“30 cm d’acqua per fregarci”?

Lola Fox 29 Gen 2016
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Così recitava un antico proverbio: basta forse una rondine per sancire la primavera?

PROFUGHIINPIEDI2

E, allo stesso modo, basta una foto a sancire un’accusa? Beh… la risposta potrebbe essere sì, dipende…

In rete circola una foto che accuserebbe… non si sa chi, di architettare falsi sbarchi al fine di… non si sa.

Abbiamo trovato una variante anche su Facebook, ma siccome essa proviene da una fonte palesemente schierata politicamente, vi preghiamo di scusarci se una volta tanto non citiamo dettagliatamente la fonte completa. Non è infatti nostra intenzione propagandare una corrente politica o colpirne un’altra. A Butac non interessa la politica, di nessun colore e di nessuna fazione, fermo restando il fatto che ciascun autore può avere la propria idea esattamente come ciascuno di voi lettori.

A Butac interessa la verità, ovvero fare chiarezza sulle tante presunte bufale circolanti in rete che ci vengono segnalate come tali, sia apolitiche che schierate con qualsivoglia colore.

La foto in questione è la seguente:

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La variante circolante su Facebook è accompagnata dal seguente testo:

In questa foto qualcosa non torna. Si sono messi in posa?
Se fossero in alto mare non ci sarebbe una persona in piedi in acqua…….
Mi sembra una porcata!

La bassa qualità delle immagini è la dimostrazione dell’avvenuta duplicazione / editing con scarse tecnologie qualitative.

Subito abbiamo pensato al più classico dei fotoritocchi, e come vuole il nostro fedele San Tommaso, siamo andati a ficcanasare un po’ alla ricerca di qualche indizio chiarificatore.

La prima cosa che abbiam fatto è stata quella cercare la foto con la migliore qualità possibile e ingrandirne il particolare alla caccia di pixel sospetti. Chi si intende un minimo di grafica saprà che nel fotoritocco i pixel circostanti il presunto incollaggio spesso presentano anomalie rispetto alla parte d’immagine originale.

Tuttavia, pur non essendo noi la Polizia Scientifica, non ci sembra che l’immagine in questione abbia qualcosa di strano, segno che potrebbe essere reale, oppure frutto di un fotoritocco molto abile fatto su foto originali di grandi dimensioni e/o ad altissima risoluzione.

A titolo di confronto, abbiamo affiancato una immagine ingrandita di un palese fotoritocco che vorrebbe provare l’esistenza delle scie chimiche. Anche i non esperti capiscono la differenza.

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Presupponendo quindi la genuinità della foto, l’abbiamo osservata meglio e abbiamo letto (dal turco) il relativo articolo, ritenendo la foto in questione la migliore disponibile sul web. Per questo abbiamo pensato che probabilmente sia verosimilmente l’originale da cui poi con copia incolla e editing di basso lignaggio, siano provenute le altre copie qualitativamente inferiori.

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Ebbene il sito è Harbetuar e l’articolo è datato il 19 dicembre (oltre quindi un mese fa) chiedendovi venia se la traduzione dal turco non sia perfetta al 100% , in sostanza l’articolo dice:

“Bodrum provincia di Mugla, nel tentativo di espatrio illegale, 60 migranti clandestini siriani affondano e bloccati in mezzo al mare sono stati salvati da equipaggi della Guardia Costiera che nell’incidente ha rinvenuto anche 4 corpi senza vita di bambini. La zona in cui la barca è affondata nelle ultime ore di mercoledì mattina è l’isola di Karaada, dove poi è intervenuta la Guardia Costiera. Le squadredella regione hanno salvato 60 persone dall’annegamento attorno alla barca. Al porto di Bodrum, 8 clandestini son stati portati in ospedale per le cure. Una persona continua ancora a mancare all’appello.”

Dov’è Bodrum ? E l’Isola di Karaada ?

Eccoli:

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La prima cosa che salta all’occhio è perché il redattore dell’articolo non si domanda il motivo per cui ci sia una persona in piedi nell’acqua. Probabilmente perché i turchi, che conoscono bene le loro zone, avranno trovato normale che una persona tocchi solo in una determinata zona del luogo dello sbarco, magari dettato da una conformazione irregolare del fondale.

Però noi pensiamo ad una seconda ragione. Guardate l’orizzonte della foto: è palesemente storto. Ebbene noi abbiamo raddrizzato l’immagine:

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Così si può notare come la persona in questione sia fortemente inclinato a destra, quindi sbilanciato, al punto da sorreggersi sulla spalla dell’amico. Ma anche questo amico non sembra avere l’acqua alla gola ma appoggiato sui piedi, così come il terzo e ultimo a destra. Anche perché se così non fosse (cioè se stesse nuotando) con l’appoggio di una persona andrebbe certamente sott’acqua. È quindi probabile che nella zona dello sbarco ci fosse una profondità di acqua oscillante tra i 50 cm e i 2 m dovuto ad una conformazione irregolare del fondale marino e che le persone in questione, che sembrano ferme, abbiano trovato uno spuntone roccioso che le fa restare fuori dall’acqua.

Non possiamo metter la mano sul fuoco che la foto sia veramente stata scattata tra Bodrum e l’isola di Karaada, questo è quanto ci racconta il web. Lo scatto purtroppo è di quelli che non sembrano trovarsi in giro per la rete, nessuna agenzia di stampa l’ha passato, e i tanti siti che l’hanno riciclata sono raccoglitori di news, che ne rendono difficile la datazione precisa.

Tuttavia le ipotesi di complotto cominciano ad apparire prima di Natale su siti svedesi come quello che potete trovare qui e che titola “Organizzati” e poi:

Non c’è dubbio che molti siano fuggiti per il Mediterraneo e che molti altri siano morti, ma a volte le cose vanno oltre ciò che uno possa pensare. Uno di questi casi è che ci fosse davvero quello che volevano i media. Ho sentito qualcuno gridare organizzato (nel senso di messa in scena ndr)”

(La richiesta di scuse per una eventuale traduzione non perfetta vale come sopra.)

A macchia d’olio poi l’ipotesi di complotto è arrivata in Italia dilagando per il web tra coloro che trovano terreno fertile nel sostenere complotti a priori.

Purtroppo le tracce della nostra foto si fermano qua: per quanto abbiamo cercato e ricercato tra Svezia e Turchia, non abbiamo trovato la prova schiacciante e incontrastata per sostenere l’assoluta veridicità o l’esatto contrario.

Quello che è certo è che se l’ipotesi del complotto è partita dalla Svezia, in Italia ha dilagato, attribuendo il fatto come avvenuto nei nostri mari: cosa che chiaramente non è, dato che non vi è traccia della foto su siti italiani prima di questo ultimo capodanno.

Noi di Butac siamo abituati ad arrivare sino al nocciolo della questione, tuttavia questo ci pare sufficiente per sostenere la strumentalizzazione che la politica italiana perpetra per sostenere le proprie idee, a prescindere se esse siano giuste o sbagliate.

Il nostro invito? Quello di dubitare sempre quando qualcuno, di qualsiasi colore, urla presunti fatti che nessun organo di stampa (quella più accreditata, a pagamento in edicola) e nessun network televisivo di rilevanza nazionale riporta.

Dopotutto questi non vedono l’ora di dare qualche notizia eclatante, no? Se non lo fanno ci sarà pure un perché!

Lola Fox

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