tutti possono leggere sul sito di repubblica.it .

Prima di entrare nel dramma specifichiamo che sono miliardi di anni che il nostro Sole emette vento solare, cioè espelle plasma (elettroni e protoni) che a contatto con la magnetosfera creano le aurore polari mentre quando raggiunge l’atmosfera può interferire e anche danneggiare gli apparati elettronici, satelliti, ecc… E così come il nostro Sole emette il suo vento stellare (vento solare – che mai nessuno ha osato chiamare “grido d’aiuto”) anche le altre stelle lo fanno. L’articolo in questione però usa un taglio decisamente meno scientifico. Già nel titolo dice:

L’ultimo urlo della stella divorata dal buco nero

La povera innocente vittima emette l’ultimo grido prima di morire: qua siamo in un giallo stile Dario Argento prima maniera, altro che melodrammone.

Ma proseguiamo:

È un gigantesco getto di materia lanciato nello spazio alla velocità della luce ed è stato osservato in diretta da un gruppo di scienziati della John Hopkins University

L’articolo, dopo una partenza stortissima, quasi ridicola, pardon commovente, anzi no da “Profondo rosso” , sembra riprendere quota. Che ce la possa fare, in nome della scienza ?

UN ENORME SOS, un urlo gigantesco: è l’ultima richiesta di aiuto di una stella prima di venire ingoiata per sempre all’interno di un buco nero.

Dite la verità che più che Profondo Rosso, state immaginandovi il radiotelegrafista del Titanic o dell’Andrea Doria che con l’acqua alla gola, manda l’SOS, la richiesta d’aiuto in codice morse al mondo intero. Qua però, abbiamo questo famelico buco nero ingordo di innocenti stelle, che pare non guardare in faccia a nessuno. E la stella sa bene che andrà a morire. Ed urla!

Quello che assomiglia a un grido disperato nella realtà è un getto di materia lanciato nello spazio quasi alla velocità della luce nell’ultimo momento di vita della stella ormai senza speranza.

Si, insomma, la nostra stella Cappuccetto Rosso chiede aiuto al cacciatore quando si accorge che il buco nero Lupo Cattivo ha già aperto le fauci. L’articolo poi prosegue con dettagli vari rilasciati da Sjoert Van Velzen della John Hopkins University, il coordinatore del gruppo scientifico che ha osservato questa semplice emissione di materia stellare.

BUCO NERO

Ovviamente il redattore di repubblica.it non può essere accusato di fuffa, tuttavia i toni usati rasentano il ridicolo: bisogna infatti colpire il lettore non-importa-come, bisogna essere eclatanti, bisogna destare attenzione, fare audience a qualsiasi costo e questa volta ci provano col caso umano, visto che va tanto di moda anche in TV.

Infine una domanda: ma chi può dire con assoluta certezza che una stella va a morire in buco nero? Le teorie sono molteplici, tra cui anche quella sui wormhole, “cunicoli” spaziotemporali ipotizzati già d tempo, che potrebbero collegare due regioni dell’universo altrimenti remote tra loro. In questa ipotesi la nostra presunta vittima potrebbe ritrovarsi a sua insaputa in un altra zona dell’universo.
Sono solo teorie, certo, ma la differenza tra certi redattori e il redattore di butac.it è che gli uni danno per scontato un fatto a soli fini sensazionalistici nazionalpopolari, mentre qua ci si attiene strettamente alla scienza.
E scusate se è poco.

Lola Fox

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