300 milioni di morti causati dall’Islam

maicolengel butac 22 Ott 2018
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Circola sui social quest’immagine:

Che diffonde ulteriormente la cultura islamofobica che evidentemente trova tanti follower anche nel nostro Paese.

Nella foto vediamo Stalin, Hitler, Mao e Maometto, rispettivamente associati a 62 milioni di morti, 21 milioni, 49, e per finire in bellezza 300 milioni di morti causati dall’Islam. Da dove salta fuori questo numero assurdo?

Una delle prime volte che appare sulla stampa mainstream internazionale è il 2010, sul New York Times, a pronunciarle è Pamela Geller, blogger controversa per le sue opinioni decisamente anti-Islam:

And they would say it’s about healing and it’s about helping the victims. And I’d say, well, you know, if it was really about healing, why isn’t it a shrine dedicated to the victims of 9/11 or the 270 million victims of over a millennium of jihadi wars, land appropriations, cultural annihilations and enslavements?

Non è ben chiaro da dove salti fuori quel 270 milioni, si parla di una jiahd durata mille anni, quindi l’unica è ipotizzare che si parli di quando è cominciata l’espansione islamica. Il 600 Dopo Cristo. I numeri a cui fa riferimento Pamela Geller sono evidentemente frutto di incomprensioni dei testi su cui si è basata, ma anche bugie belle e buone.

Esiste un completo debunking dei dati citati, fatto nel 2011 su un blog americano, corredato di fonti, numeri che sono andato a mia volta a verificare.

La fonte

Sul blog che vi ho linkato si prende come riferimento uno degli articoli del blog di Geller, dove viene spiegato come sia arrivata a quella cifra immensa. La fonte di Geller è un sito americano anti-islamico, Political Islam, che nel 2008 pubblicava un elenco delle morti che loro attribuivano ai musulmani.

I morti sarebbero 120milioni di africani, 60 milioni di cristiani, 80 milioni di hindu e 10 milioni di buddisti. Di nessuno di questi genocidi esiste traccia nei libri di storia. Totale 270 milioni, oggi arrotondati a 300 che fa più fico.

Nel dettaglio

L’Africa fino al 1900 non aveva 120 milioni di abitanti, certo nessuno sostiene che sarebbero stati uccisi tutti nello stesso momento, ma lo capite che è una sciocchezza, vero?

I cristiani vittime dell’Islam sono principalmente quelli relativi al genocidio cristiano messo in atto dall’Impero Ottomano. Si parla di circa 3 milioni e mezzo di morti, vittime della furia turca, in un genocidio che risale a non così tanti anni fa. Ma 3 milioni e mezzo non sono 60 milioni. Non vanno dimenticati, ma nemmeno moltiplicati a dismisura per rendere il numero più spaventoso.

Lo stesso giochino viene fatto su induisti e buddisti, numeri sparati a caso tanto per gradire. Political Islam ha chiaramente un’agenda che prevede l’indignare sul tema Islam, poco importa che numeri e dati siano corretti. Pamela Geller sul suo blog e nell’intervista al NYT cita, probabilmente in buonafede – nel senso che lei stessa non sarà andata a verificare, fidandosi. Perché è così che funziona con questo genere di pubblico. La fiducia che ripongono nei loro “guru” è tale e tanta che poco importa se sparano assolute cavolate, se confermano il nostro bias le condivideremo e difenderemo con le unghie e con i denti, se necessario.

La Geller è stata denunciata persino da un rabbino americano come bigotta anti-islamica. Vorrei che vi rendeste conto della situazione.

Anche solo un essere umano che muore in relazione all’integralismo religioso è qualcosa di terrificante, ai miei occhi di persona infedele siete tutti bellissimi esseri umani, poco conta che vediate un triangolo in cielo, veneriate un uomo in croce o un pancione poco vestito, poco importa se si chiami Maometto o Visnù, Buddha o Gesù. L’unica cosa che conta è che siamo tutti accomunati dall’essere umani, come se fossimo tutti fratelli, figli di una stessa mamma, la Terra. In ogni famiglia possono esserci le pecore nere, basta saperle riconoscere, e cercare di aiutarle nel loro percorso lontano dagli integralismi, qualunque essi siano.

Mio dio come sono diventato stucchevole…

maicolengel at butac punto it

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