Nel giro di poche ore siete in tanti ad avermi segnalato come durante l’estate sono in programma tanti eventi pubblici per i cittadini italiani in merito al 5G.

Siamo di fronte a un copione che conosciamo bene, l’abbiamo già visto in altre occasioni, ogni volta l’allarme da lanciare cambia ma il gioco è sempre lo stesso, girare la penisola per diffondere vario allarmismo. Si colpisce un pubblico di nicchia, ma a chi diffonde l’allarme basta e avanza.

Vi mostro due delle locandine che mi avete girato in queste ore:

Il primo dei due posterini è quello che impressiona meno, diciamo che è quello che rende l’idea che possa essere un dibattito serio, fatto con scienziati pro e contro il tema di cui si dibatterà. Il titolo perlomeno ci dà quell’idea:

Dai campi elettromagnetici naturali a quelli artificiali

Il secondo invece già dal titolo:

Telefonia Mobile 5G, quali danni per la salute?

ci fa capire quale sarà l’impostazione della serata. Per approfondire sono andato a vedere chi sono i soggetti che interverranno ai due incontri. Lo sapete come si dice in UK? Curiosity killed the cat… la curiosità ha ucciso il gatto, beh io per fortuna non sono morto, ma il mio andare ad approfondire ha evidenziato quello che già temevo. Anche il primo incontro vede in cartellone solo soggetti con un evidente pregiudizio nei confronti del 5G.

Non si tratterà quindi di serate di vero dibattito e confronto, ma solo di incontri nati esclusivamente per allarmare. Non che ci si debba sorprendere, gli organizzatori di questo tipo di eventi sono clonati da quelli che organizzano i dibattiti sui vaccini (contro l’obbligo), i dibattiti sulla Xylella, gli OGM, l’omeopatia. Non dobbiamo sorprenderci, sull’allarmismo nascono affari, a volte anche di grande valore economico. Basta spaventare quanto basta per riuscire a fare breccia nella mente e nel cuore di chi partecipa a questi incontri. La paura fa 90, e grazie a essa quei soggetti saranno più propensi ad acquistare materiale sul tema, rivolgersi ai medici sodali con questo tipo di eventi, curarsi con acqua e zucchero magari…

Purtroppo solo un vero fronte unito di scienziati italiani può spazzare via allarmismi e mercanti d’olio di serpente dalla nostra penisola. Mi piacerebbe dirvi che sarà l’ormai noto Patto per la Scienza a fare qualcosa in merito, ma per ora vedo una macchina complessa, lenta a muoversi come tutte le strutture composte da troppi cervelli. Speriamo si snelliscano e diventino più incisivi con la comunicazione a livello nazionale. Sarebbe bello vedere esprimere pareri sugli studi dell’Istituto Ramazzini ad esempio, portato in palmo di mano da tantissimi sostenitori della pericolosità del 5G, senza però che abbiano portato alcuna prova della dannosità dello stesso.

Se i paesi in cui si terranno questi eventi volessero fare un vero servizio ai cittadini avrebbero dovuto obbligare gli organizzatori ad avere un vero confronto con la comunità scientifica, con una seria rappresentanza a favore del 5G. Non facendo così si crea uno sbilanciamento opposto a quello che esiste nella comunità scientifica internazionale. La scienza, ad oggi, dice che il 5G non rappresenta un pericolo per l’essere umano, che le frequenze a cui opera non sono pericolose. Eventi di questo tipo, con patrocini di vario genere, non sono corretti. Chi vi assiste si convince dell’esatto opposto di quanto invece dice la comunità scientifica internazionale.

Lasciatemelo dire, questo modo di fare…

Allarmi scientificamente infondati possono fare comunque grossi danni, basta pensare alle tante campagne cavalcate da associazioni come quelle rappresentate agli eventi contro il 5G. Solo pensando agli ultimissimi anni abbiamo avuto la Xylella, la demonizzazione degli OGM, la messa al bando dell’olio di palma e recentemente gli attacchi contro il glifosato. Non dobbiamo fare gli ignavi, dietro queste campagne di disinformazione ci sono precisi interessi economici. Mi lascia sempre stupito che chi non si fida di BigPharma abbracci senza spirito critico tutte queste campagne, senza rendersi conto di quali precisi interessi abbiano i promotori…

Qui su BUTAC abbiamo già parlato più e più volte di 5G, non credo sia necessario aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

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