“Prendi la scopa…”, il caso della frase del sindaco

Non-notizie che assurgono alle cronache per il loro potenziale per incendiare il dibattito

maicolengel butac 16 Giu 2026
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Un amico di BUTAC ci ha segnalato un caso esemplare di come il giornalismo italiano trasformi un comunicato di parte in caso nazionale.

Titola ad esempio Il Messaggero:

«Prendi la scopa per imparare a fare qualcosa», la frase sessista del sindaco diventa un caso

E alla stessa maniera fanno quasi tutti i quotidiani italiani.

Cosa è successo davvero

Siamo a Montorio al Vomano, provincia di Teramo, consiglio comunale del 13 giugno 2026, punto 5 dell’ordine del giorno: costituzione dei gruppi consiliari. La consigliera Alessia Nori prende la parola e porta una questione che non riguarda il punto 5: il fatto che il sindaco, il giorno dopo le elezioni, avrebbe invitato lei e un altro consigliere a dimettersi. Il sindaco la interrompe più volte ricordandole che la questione è fuori ODG. La consigliera insiste. Nasce un botta e risposta che, per usare un eufemismo, non eleva il livello del dibattito istituzionale: il sindaco la definisce “una persona di zero spessore” e arriva a dirle che non ha avuto nemmeno i voti dei suoi parenti.

Roba da terza elementare, ma tant’è.

A un certo punto il sindaco tira in ballo un episodio del 2021: la consigliera Nori si era opposta all’iniziativa Puliamo Montorio. Ed è qui, in questo contesto preciso, che arriva la frase finita sui giornali nazionali:

«…prenda la scopa e inizi a imparare qualcosa…»

Il contesto che i giornali non hanno cercato

“Prenda la scopa” riferito a Puliamo Montorio non è una battuta sessista sulla donna che deve occuparsi della casa. È una frecciata su chi non si è presentato a pulire le strade del proprio Comune. Maldestra? Sì. Pronunciata in un clima da consiglio comunale stile specchio riflesso all’asilo? Anche. Sessista? No, perlomeno non nel senso in cui lo intendono i titoli nazionali.

Il paradosso è che invece le frasi davvero problematiche sul piano del decoro istituzionale, come “soggetto di scarso spessore” o “non hai avuto i voti dei tuoi parenti”, non le ha riprese quasi nessuno. Meno titolabili, probabilmente. Meno efficaci nello stimolare il “dibattito” sui social come invece la questione che possa trattarsi di una frase sessista oppure no. Certe volte ci chiediamo se ormai la linea editoriale di molte testate sia questa, mentre riportare fatti davvero interessanti per il pubblico è diventato marginale.

La fonte

Perché tutti sono partiti con lo stesso tipo di titoli e accuse? Perché la fonte di tutti è una velina pubblicata da ANSA derivata da un comunicato stampa del segretario provinciale del PD di Teramo, Robert Verrocchio. Lo stesso Verrocchio che definisce l’episodio “una grave ferita per la democrazia locale” e chiede scuse pubbliche immediate. Sia chiaro, lungi da noi prendere le parti di qualcuno in questa storia, concordiamo che le frasi dette in quel contesto siano lontane dall’essere difendibili. Stiamo descrivendo come funziona il giornalismo italiano quando c’è un comunicato pronto e una storia che si vende bene: si prende la frase più sfruttabile a livello giornalistico, si toglie il contesto, e si pubblica.

Il video serve proprio a permettere a voi di giudicare i fatti.

redazione at butac punto it

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