I laboratori biologici in Ucraina e la mezza informazione

Una notizia che sta facendo il giro del mondo come se fosse uno scoop, ma si tratta di informazioni già note al pubblico da diversi anni

maicolengel butac 17 Giu 2026
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La notizia che Tulsi Gabbard ha pubblicato documenti declassificati sui finanziamenti statunitensi a oltre 120 biolaboratori sta facendo il giro del mondo. La notizia viene sfruttata dai filorussi come la dimostrazione che l’Ucraina, dove si troverebbero oltre 40 dei suddetti laboratori, ne abbia anche alcuni dove si conservano armi biologiche.

Ma le cose che vengono raccontate, anche da molti media italiani, sono incomplete, vuoi per pigrizia vuoi per cialtronaggine.

Partiamo dall’inizio

Il 12 giugno 2026 Tulsi Gabbard, direttrice dimissionaria della National Intelligence americana, ha pubblicato i documenti di cui sopra, e nel comunicato stampa è stato riportato, fin dal primo paragrafo:

These biolabs include labs in Ukraine, which may be at risk of compromise due to the ongoing Russia-Ukraine war. For example, the Intelligence Community previously warned that a US-funded biolab in Ukraine likely housed dangerous pathogens and remained vulnerable to longstanding threats of Russian attack, seizure, or damage.

Che tradotto:

Questi biolaboratori includono strutture in Ucraina, che potrebbero essere a rischio di compromissione a causa della guerra in corso tra Russia e Ucraina. A titolo di esempio, la comunità dell’intelligence aveva già avvertito in precedenza che un biolaboratorio finanziato dagli Stati Uniti in Ucraina ospitava con ogni probabilità patogeni pericolosi e rimaneva vulnerabile alle minacce persistenti di attacco, sequestro o danneggiamento da parte russa.

Sul sito di DNI Gabbard pubblica solo alcune slide, redatte, che mostrano per l’appunto i laboratori in Ucraina. Nella slide 2 leggiamo:

Ucraina: oltre 40 laboratori costruiti e supportati

    • Conservazione di patogeni da armi biologiche dell’era sovietica
    • Formazione di scienziati ucraini per lavorare in biocontenimento
    • Certificazione “Patogeno Particolarmente Pericoloso (EDP)”

antrace, tularemia, tubercolosi, febbre suina, malattia di Newcastle, MERS, SARS, Marburg, Ebola, Lassa, peste, rickettsie, ecc.

Messa così fa venire i brividi, ma quei patogeni citati sono il normale contenuto di qualsiasi laboratorio di sorveglianza epidemiologica o veterinaria ad alto livello di biosafety. Non in Ucraina ma in generale nel mondo.

Sì, perché i laboratori di cui parliamo non sono laboratori per la creazione di armi chimiche, ma laboratori di salute pubblica e veterinaria, gestiti dai Paesi ospitanti. Questo lo diceva già nel febbraio 2022 Robert Pope, direttore del Cooperative Threat Reduction Program del Pentagono in piena bufera Russia-Ucraina:

Direi che per ogni struttura con cui abbiamo lavorato abbiamo la certezza che, finché l’alimentazione elettrica è attiva e il personale che abbiamo formato è presente nella struttura — gli addetti alla biosicurezza — questi patogeni sono custoditi in sicurezza secondo gli standard internazionali. Se queste strutture dovessero subire danni a causa del conflitto, la situazione potrebbe cambiare. Se viene a mancare la corrente, i patogeni nei congelatori si riscaldano. Se il sistema di ventilazione è danneggiato, o l’edificio stesso è danneggiato, e questi patogeni, ora a temperatura ambiente, riescono a fuoriuscire dalla struttura, possono diventare potenzialmente infettivi nell’area circostante.

È la stessa identica preoccupazione che oggi esprime Gabbard nel suo comunicato stampa, con una sola differenza: lei lo fa con crescente allarmismo, Pope nel 2022 lo spiegava in maniera tecnicamente onesta, senza facili sensazionalismi.

Il programma Cooperative Threat Reduction

Gabbard, e i giornalisti che l’hanno ripresa, evitano di spiegare che non si tratta di biolaboratori di ricerca ma di strutture finanziate nell’ambito di un programma trentennale, pubblicamente documentato, nato per mettere in sicurezza l’eredità sovietica in materia di armi biologiche. Per essere più chiari, quei laboratori esistono per evitare che patogeni realizzati e conservati dall’Unione Sovietica e abbandonati dopo il crollo della stessa possano fare danni.

La mappa di Gabbard

Ma non è finita qui, nel comunicato stampa c’è un’altra “inezia” che solleva dubbi sull’autorevolezza dello stesso:

Guardate la mappa con attenzione:

E guardate la mappa dell’Ucraina:

Vi sembra che Kiyv sia al posto corretto? E come mai la Crimea viene identificata come sito di un biolaboratorio ucraino? La Gabbard non ha ricevuto la notizia che la Crimea è occupata dai russi da un pochino? E Cherniv che città sarebbe?

Come riportato da Cristopher Miller del Financial Times:

Insomma, una cialtronata, che possiamo aspettarci dalle fabbriche di troll russi, non da chi dovrebbe dirigere l’Intelligence americana.

La slide 10

Tra le slide che vengono presentate quella che in basso a sinistra riporta il numero 10 ha attirato la nostra attenzione più delle altre. È la prima del documento, e riporta:

Struttura di ricerca veterinaria a Kharkiv, bersaglio continuativo di disinformazione russa e altre potenziali operazioni

L’Istituto di Medicina Veterinaria Sperimentale e Clinica (IECVM) di Kharkiv ospita con ogni probabilità almeno alcuni patogeni pericolosi e quasi certamente rimane vulnerabile a operazioni informative russe di lunga data, a sequestro o danneggiamento. L’Istituto — fondato negli anni ’20 e che potrebbe aver avuto legami con il programma di guerra biologica (BW) sovietico — è specializzato in medicina veterinaria, virologia e tossicologia secondo rapporti militari e documentazione ucraina.

    • L’IECVM potrebbe aver direttamente o indirettamente supportato le attività sovietiche di guerra biologica. L’IECVM ha concentrato la ricerca su diagnostica e vaccini, e aveva già distrutto
    • Agli inizi degli anni 2010, l’IECVM conservava centinaia di patogeni ed era uno degli oltre quaranta laboratori di proprietà e gestione ucraina che ricevevano assistenza nell’ambito del Programma di Riduzione delle Minacce Biologiche del DOD, secondo informazioni di pubblico dominio e rapporti. Sebbene la struttura avesse aggiornato alcune aree con attrezzature e infrastrutture moderne, ancora nel 2019 l’IECVM presentava alcune carenze di biosafety e biosecurity — in particolare nelle stanze che trattano il batterio contagioso Brucella — secondo rapporti.
    • Stiamo lavorando per comprendere meglio lo stato attuale dei patogeni e delle condizioni di biosicurezza presso l’IECVM e altri laboratori ucraini, poiché rapporti recenti indicano che i laboratori avrebbero ricevuto l’ordine di distruggere le scorte dopo l’invasione russa. IECVM

Quindi lo stesso documento che Gabbard usa per alimentare la narrativa dei “biolaboratori segreti” definisce esplicitamente l’IECVM di Kharkiv un bersaglio della disinformazione russa. In pratica, la stessa intelligence americana che Gabbard ha declassificato smentisce la cornice narrativa con cui lei lo presenta.

Il giornalismo un tanto al chilo

La7, articolo firmato da Redazione Digitale:

Nuovo rapporto del DNI ammette che ci sono strutture finanziate dagli Stati Uniti in Ucraina che contengono patogeni pericolosi e che potrebbero essere a rischio a causa del conflitto in corso.

Come vi abbiamo appena dimostrato non c’era bisogno di alcuna ammissione: si trattava di notizie già note, perché dare a intendere diversamente? Non ci si rende conto che si sta facendo il gioco di chi disinforma? Basare la notizia esclusivamente sul comunicato stampa della Gabbard non è fare giornalismo, ma solo fare da megafono a una delle voci MAGA più influenti.

O ancora La Repubblica:

Stati Uniti, Gabbard accusa Biden: “Ha mentito alla nazione sui biolaboratori a Kiev”

Senza spiegare fin da subito che l’accusa è pretestuosa visto che sotto l’amministrazione Biden, come dimostrato poco sopra, nessuno aveva nascosto queste informazioni.

Qualcuno potrebbe obiettare che la preoccupazione russa per la prossimità di strutture finanziate dal Pentagono fosse in qualche misura comprensibile, e può essere. Ma comprensibile non significa fondata, e soprattutto non giustifica quattro anni di disinformazione attiva su armi biologiche inesistenti.

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