Agitalia torna alla carica, e il giornalismo muore

maicolengel butac 24 Ott 2017
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Viareggio
Nulla da fare, nelle redazioni italiane la pigrizia regna sovrana, non riesco a spiegare in altra maniera titoli come questi:

Viareggio, diventa mamma a 14 anni e vuole il bonus bebé. Ma è sconosciuta all’Inps

La battaglia di Giovanni Rossetti, rappresentante di Agitalia, per far riconoscere i diritti della giovanissima mamma

Bonus bebè rifiutato: per l’Inps la madre è troppo giovane

Pubblicati su testate registrate, titoli che non sono altro che l’apripista per una marchetta (sicuramente in buona fede) alla nostra agenzia fuffara preferita. La storia è semplice, una ragazza di 14 anni sarebbe diventata mamma senza che l’INPS la riconosca per il bonus bebè, ma grazie all’aiuto appunto di Agitalia le cose si risolveranno. Peccato che la 14enne non esista, come non esiste la pratica. Sono comunicati stampa inviati alle redazioni da organizzazioni che stanno cercando nuovi associati, perché se non ci sono nuovi associati ogni tot mesi l’associazione chiude.
Che ci siano ancora redazioni che non hanno ben chiaro il fatto che i comunicati stampa di Agitalia (come quelli di AIDAA) non vanno pubblicati è qualcosa che mi lascia davvero di stucco. Che giornalisti sono quelli che non fanno la minima verifica dei fatti? Non dico mica, avranno magari fatto verifica chiamando la stessa Agitalia (come ho già visto fare in altre occasioni), ma che non abbiano inserito Agitalia in un motore di ricerca per vedere cosa saltava fuori è grave.

Nei primi dieci risultati del motore di ricerca si nota subito il leitmotiv BUFALA, non occorre fare grandi sforzi per sentire quel formicolio alla base del cranio che segnala appunto di trovarsi di fronte a una fonte di cui non fidarsi. Eppure tra le testate che in questi giorni stanno condividendo c’è La Nazione, che non è proprio l’ultima arrivata nel panorama giornalistico italiano.
Io ci riprovo, perché ritengo sia importante tenere il faro puntato su chi raggranella soldini sfruttando questi trucchetti, e trovo che le redazioni dovrebbero stare molto più attente agli articoli che pubblicano, anche quando si tratta di piccole cose come in questo caso.
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