Aborti e disinformazione

maicolengel butac 18 Lug 2015
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AGGIORNAMENTO DEL 18 LUGLIO 2015 ore 16:08

Quando ieri ho scritto l’articolo che avete appena letto non era ancora stata messa online una richiesta di maggiori informazioni da parte di un membro del congresso americano. La lettera è datata 17 Luglio 2015 ed è solo una RICHIESTA da parte di un gruppo di Repubblicani del House Committee on Energy and Commerce, la lettera di richiesta è firmata da 15 membri su 54 possibili. La lettera non tiene minimamente in considerazione O’Keefe, ed è chiaramente mossa proprio dagli stessi personaggi che condividono il video della Nucatola. Gente che se ne infischia di mettere alla gogna qualcuno senza la minima prova, basandosi su un video che non dice nulla di preciso, girato da un personaggio che ha già precedenti per lo stesso genere di falsi.

La lettera che invita la Dott.ssa Nucatola a presentarsi al congresso ha lo stesso valore delle interrogazioni parlamentari sulle Scie Chimiche.

PARENTHOODPLANNED-LACROCE

Vengo da una famiglia cattolica, tra i tanti insegnamenti che mi sono stati passati dalla mia cara mamma c’è quello più importante di tutti, ama il prossimo tuo come te stesso. Insegnamento che cerco da sempre di fare mio, anche tramite Butac.

Su il sito di una “testata giornalistica” che si professa cattolica mi sono imbattuto in un articolo che inizia con queste parole:

Se mai vi foste chiesti che faccia ha il male, ho un nome per voi: Deborah Nucatola.

E al seguito la foto del volto della Dott.ssa Nucatola. La storia che viene raccontata subito sotto si basa su un video che circola da qualche giorno. Che cosa ci dicono?

La dottoressa, mentre impassibile pasteggia con un calice di vino rosso in mano, racconta con una noncuranza rivoltante il commercio illegale che Planned Parenthood farebbe di organi e altre parti dei bambini appena abortiti. Il video, emblematicamente intitolato “Capitale umano”, è il risultato di un’azione investigativa durata quasi tre anni da parte dell’associazione non-profit, che – dichiara – è costituita da cittadini giornalisti interessati alla sorveglianza delle pratiche sanitarie.

Il racconto che ci viene fatto ci spiega perché ci sia stata la necessità di quest’azione investigativa; i signori che si vedono nel video sarebbero due attori, che come nel “miglior giornalismo investigativo” cercano di cogliere in castagna la dott.ssa Nucatola. Il fulcro dell’investigazione sarebbe dimostrare come l’azienda Planned Parenthood venda tessuti di neonati abortiti. Attività illegale, sarebbe una pistola fumante sufficiente per far chiudere PP. Peccato che nel video (sia nella versione editata che in quella completa di oltre due ore) non venga detto in realtà nulla di così compromettente. È l’interpretazione delle parole che lo trasforma.

Planned-Parenthood-insegna

Nella versione accorciata, come ci spiega SNOPES che ha già trattato la cosa, la pistola fumante viene da questa frase:

… the “smoking gun” of the original video occurs at the 12:24:00 mark when Nucatola states a price of “$30 to $100,” but it’s unclear exactly what she is talking about.

Nella versione NON tagliata però la dottoressa aggiunge una piccola chiarificazione:

“It has to do with space issues, are you sending someone there who is doing everything, or is their staff, what exactly are they going to do, is there shipping involved or are you coming to pick it up.”

Chiarificazione che rende il tutto dubbioso e lacunoso…di cosa stanno esattamente parlando? Non si sa, il video in realtà non lo spiega in maniera chiara e come riporta SNOPES:

Although it is unlawful “to knowingly acquire, receive, or otherwise transfer any human fetal tissue for valuable consideration if the transfer affects interstate commerce,” it is legal for patients to donate extracted material for medical research. It’s possible that Nucatola is merely outlining the costs (e.g., labor, shipping) of that process, which allows “reasonable payments associated with the transportation, implantation, processing, preservation quality control, or storage of human fetal tissue.”

Quindi, si certo, è illegale vendere e commerciare in tessuti fetali, ma è possibile e legale per i pazienti donare lo stesso materiale alla ricerca medica. Può essere che la dottoressa si riferisca a questo e ai rimborsi (parliamo di cifre davvero basse) per le pratiche, NON È dato saperlo, né a noi, né alla giornalista che ha deciso di condannare la dottoressa. Non esistono altre prove in merito. NULLA di nulla, e un giochino simile nei confronti di questa clinica che esegue abortti lo si era già tentato all’inizio degli anni 2000, senza riuscire a provare nulla. Insomma, stiamo parlando di una guerra tra PRO LIFE americani che cercano in ogni modo di discreditare una clinica abortista, come fanno da tempo. Ad oggi le prove non sono risultate mai valide per dimostrare alcunché ma questo non ha impedito di mettere alla gogna la dottoressa in questione.

Non è questo che mia mamma mi ha insegnato. La dottoressa non è colpevole di nulla finché non sussistono prove dei suoi crimini, aprire un articolo con le parole usate su La Croce è dimostrazione di pregiudizi ed ottusità, alla giornalista non interessano minimamente i fatti, LEI VUOLE che voi vediate in Nucatola una criminale, nulla di più nulla di meno.

Peccato però che tutta la questione abbia portato alla luce aspetti ben più dubbiosi sugli autori del video che sulla Clinica abortista. Chi si cela dietro il Center for Medical progress? Non è dato saperlo, ma come evidenzia Snopes i loro profili social e il loro sito hanno solo pochi mesi di vita. Ma se l’investigazione è durata tre anni, come può essere che il gruppo sia solo di pochi mesi fa? Planned Parenthood ha rilasciato più di una dichiarazione in merito, cercando di scagionarsi dalle accuse; io non posso dire nulla di più, ovviamente mi è impossibile dirvi con certezza dove stia la verità. Però mi piacerebbe tanto che capiste che anche la “cara” Federica Paparelli Thistle, autrice su La Croce non ha altre informazioni di quelle che vi ho passato qui sopra, eppure non trova nulla di male nell’accusare la dottoressa di essere la Faccia del Male. Questi sono i personaggi che oggi difendono la religione cattolica, questi sono i personaggi che a me fanno davvero paura.

Sempre Snopes ha cercato di andare più a fondo su chi ci fosse dietro questo gruppo di attivisti preoccupati, e tra i nomi che sono saltati fuori ne ha trovato uno curioso: James O’Keefe.

Il caro James è già stato sui giornali qualche anno fa, per azioni molto simili a quelle contro Planned Parenthood, in un caso del 2009 fu condannato per aver rovinato Juan Carlos Vera.

juan carlos vera full full full

Sempre usando video con telecamere nascoste, e successivi montaggi il caro O’Keefe aveva accusato Vera di essere un pedofilo che commerciava in materiale illegale. L’esito delle indagini condannò O’Keefe a pagare 100mila dollari a Vera, visto che il fatto non sussisteva e il video era stato montato ad arte.

Se devo dirla tutta io direi che la faccia del male è il caro James O’Keefe:

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La clinica Planned Parenthood è colpevole davvero di qualcosa? Le investigazioni vere lo stabiliranno, come già provarono a fare 10 anni fa senza risultato alcuno. Il dubbio ovviamente è che si sgonfi tutto in una bolla d’acqua e che vengano tutti scagionati (come è già successo tutte le altre volte in cui O’Keefe è stato protagonista di azioni del genere), ma state tranquilli la notizia su La Croce non verrà pubblicata, perché fare pubblica ammenda non è nelle loro corde vocali.

Non credo sia necessario aggiungere altro.

maicolengel at butac.it

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